FRANZ: “RACCONTO LA CALABRIA LONTANO DAI PREGIUDIZI”

FRANZD

Ciao Hub Calabria,
Sono Franz, ho 27 anni e provo a raccontare la mia terra grazie ai social.

Vivere in Calabria significa lottare, scendere a patti con delle realtà che nel bene e nel male ti formano, pertanto ho dovuto ritagliarmi da sola il mio spazio nel mondo e non sempre è stato facile.

Sono state diverse le esperienze negative che mi hanno accompagnata sin da piccola, ma questo non mi ha fermata dall’essere diventata quello che sono: una persona che ama la sua terra, che cerca di fare il possibile per dimostrare che il bello esiste, che va solo cercato e valorizzato.

Amiamo le cose facili, semplici, che stanno davanti ai nostri occhi, quando invece è il cercare i dettagli, i piccoli ricordi della storia nella nostra regione, che può davvero fare la differenza.

Non ho mai desiderato andare fuori regione, a dire la verità nella mia città, Lamezia Terme, ho trovato la mia dimensione (sperando che questo possa bastare e che la contingenza non mi porti lontano) ma ho dovuto comunque spostarmi per avere una formazione adatta alle mie esigenze, utile ai miei obiettivi: ho studiato Sociologia a Catanzaro (e fin qui nessun grande spostamento) per poi partire verso Atene grazie al progetto Erasmus+ per sei mesi, città che mi ha fatto respirare quell’aria di antico e familiare.

Dopo la laurea triennale mi sono trasferita a Palermo per conseguire la laurea specialistica in Scienze della Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità.

Anche la scelta di Palermo non è stata un caso, città di grandissima ricchezza, storia e cultura del profondo Sud, un posto bellissimo, difficile certo, ma splendido, che mi ha arricchita e aiutata proprio in quello che oggi è il mio lavoro: riuscire a comunicare tramite contenuti un progetto, un brand e i suoi valori nel modo più efficace possibile.

Anche la scelta di Palermo è stata commentata dai più come azzardata: “Ma vai a Milano!”, “Ma perché non ti sposti su?”, “Che fai, l’emigrante al contrario?”. Insomma, il Sud vuoi o non vuoi non va bene; questo è un fardello che portiamo sulle nostre spalle da non poco tempo, anche se non sempre è stato così.

Senza scendere nella solita retorica campanilistica dobbiamo dire che nel corso della storia la nostra terra è stata meta di numerosi popoli che hanno colonizzato e convissuto (in maniera pacifica o meno) con la popolazione autoctona, creando una stratificazione e mescolanza culturale che è stata ricchezza per le nostre terre e ci ha donato non solo un patrimonio artistico e architettonico invidiabile, ma anche un patrimonio immateriale carico di tradizioni, storie, lingue e cultura in generale che si differenzia da zona a zona, da paese a paese, così vasto e ricco da essere difficile da conoscere fino in fondo.

Purtroppo, la Calabria ad oggi gode di una terribile fama, dettata dalla malavita, dalla corruzione e da tante macchie nere che minano la nostra identità, la nostra economia, la sanità, il progresso, che così è fermo a chissà quale punto nel tempo.

Non è facile convivere e scontrarsi con questa realtà ma è necessario farlo e credo che fare vedere il bello anche nelle piccole cose sia la chiave per dare un po’ di speranza, per lottare insieme e allontanarsi da quelle dinamiche malavitose che condizionano la nostra essenza.

Come fare allora?

Da qualche anno ho pensato di raccontare sia sul mio canale YouTube (in cui trattavo prevalentemente di lettura e libri) che sul mio account Instagram, la mia terra, le tradizioni, i rituali e specialmente i posti meno conosciuti, al fine di dare a chi mi segue una nuova versione della Calabria, più vera se vogliamo, lontana dai pregiudizi.

É chiaro che sia una sfida, perché per svariati motivi i nostri luoghi sono stati martoriati nel corso degli anni da tanti eventi catastrofici; basti pensare ai terremoti, e qui ricordo quello del 1638 con epicentro Nicastro (ora Lamezia Terme) che ha distrutto contemporaneamente la Cattedrale Normanna e l’Abbazia di Santa Maria di Sant’Eufemia, due pezzi di storia che, se ancora in piedi, avrebbero portato maree di turisti nella mia città.

Per non parlare delle spoliazioni di templi greci o ville romane, che nel corso del tempo hanno servito la popolazione locale ridotta in miseria. Anche le alluvioni, così costanti nel corso del tempo, hanno sventrato intere aree, riducendo molti paesi a stato di rudere, facendo dissolvere in poco tempo una serie di opere artistiche e architettoniche incredibili.

Per non parlare poi di tutto quel patrimonio che è andato perduto sia perché rubato e rivenduto all’estero; e di quelle bellezze sepolte sotto parcheggi o centri commerciali, perché l’interesse di costruttori e investitori era esclusivamente economico.

É per questo che cerco di condividere storie, tradizioni, luoghi della mia terra: per darle ancora
respiro, per ringraziarla di quello che ci ha dato, perché è una terra che ha sofferto, specialmente
negli ultimi secoli.

Quanto ancora dovrà patire?

A tal proposito cito il professore Mario Panarello, massimo esponente della Storia dell’arte calabrese nonché esperto di architettura, che ad un incontro sulle opere di noti pittori calabresi espresse un pensiero sconvolgente “la storia della nostra terra va ricostruita dai brandelli che ci sono rimasti. I terremoti ci hanno rovinati… immaginate Roma distrutta da un terremoto, senza Colosseo, senza Fori Imperiali, i romani dopo 100 anni non sarebbero più gli stessi. Gli eventi catastrofici non impoveriscono esclusivamente il territorio, impoveriscono gli animi delle persone”. Ma quanto è vero?

Per questo per me è fondamentale dare testimonianza di quello che è la Calabria, di ciò che c’è, di quello che è rimasto, e di quello che nel presente merita lustro, per dimostrare (anche se non ci sarebbe niente da dimostrare) che la storia di qui è passata, che ha lasciato moltissime tracce, e che abbiamo tanto ancora da raccontare.

“L’importante è non solo dare peso al passato ma avere le mani in pasta per dare una nuova forma al futuro, restare indietro significa esclusivamente vivere in un mondo fatto di sogni, ma noi in Calabria dobbiamo viverci e viverci bene.”


Se hai domande per Francesca (Franz), scrivi ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

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