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Tommaso e Luigi in Calabria con Aurea

Ciao a tutti,

siamo Tommaso e Luigi, i fondatori di Aurea-Filiera Corta Calabrese, un progetto che si pone come obiettivo quello di valorizzare, attraverso la produzione di farine e pasta, la granicoltura calabrese d’eccellenza.

Tommaso è un dottore in scienze agrarie, titolare dell’azienda agricola “Gullì” che da tre generazioni produce e commercializza cereali. L’azienda è tra le prime in Calabria ad abbracciare da oltre 15 anni i sistemi di agricoltura conservativa.

Luigi è un dottore forestale con un approccio mirato alla gestione del prodotto ed alla conoscenza del buon cibo di qualità; anche lui imprenditore, sta per avviare un nuovo format di ristorazione calabrese a Rende, dove servirà pasta e birra prodotti con i cereali di Aurea Filiera Corta.

Entrambi, dopo gli studi universitari, siamo stati in giro, abbiamo trascorso periodi all’estero e girovagato per l’Italia; un po’ come la maggior parte degli studenti laureati in cerca di chissà quale sbocco professionale.

Nel corso del tempo, ci siamo accorti della grande attenzione che molte delle realtà territoriali che abbiamo visitato pongono ai loro prodotti e alla loro tradizione.

In Calabria ci sono tradizione e prodotti d’eccellenza, ma vogliamo fare riflettere sul fatto che nell’area in cui abbiamo iniziato ad operare, dove una delle principali produzioni agricole è quella del grano duro, non c’era una filiera di prodotto: di farine, di pasta o di prodotti trasformati in generale.

Questo aspetto ci ha spronati a cercare di organizzare una filiera corta di questo prodotto, il grano duro calabrese, ancora troppo poco conosciuto, scarsamente apprezzato a livello regionale e nazionale ed al quale non si dà il giusto valore.

Da qui, l’idea di definire le linee guida di Aurea-Filiera Corta Calabrese che nasce proprio dal presupposto che ogni territorio dovrebbe essere valorizzato dal punto di vista agroalimentare, e la Calabria è purtroppo indietro su questo aspetto.

Tommaso gestisce un’azienda agricola orientata da tre generazioni alla produzione di cereali, pertanto reperire la materia prima non è stato un grosso problema.

Mentre trovare mulini con personale disposto a unirsi a noi in questo progetto ed elaborare una “ricetta di pastificazione”, senza andare in contro a numerosi pareri contrari, sono stati dei grossi problemi, prima di tutto per la poca fiducia dimostrataci da molte delle persone che abbiamo contattato.

Per fortuna, non ci è mancato il coraggio di aspettare e, soprattutto, di ricercare e, alla fine, abbiamo trovato ottime persone disposte ad abbracciare la nostra idea.

Dal min 17.00 AUREA FILIERA CORTA CALABRESE

Nel nostro progetto, abbiamo abbracciato un modo di produrre che ha come principio la riduzione al minimo della pressione antropica sull’ecosistema agricolo, senza tralasciare la qualità dei prodotti finali che sono rappresentati da diverse tipologie di farina, ottenuta mediante la macinazione a pietra, e da una linea di pasta, prodotta utilizzando tecniche artigianali.

L’approccio produttivo che noi utilizziamo si divide in due grandi sub-processi, da un lato la produzione della materia prima in campo e dall’altro la trasformazione di quanto ottenuto in farine e in pasta artigianali.

Per la coltivazione della materia prima, il grano duro nello specifico, abbiamo abbracciato i principi dell’agricoltura conservativa, un insieme di tecniche di gestione agronomica a basso impatto ambientale che prevede: la salvaguardia dell’ambiente attraverso il minimo disturbo del suolo, la gestione razionale della fertilizzazione, il riutilizzo dei residui colturali ed un insieme di attente pratiche di monitoraggio prima di effettuare ogni intervento fitoiatrico.

Mentre, per la trasformazione, abbiamo deciso di affidarci alle maestranze locali, con una lunga esperienza nel campo della molitura e della pastificazione.

Il tutto avviene in un contesto locale, è questa la forza del nostro progetto, produrre in maniera sostenibile la materia prima e affidarci a mani esperte durante ogni singola fase produttiva, dando valore alle risorse del territorio e creando una filiera corta che ha come obiettivo la voglia di crescere, facendo conoscere non solo un prodotto ma anche una tradizione.

Nella nostra esperienza due parole sono state di fondamentale importanza: credere e condividere.

Quando si è giovani si tende a sottovalutare le potenzialità di quello che abbiamo sotto il naso, il motto è un po’ per tutti lo stesso: se non l’ha ancora fatto nessuno perché dovremmo farlo noi! Nulla di più sbagliato e nulla di più limitativo.

A questo bisogna aggiungere che le idee o i progetti, a nostro avviso, debbano essere condivisi con chiunque, dall’agricoltore al consumatore; solo condividendo le informazioni e i progressi ottenuti un’idea può diventare un progetto realizzabile, è questa la forza della filiera corta, dove tutti partecipano e dove tutti crescono assieme.

La Calabria è un posto meraviglioso e maledetto allo stesso tempo, un luogo dal quale non vedi l’ora di scappare per poi ritornare.

Noi condividiamo certamente l’idea di molti giovani di evadere da realtà difficili, non gradite, realtà che non fanno crescere professionalmente o personalmente, non vogliamo però che ci si nasconda dietro falsi miti, dietro le difficoltà che esistono in ogni territorio e non solo “qua giù” o dietro la mancanza di voglia di crescere per giustificare tutto ciò.

In conclusione, vorremmo poter comunicare ai giovani calabresi residenti in questa terra ed a tutti quelli che per varie motivazioni hanno scelto di allontanarsi, che:

“ la Calabria è ancora un posto in cui poter investire il proprio tempo e realizzare idee. La nostra breve ma intensa esperienza vorremmo sia la prova di tutto ciò. ”


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Bruno da Locri a Düsseldorf dove è Sales Manager di un Hotel

Ciao Hub Calabria,
grazie per l’opportunità.

La mia storia
Dopo la specializzazione in Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali all’Unical mi sono candidato a molte offerte di lavoro in Calabria, ahimè senza successo. Ho aspettato 4 mesi sperando che la situazione migliorasse, solo dopo mi sono trasferito a Roma per poter lavorare nelle catene di Hotel – Best Western e Hilton. Devo ringraziare mia sorella, la zia e la cugina di mia moglie che ci hanno ospitato a Roma nel periodo in cui non avevamo un lavoro e uno stipendio. La Calabria è soprattutto questo, aiutiamo la famiglia e la supportiamo con tutte le nostre forze.

Dopo aver lavorato 3 anni nella capitale mi sono trasferito a Duisburg in Germania per cercare di costruirmi un futuro e una famiglia con un minimo di garanzie e sicurezza. Da quattro anni sono Sales Manager nell’Hotel Landhaus Milser di Duisburg.

In Germania esiste ancora un po’ di meritocrazia e gli stipendi danno valore al lavoro che svolgi.
Paradossalmente in Germania lavoro di meno e guadagno di più raggiungendo migliori risultati. Quello che non mi stanco mai di dire è: in Calabria abbiamo tutto e non funziona quasi niente, in Germania non c’è niente ma funziona quasi tutto.

Mi piacerebbe tornare in Calabria e ci penso spesso ma un’idea imprenditoriale senza un buon business plan rimane un sogno e pur avendo messo molte volte le miei idee nero su bianco, non sono riuscito a trovarne, almeno per adesso, una che sia sostenibile e che mi permetta di avere un buon livello di qualità della vita, sia per me che per la mia famiglia, e che accresca di riflesso la capacità imprenditoriale della Calabria, oltre a creare nuovi posti di lavoro. Lavorare subordinatamente in Calabria è difficile perché gli stipendi sono bassi e l’offerta supera di gran lunga la domanda per cui si è troppo facilmente intercambiabili.

In Germania funziona bene il rispetto delle regole civiche che permette di vivere insieme in sintonia. Sensibilizzare i giovani ma anche tutta la comunità a rispettare le regole e il prossimo accrescerebbe già di molto la qualità della vita, stessa cosa vale per l’efficienza degli uffici pubblici e della sanità ma questo credo sia più un problema Italia che Calabria.

Appena sono arrivato il Germania mi ha ospitato il mio compare di battesimo e mi ha aiutato a cercare casa e a trovare un lavoro. Anche qui per sottolineare che i valori per noi calabresi sono molto importanti e aiutiamo volentieri un membro della famiglia in difficoltà. Un sito che mi ha aiutato tanto è stato quello del consolato di Colonia che ha creato una guida in italiano che spiega cosa fare appena arrivati in Germania. Qui di seguito il link:
PRIMI PASSI.
Per cercare casa vi consiglio di rivolgervi alle agenzie immobiliari e di fare subito un’assicurazione d’assistenza legale perché gli avvocati costano parecchio e qui tutti ce l’hanno ed è molto facile ricevere una denuncia (non parlo per esperienza personale ma ne ho viste parecchie).
Mi sono iscritto alla Newsletter di Italiaaltrove, un’associazione che si trova a Düsseldorf e organizza molto spesso incontri tra italiani e diffonde la nostra cultura all’estero.

Per cercare lavoro bisogna rivolgersi personalmente al jobcenter con un curriculum e il certificato di residenza in Germania. Inserisco il link del sito anche se è in tedesco e non so quanto possa aiutare:Jobcenter.

Se non fossi partito, non riesco a immaginare cosa sarei diventato e cosa avrei fatto.

Ai giovani calabresi vorrei dire che da giovane non vedevo l’ora di andare via e ora invece non vedo l’ora di ritornare a casa(almeno in ferie).

“Inseguite il vostro sogno, andate in giro, conoscete il mondo, le diverse culture, cibi, usanze e organizzazioni e prendete il meglio da ogni posto per poter migliorare voi stessi e la vostra terra una volta tornati”.

Saluti

Bruno


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