FRANZ: “RACCONTO LA CALABRIA LONTANO DAI PREGIUDIZI”

Ciao Hub Calabria,
Sono Franz, ho 27 anni e provo a raccontare la mia terra grazie ai social.

Vivere in Calabria significa lottare, scendere a patti con delle realtà che nel bene e nel male ti formano, pertanto ho dovuto ritagliarmi da sola il mio spazio nel mondo e non sempre è stato facile.

Sono state diverse le esperienze negative che mi hanno accompagnata sin da piccola, ma questo non mi ha fermata dall’essere diventata quello che sono: una persona che ama la sua terra, che cerca di fare il possibile per dimostrare che il bello esiste, che va solo cercato e valorizzato.

Amiamo le cose facili, semplici, che stanno davanti ai nostri occhi, quando invece è il cercare i dettagli, i piccoli ricordi della storia nella nostra regione, che può davvero fare la differenza.

Non ho mai desiderato andare fuori regione, a dire la verità nella mia città, Lamezia Terme, ho trovato la mia dimensione (sperando che questo possa bastare e che la contingenza non mi porti lontano) ma ho dovuto comunque spostarmi per avere una formazione adatta alle mie esigenze, utile ai miei obiettivi: ho studiato Sociologia a Catanzaro (e fin qui nessun grande spostamento) per poi partire verso Atene grazie al progetto Erasmus+ per sei mesi, città che mi ha fatto respirare quell’aria di antico e familiare.

Dopo la laurea triennale mi sono trasferita a Palermo per conseguire la laurea specialistica in Scienze della Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità.

Anche la scelta di Palermo non è stata un caso, città di grandissima ricchezza, storia e cultura del profondo Sud, un posto bellissimo, difficile certo, ma splendido, che mi ha arricchita e aiutata proprio in quello che oggi è il mio lavoro: riuscire a comunicare tramite contenuti un progetto, un brand e i suoi valori nel modo più efficace possibile.

Anche la scelta di Palermo è stata commentata dai più come azzardata: “Ma vai a Milano!”, “Ma perché non ti sposti su?”, “Che fai, l’emigrante al contrario?”. Insomma, il Sud vuoi o non vuoi non va bene; questo è un fardello che portiamo sulle nostre spalle da non poco tempo, anche se non sempre è stato così.

Senza scendere nella solita retorica campanilistica dobbiamo dire che nel corso della storia la nostra terra è stata meta di numerosi popoli che hanno colonizzato e convissuto (in maniera pacifica o meno) con la popolazione autoctona, creando una stratificazione e mescolanza culturale che è stata ricchezza per le nostre terre e ci ha donato non solo un patrimonio artistico e architettonico invidiabile, ma anche un patrimonio immateriale carico di tradizioni, storie, lingue e cultura in generale che si differenzia da zona a zona, da paese a paese, così vasto e ricco da essere difficile da conoscere fino in fondo.

Purtroppo, la Calabria ad oggi gode di una terribile fama, dettata dalla malavita, dalla corruzione e da tante macchie nere che minano la nostra identità, la nostra economia, la sanità, il progresso, che così è fermo a chissà quale punto nel tempo.

Non è facile convivere e scontrarsi con questa realtà ma è necessario farlo e credo che fare vedere il bello anche nelle piccole cose sia la chiave per dare un po’ di speranza, per lottare insieme e allontanarsi da quelle dinamiche malavitose che condizionano la nostra essenza.

Come fare allora?

Da qualche anno ho pensato di raccontare sia sul mio canale YouTube (in cui trattavo prevalentemente di lettura e libri) che sul mio account Instagram, la mia terra, le tradizioni, i rituali e specialmente i posti meno conosciuti, al fine di dare a chi mi segue una nuova versione della Calabria, più vera se vogliamo, lontana dai pregiudizi.

É chiaro che sia una sfida, perché per svariati motivi i nostri luoghi sono stati martoriati nel corso degli anni da tanti eventi catastrofici; basti pensare ai terremoti, e qui ricordo quello del 1638 con epicentro Nicastro (ora Lamezia Terme) che ha distrutto contemporaneamente la Cattedrale Normanna e l’Abbazia di Santa Maria di Sant’Eufemia, due pezzi di storia che, se ancora in piedi, avrebbero portato maree di turisti nella mia città.

Per non parlare delle spoliazioni di templi greci o ville romane, che nel corso del tempo hanno servito la popolazione locale ridotta in miseria. Anche le alluvioni, così costanti nel corso del tempo, hanno sventrato intere aree, riducendo molti paesi a stato di rudere, facendo dissolvere in poco tempo una serie di opere artistiche e architettoniche incredibili.

Per non parlare poi di tutto quel patrimonio che è andato perduto sia perché rubato e rivenduto all’estero; e di quelle bellezze sepolte sotto parcheggi o centri commerciali, perché l’interesse di costruttori e investitori era esclusivamente economico.

É per questo che cerco di condividere storie, tradizioni, luoghi della mia terra: per darle ancora
respiro, per ringraziarla di quello che ci ha dato, perché è una terra che ha sofferto, specialmente
negli ultimi secoli.

Quanto ancora dovrà patire?

A tal proposito cito il professore Mario Panarello, massimo esponente della Storia dell’arte calabrese nonché esperto di architettura, che ad un incontro sulle opere di noti pittori calabresi espresse un pensiero sconvolgente “la storia della nostra terra va ricostruita dai brandelli che ci sono rimasti. I terremoti ci hanno rovinati… immaginate Roma distrutta da un terremoto, senza Colosseo, senza Fori Imperiali, i romani dopo 100 anni non sarebbero più gli stessi. Gli eventi catastrofici non impoveriscono esclusivamente il territorio, impoveriscono gli animi delle persone”. Ma quanto è vero?

Per questo per me è fondamentale dare testimonianza di quello che è la Calabria, di ciò che c’è, di quello che è rimasto, e di quello che nel presente merita lustro, per dimostrare (anche se non ci sarebbe niente da dimostrare) che la storia di qui è passata, che ha lasciato moltissime tracce, e che abbiamo tanto ancora da raccontare.

“L’importante è non solo dare peso al passato ma avere le mani in pasta per dare una nuova forma al futuro, restare indietro significa esclusivamente vivere in un mondo fatto di sogni, ma noi in Calabria dobbiamo viverci e viverci bene.”


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Emanuele: “La mia passione per il turismo è diventata una professione di successo”

Ciao Hub Calabria,

mi presento: sono Emanuele e ho 38 anni.

La passione per il mondo del turismo mi accompagna da sempre: questo ha condizionato la mia formazione e successivamente ha determinato la mia professione.

Sono nato e cresciuto in un piccolo paese in provincia di Catanzaro, Simeri Crichi, e all’età di 14 anni mi sono trasferito a Soverato per poter effettuare gli studi alberghieri. Conseguito il diploma mi sono iscritto all’Unical a Cosenza dove ho conseguito la laurea magistrale in turismo.

Gli anni trascorsi all’Università erano scanditi da ritmi stagionali, studiavo in autunno, inverno e primavera, mentre d’estate svolgevo attività lavorativa come cameriere al bar in diversi villaggi turistici della costa ionica calabrese. Successivamente ho lavorato per qualche anno al call center, per poi dimettermi e partire in ERASMUS in Estonia.

Tornato da questa fantastica esperienza, sono ripartito per Cambridge per un breve periodo. Rientrato, definitivamente, ho terminato gli studi universitari e trovato impiego come addetto al booking nel Tour Operator “Ego Travel”, azienda appena nata dove ho trovato la mia giusta dimensione per crescere professionalmente e poter dare nuova linfa alla mia passione per il turismo, più nello specifico all’incoming verso la Calabria. Da ben sette anni ho l’onore e l’onere di guidare questo T.O. favorendo l’incremento turistico di una delle regioni più belle al mondo.

Nel 2015 fui coinvolto dal Sindaco di Sellia, Davide Zicchinella, nella promozione e valorizzazione di Sellia, con un obiettivo chiaro: quello di farlo diventare un territorio a vocazione turistica. Nel 2017, grazie al contributo di tante persone, nacque Avventure in Borgo, società che gestisce il primo “borgo avventura” in Calabria, sia grazie alle sue tantissime attività acrobatiche, ma soprattutto grazie alla teleferica lunga 500 mt, che da pieno centro boschivo giunge in pieno centro storico www.avventureinborgo.it.

Nel 2021 vengo coinvolto da Francesco Gentile nella mission di portare lo Skal (la più grande associazione di Turismo del Mondo) in Calabria. Grazie alla collaborazione di alcuni professionisti del turismo, lo Skal diventa realtà in Calabria dove è nato e si è creato un movimento volto a promuovere l’intero territorio calabrese, valorizzando le ricchezze degli antichi borghi, la storia e le tradizioni.

L’intento del neo Club è quello di unificare le sinergie e le competenze per realizzare un’unica offerta turistica internazionale.

A Sellia come anche a Badolato, l’obiettivo è stato quello di promuovere semplicemente “ciò che si è e ciò che si ha”. Il successo riscontrato nella giornata experience non è da attribuirsi ad un investimento economico (organizzato a costo zero) o ad una casualità, ma alla volontà di più persone ed enti di voler dar voce ed immagine ad un territorio diverso, autentico e meraviglioso.

“Sono certo che nei prossimi anni la Calabria avrà tante opportunità di sviluppo. Auspico che il mio e nostro contributo possa essere utile alla crescita turistica sana e responsabile di una delle regioni più belle del mondo.”

EMANUELE VICEPRESIDENTE SKAL CALABRIA

                         


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ILARIA, FISICA NUCLEARE IMPEGNATA NELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Ciao Hub Calabria,
mi presento: sono Ilaria, ho 25 anni e sono nata e cresciuta in un piccolo paesino del catanzarese, Chiaravalle Centrale.

Da qualche mese a questa parte ho intrapreso il mio primo percorso lavorativo a Lamezia Terme dopo aver conseguito la laurea magistrale in Fisica Nucleare e Subnucleare all’Università della Calabria.

In realtà non ho mai avuto il desiderio vero e proprio di andar via ma anzi, fin da liceale, sentivo la necessità di rimanere per poter dare un contributo, seppur piccolo, alla mia terra, la Calabria.

L’essere cresciuta in una piccola realtà (..e chi come me può capire) mi ha portata a vivere costantemente la partenza di persone vicine, parenti o amici, alla ricerca di qualcosa di meglio, di più dignitoso, di una vita più serena. Tutto ciò mi ha sempre intestardito, quasi come se l’idea di restare fosse una sfida con me stessa, sebbene non sapessi ancora che strada prendere.

La scelta di studiare a Cosenza fu anche in parte dovuta a questo motivo, accompagnata dal fatto di avere “a portata di mano” un eccellente Campus universitario con professori competenti e conosciuti in tutto il mondo scientifico, specie nel mio dipartimento.

Qui mi si aprì un mondo tutto nuovo, compreso quello della radioprotezione, la protezione appunto dal pericolo che deriva dalle radiazioni ionizzanti (ad esempio i raggi x che utilizziamo per una radiografia per intenderci), ambito in cui mi sto formando e sto iniziando ora a muovere i miei primi passi lavorativi.

È stato proprio grazie ad un primo tirocinio con il dipartimento fisico dell’Arpacal di Catanzaro che ho capito, per la prima volta, che scegliendo questa strada avrei potuto “salvaguardare” questa terra martoriata e abbandonata. Attraverso il progetto tra Arpacal e comune di Chiaravalle, ho avuto la possibilità di studiare, conoscere e mappare il territorio sulla presenza o meno di concentrazione di attività di gas radon nelle abitazioni e negli edifici pubblici, gas radioattivo derivante dalla possibile presenza di Uranio nel suolo o nei materiali da costruzione, nocivo per la salute umana (secondo AIRC, è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo). In Italia il decreto-legge (101/20) obbliga a tener sotto controllo ogni tipo di ambiente.

Fortunatamente i dati non hanno rilevato nessuna anomalia radioattiva, ma il confronto con la gente è stato utile per comprendere quanto tutti noi abbiamo bisogno di giuste informazioni e giuste indicazioni, bisogna però capire che ci sono persone competenti nel settore che tutelano la nostra terra da disastri, ambientali nel mio caso, che possano riflettersi sulla nostra salute.

Ai ragazzi che si trovano nella fase in cui devono scegliere la loro strada, consiglio di non fermarsi subito al pregiudizio: “qui in Calabria non c’è nulla, nessuno mi può offrire nulla”, ma anzi, se si ha il desiderio, ognuno di noi deve mettersi in gioco dall’inizio, studiare, porsi degli obiettivi ed essere ambiziosi, perché è vero, nessuno ti dà nulla, ma è con la costanza che ci si realizza, qui in casa nostra o altrove.

Cosa mi fa rimanere? La voglia di combattere per una terra meravigliosa, con un mare e con dei paesaggi da fare invidia; è un peccato trascurare queste potenzialità… godersi un tramonto sul Tirreno a fine giornata di lavoro ti fa sentire vivo ed in pace con te stesso!

“nessuno ti dà nulla, ma è con la costanza che ci si realizza qui o altrove.”


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Giuseppe Lo Schiavo ci guida nel mondo NFT – Podcast

Giuseppe è un pioniere del mondo NFT. Originario di Pizzo Calabro, oggi vive tra Milano e Londra. Gli abbiamo chiesto di guidarci alla scoperta di questa nuova frontiera dell’arte digitale, il mondo dei “Not Fungible Token” (NFT).

Con questo tema si apre la seconda stagione del podcast di Hub Calabria e non a caso il primo episodio si collega al primo episodio della prima stagione “La Blockchain per tutti“.

Gli NFT, infatti, sono degli asset infungibili, non scambiabili con altri diversi ma dello stesso valore. Sono unici in quanto sono certificati attraverso la Blockchain.

Giuseppe è laureato in architettura, ha sempre usato software quali Illustrator e Photoshop. L’occasione di rilanciare le sue competenze di digital designer è arrivata con l’avvento degli NFT, i quali gli hanno dato la possibilità di certificare le sue creazioni digitali e venderle sul mercato in un modo nuovo rispetto a come era possibile fare con l’arte tradizionale.

Giuseppe Lo Schiavo www.giuseppeloschiavo.com

In questo primo episodio della seconda stagione, Giuseppe ci racconta come funzionano le gallerie d’arte digitale, il Metaverso e come potrebbe impattare questa nuova tecnologia sul Turismo, soprattutto, laddove, come in Calabria, ci sarebbe molto da promuovere; e dove lo svecchiarsi senza snaturare l’ecosistema culturale e ambientale dovrebbe essere una strategia di sviluppo.

Come ogni innovazione, gli NFT aprono molte opportunità ai più, non solo agli operatori dell’arte o agli investitori; allo stesso tempo, ci sono dei “pericoli”, dei rischi sia per chi compra arte che per chi vende. A tal proposito, riportiamo in fondo alla pagina qualche link utile*.

Intanto i primi passi da seguire per iniziare ad affacciarsi a questo mondo ce li dà Giuseppe, ascolta il podcast!

Per cogliere le opportunità il primo passo da fare è informarsi e capire l’impatto che hanno le innovazioni. Hub Calabria promuove lo scambio di informazioni con questo scopo.

Aspettiamo i commenti sui social 🙂

@hubCalabria

@Giuseppeloschiavo

*LINK UTILI

Università Europea di Roma- Testi a cura di: Avv. Maria Letizia Bixio – Dott.ssa Maria Eleonora Nardocci


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Enrico, il “ritorno al futuro” di un avvocato sportivo

Ciao a tutti i lettori di Hub Calabria,
Innanzitutto, volevo ringraziarvi per l’invito.
Mi presento, mi chiamo Enrico e sono un avvocato di diritto sportivo e intermediario sportivo registrato con la RFEF.

Fin da piccolo ho sempre avuto una passione smisurata per lo sport. Mi piace perché credo sia molto simile alla vita: nessuno vuole perdere, nessuno ti regala niente e devi lavorare sodo per ottenere dei risultati.


La decisione di intraprendere questo percorso professionale è nata all’università quando ho studiato per la prima volta il diritto sportivo. È stato amore a prima vista. Il giorno dopo l’esame, chiesi la tesi al professore. Successivamente ho continuato la mia formazione accademica tra la Fordham di New York e l’ISDE di Madrid.

Ottenuta la laurea in giurisprudenza, sono tornato nella mia città natale, Cosenza, dove ho iniziato la pratica forense.

Nonostante tutto stesse andando “secondo i piani” sentivo la necessità di fare un’esperienza all’estero e mettermi alla prova in un contesto diverso, fuori dalla mia “comfort zone”. Per questo ho deciso di fare domanda per essere ammesso alla Fordham University School of Law di New York.


Ho vissuto per un anno e mezzo A New York, dove ho approfondito ambiti collegati al diritto sportivo. Terminato il mio LL.M in “U.S Law” ho cercato lavoro. Non è stato facile trovare un lavoro in ambito legale, ma la volontà di rimanere lì mi ha portato a svolgere i lavori più disparati dal cameriere all’host. Tuttavia, mi sono reso conto che per arrivare a raggiungere il mio obbiettivo avrei dovuto specializzarmi nel diritto sportivo. Per questo motivo ho fatto richiesta di ammissione per il Master in “International Sports Law” dell’ISDE di Madrid.


Anche questa è stata un’esperienza fondamentale nel mio percorso di crescita professionale e personale.
Madrid è una città splendida. La Spagna, in generale, è molto simile all’Italia, il clima, il cibo lo stile di vita.
Devo dire la verità, la distanza si percepisce poco. Lì ho conosciuto molte persone ed ho avuto modo di espandere il mio network professionale. Trovarsi in un ambito così competitivo ti sprona sempre a dare il meglio di te. Vedere quante persone preparate e appassionate ci sono nel mondo ti fa capire che non sei l’unico sognatore nella stanza. Ho trovato un gruppo di colleghi speciali con cui ho diviso momenti di gioia e ansie indimenticabili.


Dopo l’esperienza in Spagna ho avuto l’opportunità di fare un’internship in uno studio legale internazionale molto importante di Milano nel dipartimento di diritto sportivo. È inutile dire che entrare in un ambito come quello non è stato affatto facile. I miei capi non erano molto flessibili e ogni errore che facevo dovevo sorbirmi interminabili ramanzine. Quando ho terminato il mio periodo di internship con mia grande sorpresa mi hanno proposto di fare altri due mesi da loro. Ho visto questa opportunità come un premio per il mio impegno e la mia dedizione.


Nel 2020, ho ricevuto un’offerta di lavoro come in-house lawyer da una start-up internazionale che si occupa di data analisi per squadre professionistiche situata ad Amburgo (Germania). Anche li, non ci ho pensato molto, ho fatto le valigie e sono partito. Ho lavorato ad Amburgo per 6 mesi come avvocato specializzato in diritto sportivo. Li ho avuto la possibilità di imparare molto e creare nuovi contatti in ambito internazionale. Una esperienza splendida. Purtroppo, a causa della pandemia, la mia azienda ha avuto un duro colpo e per questo hanno dovuto tagliare personale.

Back to the future
La situazione dovuta al COVID ha forzato il mio rientro a Cosenza e mi ha dato la possibilità di riorganizzare le idee e ragionare sul mio futuro. Tornare a casa è sempre bello, stare con gli amici di una vita, la famiglia, è sempre speciale. Ho deciso di aprire il mio studio legale di diritto sportivo e intermediazione sportiva a Cosenza. Il mio obbiettivo è quello di diventare un punto di riferimento nell’ambito del diritto sportivo per la Calabria e crescere esponenzialmente. In quest’ottica, sto collaborando in qualità di coordinatore con l’Università della Calabria ad un Corso di alta formazione in “Etica e management dello sport”. Questo è un progetto a cui tengo molto perché è uno dei pochissimi corsi di questo tipo nel sud Italia.


Procuratore sportivo
In concomitanza con il mio lavoro di avvocato di diritto sportivo ho deciso di studiare per l’esame di procuratore sportivo del CONI. Ricordo che eravamo 800 al primo esame, solo 37 persone sono riuscite a passare sia l’esame scritto che l’esame orale. Io fortunatamente ero uno di quelli. In attesa di poter sostenere l’esame FIGC, sono riuscito a iscrivermi all’albo dei procuratori sportivi in Spagna. Da allora (2018) sto svolgendo anche la professione del Procuratore sportivo. Sono molto contento dei risultati che i miei ragazzi stanno ottenendo sul campo e sono sicuro che nel giro di pochi anni ne sentiremo parlare.


Consigli per gli aspiranti avvocati sportivi/procuratori sportivi
Il consiglio che voglio dare a chi come me vuole intraprendere il percorso per diventare un avvocato di diritto sportivo o un procuratore sportivo è molto semplice: mai gettare la spugna. Credete sempre nei vostri sogni. La strada il più delle volte sarà in salita è inutile mentire. Nessuno vi regalerà nulla. Non demordete. Partite dal basso. Studiate e aggiornatevi. Presentatevi sempre come professionisti, la prima impressione è sempre molto importante anche se non decisiva. Mettetevi in gioco, sempre. Fatevi conoscere. Interagite con tutti e fatelo sempre con rispetto, non si sa mai cosa ci riserva il futuro. Magari il raccattapalle alla quale avete risposto male potrebbe diventare il nuovo fenomeno del calcio mondiale…

Viaggia, conosci e ritorna
Ritornare non vuol necessariamente dire fare un passo indietro.
Il non partire per paura o per comodità sicuramente lo è. Bisogna viaggiare, scoprire e arricchirsi l’anima dei posti che si visitano. Cercando sempre di prendere il meglio di ogni posto. Bisogna cogliere ogni occasione senza paura e con la giusta voglia.
Voglio lasciarvi con una massima dell’imprenditore americano Jim Rohn:

“Ci sono due cose che non tornano
mai indietro: una freccia scagliata e un’occasione perduta”

Scrivetemi per qualsiasi domanda, sarò ben lieto di rispondere o dare consigli ad aspiranti procuratori/avvocati di diritto sportivo.


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Valentina a Bruxelles trasforma le idee in progetti europei

Ciao a tutte e tutti i lettori di Hub Calabria,

Mi chiamo Valentina, sono nata a Reggio Calabria nel 1986. Dopo la laurea in DAMS all’Università di Bologna mi sono trasferita a Bruxelles, città in cui vivo e lavoro dal 2012.

Sono molto contenta di potervi raccontare la mia esperienza che spero possa essere d’aiuto a chi come me si è trovata per scelta e per necessità ad abbandonare la nostra bellissima terra.

Il motivo per cui sono partita è perché sentivo dentro di me il bisogno di dare gambe alle mie idee, sempre troppe rispetto alle possibilità che Reggio Calabria mi offriva. Pensavo che l’arte e la cultura mi avrebbero salvata e liberata dall’atarassia che vivevo.

Così, ho preso coraggio, preparato il valigione e mi sono avviata verso quella che sarebbe stata la mia vita. Ricordo ancora i lacrimoni che mi accompagnavano ogni volta che prendevo il treno e quei chilometri di distanza dai miei affetti, che però mi hanno dato una forza che non sapevo neanche di avere.

Bologna, così come Bruxelles hanno rappresentato per me il sogno, ciò che potevo essere, ossia me stessa al 100%.

A Bologna ho fatto tantissimi lavori, come tanti coetanei, finché, attraverso lo stage universitario, ho iniziato a lavorare in un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Mi piaceva molto, era un ambiente creativo e stimolante, ma i contratti a progetto ad un certo punto finirono ed io decisi di sfruttare le competenze che avevo appreso per lanciare un’attività tutta mia.

La mia esperienza a Bruxelles è iniziata attraverso un programma dell’Unione Europea che si chiama “Erasmus per Giovani Imprenditori” al quale ho partecipato scrivendo un mio business plan. La mia idea era quella di costruire un “ideificio” che potesse trasformare le idee in progetti, sfruttando le opportunità offerta dall’Europa  per far crescere il mio territorio.

Io dell’Europa non conoscevo quasi niente e quando sono sbarcata a Bruxelles ho dovuto imparare tutto da zero. Ho trovato però dei maestri fantastici che mi hanno fatto appassionare, così da integrare le mie competenze di comunicazione con la conoscenza dei programmi e delle politiche europee.

L’esperienza con “l’Erasmus per giovani imprenditori” è durata sei mesi, al termine dei quali mi è stato chiesto di restare per gestire l’associazione «Sustainable Communication (S-Com) » di cui ora sono Segretaria Generale. S-Com è stata la mia casa, la mia seconda famiglia ed è li che ho cominciato a scrivere progetti, ideare soluzioni. Ho iniziato a credere che tutto fosse possibile e che si possono spostare montagne se c’è la volontà.

Negli anni ho potuto partecipare a progetti internazionali, confrontarmi con esperti di tutto il mondo che grazie ai sostegni europei avevano potuto mettere in pratica bellissimi progetti di cooperazione, avevano potuto realizzare gli ideali di chi l’Europa l’ha costruita. Ideali che però spesso sono calpestati dagli stessi Stati membri, che diventano antieuropeisti per addossare all’ “Europa” le colpe di loro politiche poco lungimiranti, tralasciando di precisare, per altro, che le politiche europee sono loro stessi ad approvarle (o a impedirle).

E la famosa “burocrazia europea” (che conta meno funzionari di una grande città europea) in realtà, per effetto dei trattati, non può intervenire su una parte delle politiche più importanti (esteri, finanza, salute, fiscalità…) che rimangono di competenza esclusiva degli Stati membri (principio di sussidiarietà), spesso quegli stessi stati che le puntano il dito contro.

In questo clima è difficile costruire una cultura europea e soprattutto farla arrivare lì dove la distanza dei chilometri equivale ad un abisso temporale.  A chi mi chiede per esempio, perché in Calabria non sappiamo vincere i Bandi europei o non spendiamo i soldi e ci tocca restituirli, rispondo che dovremmo portare un po’ più di Europa in quella Calabria isolata da tempo. Restituire ai giovani, alle donne, agli uomini quella speranza del “si può fare!”

Tanti sono i problemi che negli anni hanno portato a creare un clima di sconforto che, a sua volta, porta a non credere più che le cose possano cambiare. E’ vero anche che buona parte dei soldi che poi vengono restituiti l’Europa li dà in mano alle regioni, e la regione Calabria è un’istituzione che, a mio avviso, deve essere completamente rifondata sulle basi della legalità e della trasparenza per restituire ai suoi abitanti la voglia di futuro con il coraggio dell’utopia che ebbe il nostro conterraneo Tommaso Campanella, quattrocento anni fa.

Esiste però una Calabria che non ha smesso di crederci e che ha continuato a costruire lì dove altri distruggevano. E sono quelle persone che hanno la mia stima maggiore perché nonostante sbattano quotidianamente la testa contro il muro, non si fermano. Sono questi gli esempi ed i modelli che a mio avviso devono essere valorizzati: a loro deve essere data la possibilità di partecipare ad un’Europa che ha bisogno di loro. Perché si può insieme costruire un futuro migliore per la nostra terra e per il mondo intero.

E’ difficile dare in poche battute gli strumenti che possono aiutarvi a costruire progetti europei, ma posso darvi i miei contatti.. per voi sarò sempre disponibile.

Mi avete chiesto di riflettere su ciò che è stato importante per il mio percorso: in realtà non ho mai deciso di diventare esperta di politiche europee ma è stato tutto un’evoluzione naturale della ricerca di me. Forse avrei evitato di cercarmi fuori, negli altri, nel consenso e mi sarei concentrata più sul costruirmi da dentro, sul conoscere me stessa. Se c’è una cosa in cui non ho mai smesso di credere è che la cultura ci salverà ed è questo che voglio dire ai giovani calabresi:

“ studiate, siate curiosi e credeteci perché tutto è possibile!”


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Neuropsicologia a tutela della terza età: Paola decide di investire le proprie conoscenze in Calabria

Ciao Hub Calabria,

sono molto felice di poter condividere oggi con voi la mia storia.

Mi chiamo Paola, ho 27 anni e sono originaria di Pizzo, nella provincia di Vibo Valentia.

Ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università di Chieti-Pescara. All’epoca, appena compiuti 18 anni, non mi importava dove studiare. Mi importava solo mettere quanti più chilometri possibili tra me e questa regione che troppe volte mi è stata descritta come senza futuro per i giovani come me.

Successivamente, mi trasferisco a Padova dove conseguo la laurea magistrale in Neuroscienze e Riabilitazione neuropsicologica.

Dopo aver terminato gli studi decido di iniziare una nuova avventura, questa volta a Bruxelles, dove svolgo il mio anno di tirocinio obbligatorio nel settore della ricerca presso l’Université Libre de Bruxelles.

Continuavo a macinare chilometri e ad allontanarmi sempre di più dalla mia Calabria.

Ho amato tanto il Belgio, un posto che offriva moltissime opportunità, dove ti bastava solo scegliere e avevi tutto a portata di mano. Però mancava qualcosa. Sentivo che stavo ancora cercando il mio posto nel mondo e quello dove mi trovavo non mi apparteneva.

Pian piano, ha cominciato ad affacciarsi l’idea di tornare a casa, nella mia Pizzo. La molla che mi ha fatto scattare è stato un pensiero ben preciso: “perché dovrei portare tutte le conoscenze e l’expertise che ho accumulato in questi anni in un Paese dove non ne hanno bisogno mentre la mia terra ne rimane priva?”.

Quello di cui mi occupo nello specifico, infatti, non è molto conosciuto in Calabria e molto spesso quando dico che la mia formazione verte sulla Neuropsicologia mi sento chiedere: “Cioè??”.

In breve, mi occupo di persone con demenza ed altre forme di malattie neurodegenerative (Parkinson, Demenza ai corpi di Lewy, SLA ecc.) e precisamente rallento il declino delle loro funzioni cognitive (memoria, attenzione, pianificazione ecc.) tramite percorsi di stimolazione cognitiva.

Inoltre, attuo percorsi di riabilitazione cognitiva con persone che hanno subìto danni a livello cerebrale come ictus o traumi cranici. Nei miei interventi non tralascio i familiari dei pazienti, con colloqui singoli o di gruppo volti al loro sostegno.

Nel 2020 ho conseguito anche un Master di II Livello con cui sono diventata esperta di Invecchiamento e Longevità. Per noi calabresi gli anziani hanno un ruolo importante all’interno della nostra società in quanto custodi di storie, memorie e saggezza. I miei interventi di potenziamento cognitivo sono volti proprio a garantirgli un invecchiamento attivo.

Paola sulla spiaggia della sua amata Pizzo

Non è stato facile tornare e non nascondo che ci sono momenti in cui mi chiedo: “ma chi me lo ha fatto fare?”. Ma poi le soddisfazioni arrivano.

Il mio ingresso nel mondo del lavoro come libera professionista non è stato facile anche in relazione al momento storico che stiamo vivendo. Come sappiamo tutti, la pandemia ha colpito in primis i più anziani e quindi in questo momento ogni intervento deve essere messo da parte per tutelare la loro salute.

La parola chiave per me è COLLABORAZIONE. La cosa che più mi ha aiutata nel mio ritorno alle “origini” è stata sicuramente la creazione di una rete di professionisti con cui poter collaborare.

Medici, neurologi, fisioterapisti, farmacisti, nutrizionisti, insomma tutte figure che hanno a che fare con la stessa tipologia di pazienti con cui ho a che fare io. Come ho fatto a creare questa rete? Un aiuto concreto è stato l’aver fatto il Servizio Civile non appena tornata dal Belgio, in un ambito connesso al mio lavoro. Questo mi ha consentito di conoscere la realtà di un territorio da cui per 6 anni ero stata lontana.

Un altro aiuto sono stati i social. Mentre ero a Bruxelles ho fondato la mia pagina Facebook e IG “Neurozoneper rendere le neuroscienze più divertenti e accessibili a tutti. In poco tempo si è creata intorno alla pagina una fitta rete di colleghi, alcuni anche calabresi con cui ho avuto modo di scambiare le mie opinioni.

Ai giovani calabresi dico:

“non demordete, abbiate fiducia. Un futuro diverso da quello che ci è sempre stato descritto è possibile ma dobbiamo essere pronti a lottare per esso, con gentilezza e coraggio. Risollevare una terra martoriata sarà la nostra più grande soddisfazione e possiamo farlo perché abbiamo i mezzi per farlo.”

Il tempo mi darà ragione oppure no, chissà. Io intanto ci ho provato.


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Domenico fonda un Brand e vende t-shirts in tutta Europa

Ciao Hub Calabria, mi presento:

sono Domenico, un giovane imprenditore Calabrese e fondatore del brand Independent Republic.

Spero la storia di Independent Republic possa essere da esempio e stimolo a chi come me ha scelto di restare in questa splendida regione e fondare le sue basi lavorative e affettive, o a chi ha voglia di tornare e contribuire alla crescita del proprio territorio.

Tutto ha inizio grazie al mio lavoro e alla mia passione per il Graphic Design. Le varie esperienze e gli studi hanno dato sicuramente lo stimolo iniziale al progetto. Vengo dal mondo della comunicazione e della pubblicità, e dopo l’ultima esperienza come Art Director presso la Francioso Comunicazione, agenzia leader in Calabria, scelgo di inseguire un sogno nel cassetto da quando ero agli inizi: realizzare delle t-shirts da vendere.

Certo l’idea della collezione è stata fondamentale nel progetto, appena arrivata sul web diventa virale e nel giro di un mese mi catapulto in un mondo completamente nuovo per me: il commercio online e la produzione di abbigliamento.

Non ho studiato moda, ma non è stato questo limite a fermare la mia determinazione. Inizio a capire e studiare il commercio elettronico, le piattaforme e i canali di vendita, compresi i social media con i quali avevo un ottimo rapporto grazie al mio lavoro. In poco tempo realizzo il sito del brand che oggi è un marchio registrato. Decido di lasciare il mio lavoro, fonte di guadagno abbastanza concreta, e scommetto tutto sul nuovo progetto, tra tante incertezze di chi mi circondava.

Determinazione e dedizione fanno sì che il progetto cresca nel giro di un anno, diventando un’Azienda vera e propria con sede a Soriano (VV); oggi il team di Independent Republic è composto da 4 collaboratori e vende i suoi prodotti in tutta Europa, tramite il sito web e una rete di negozi innamorati e diventati rivenditori del brand.

A breve lanceremo una capsule collection con un Personaggio importantissimo che non posso ancora svelarvi, e tra i tanti progetti c’è l’apertura di una serie di stores in Italia.

Sembra ad oggi ancora tutto un sogno che si realizza, e in realtà la spinta fondamentale è stato “sognare” e pensare in grande.

Restare in Calabria, nonostante la difficoltà a trovare aziende produttrici del nostro settore, è stata e sarà la scelta più giusta. Certamente Internet è lo strumento fondamentale di connessione con il resto del tessuto economico produttivo dell’intera nazione, ed è attraverso di esso che siamo riusciti a trovare le informazioni e i fornitori migliori per il nostro progetto.

Credo che la nostra storia sia la dimostrazione che è possibile fare impresa anche in Calabria, abbattendo distanze geografiche ed economiche.

Qui a Soriano ho la mia famiglia, i miei figli, i miei affetti, i miei ricordi, e questo mi permette di avere un ambiente intorno a me favorevole in tutti i sensi, un’armonia che mi concede di concentrarmi in modo ancora più determinato sui 1000 progetti che, ahimè, ho in mente.

Non sono nato imprenditore e nessuno lo nasce, lo si diventa. Sicuramente le mie esperienze lavorative mi hanno formato su quelli che sono i veri aspetti di un’azienda, il team e la comunicazione. Ho scoperto che credere in quello che si fa può essere un’arma potentissima.

Sono convinto che la nostra storia possa essere replicabile anche su altri settori in Calabria, molte simili esistono già e molte altre potrebbero nascere.. c’è solo bisogno di un po’ di fiducia in questa terra.

“Il futuro Calabrese appartiene alle nuove generazioni, compresa la mia. Saremo noi quindi a dover scommettere e provare in tutti i modi a realizzare i nostri progetti.”

In base alla mia esperienza, oltre agli ingredienti astratti descritti precedentemente (creatività, determinazione e formazione) ci sono delle informazioni che potrebbero essere di aiuto per altri professionisti o aziende, basta solo metterle a disposizione e fare rete.

Perciò per i lettori di Hub Calabria sono disponibile a raccontare la mia esperienza e scambiare delle informazioni, qualora qualcuno avesse in progetto di realizzare qualcosa di simile a Independent Republic.

Domenico M.


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Flavio, architetto ad Amburgo, torna in Calabria per salvare un Borgo (con Podcast)

Ciao Hub Calabria,

Mi chiamo Flavio, ho 33 anni e vivo ad Amburgo, dove lavoro come architetto.

Grazie per avermi dato l’opportunità di raccontare la mia storia. Penso sia molto importante che i giovani si confrontino e si ascoltino, per questo mi piace Hub Calabria.

Spero che dopo aver ascoltato la mia esperienza i giovani calabresi si motivino a rompere le paure che rischiano di bloccarci.

Io non sapevo un parola di inglese, ma mi sono lanciato e sono andato ad Istanbul con il progetto Erasmus, e dopo ancora a Berlino, dove ho imparato il tedesco.

Ho imparato tanto da queste esperienze all’estero e, soprattutto, ho imparato a vedere la Calabria con occhi diversi. Ho capito che va tutelata e valorizzata per quel che è. Sembra un paradosso, ma sono fiero che sia rimasta semplice, le grandi città stanno sperimentando il cambiamento al contrario, devono cercare di liberarsi dagli eccessivi interventi dell’uomo, ma sarà un lungo processo, noi in Calabria siamo già a buon punto.

Ascoltate il Podcast, a Raffaella ho raccontato le esperienze che mi hanno cambiato la vita e che mi hanno portato oggi a scegliere di tornare in Calabria per dare il mio meglio e contribuire al rilancio di un Borgo molto speciale, del comune di Simeri Crichi (CZ).

C’è bisogno di riscoprire la nostra Calabria, nel Podcast vi dico come e perché..

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Giovanni e Berenice, due giovani calabresi chirurghi a Bruxelles (con Podcast)

Giovanni e Berenice sono due giovani calabresi partiti dalla Calabria all’età di 19 anni. Oggi vivono e lavorano a Bruxelles, dove sono diventati chirurghi.

Li ho conosciuti grazie ad Hub Calabria, e sono molto contenta di aver potuto realizzare questo Podcast perché penso che la loro testimonianza potrebbe essere d’aiuto a molti giovani che ancora non hanno le idee chiare come Giovanni e Berenice.

Di cosa parliamo nel Podcast?

Ho cercato di fare domande semplici e lasciargli raccontare spontaneamente il loro percorso, la loro Storia, di giovani studenti partiti a 19 anni alla volta della Facoltà di Medicina di Tor Vergata a Roma, che hanno saputo far leva su un’opportunità potenzialmente accessibile a tutti durante gli studi, il programma Erasmus, e che a volte viene sottovalutata o vista come una perdita di tempo prezioso per la propria formazione.

Sia Berenice che Giovanni, sul tema Erasmus, si soffermano a spiegare quanto sia stato importante per la loro crescita il confronto con i colleghi in Belgio.

Trovo che siano molto belli e utili i consigli che a tal proposito rivolgono a chi è ancora studente e a tutti gli ascoltatori.

Ringrazio molto entrambi per la disponibilità che hanno avuto nel condividere la loro conoscenza con noi di Hub Calabria, in fondo è come ricevere una donazione per noi. Si tratta di risorse personali che ognuno sceglie di mettere a disposizione di altri.

Le informazioni che condividono Giovanni e Berenice potrebbero avvantaggiare chi ancora non sa cosa lo aspetta, chi si sta chiedendo “ma vale la pena fare l’Erasmus visto che studio Medicina?”, chi teme le difficoltà linguistiche, chi non dà la giusta importanza al confronto con il resto del mondo, dove viviamo e dove non esistono confini reali che ci separino dai nostri vicini.

Poi, come dico sempre, anche questa storia raccontata con la voce dei protagonisti, non parla solo di Giovanni e Berenice, ma ci aiuta a capire che in fondo la nostra formazione, quella che ci accompagna per tutta la vita e fa la differenza tra un professionista e Il professionista che diventerai, dipende molto più dalla propria proattività che non soltanto da un corso di studi o da un’università a cui ci si affida passivamente a volte.

Ambientazione: eravamo in pieno lockdown in Italia, ci siamo sentiti in video chiamata, non eravamo soli in casa e nessuno di noi ha una stanza di registrazione 😉

E’ stata dura ottenere questo Podcast, alla fine abbiamo optato per il “buona la prima”, ma per questi contenuti l’impegno che c’è voluto passa in secondo piano.

Ascoltate il Podcast, godetevi la chiacchierata tra giovani calabresi per i giovani calabresi.

Commentate sui social e se avete domande per Giovanni e Berenice scriveteci.

Buon ascolto!

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