Giandomenico, giovane illusionista calabrese. Quando la passione tenta di superare gli ostacoli

Ciao a tutti,

mi presento un po’, sono Giandomenico, ho 23 anni, sono nato a Trebisacce e cresciuto a Paludi, un piccolo paesino calabrese.

Mi sono avvicinato alla magia all’età di 8 anni, grazie ad una scatola magica regalatami dai miei genitori durante una visita a Milano. Da quel giorno mi sono innamorato perdutamente di quest’arte, chiedendo ad ogni compleanno e ad ogni Natale una nuova scatola magica in regalo

Il mio primo libro di magia l’ho comprato da alcuni rivenditori che facevano visita alla mia scuola elementare. Tra “Piccoli brividi” e “Le barzellette di Geronimo Stilton” faceva capolino “Il vero manuale del prestigiatore”, libro che trattava un po’ di tutto, dalle carte alle grandi illusioni, fino allo spiritismo.

Poco dopo, ho scoperto l’esistenza di libri più professionali, iniziando così uno studio “serio” di quasi tutte le branche della prestigiazione, dal close-up al mentalismo, dalla magia da scena al parlour.

All’età di 15 anni, mi sono esibito per la prima volta in un teatro vicino al mio paese di origine, davanti a circa 350 persone, il primo di molti altri spettacoli.

Circa due anni fa sono diventato allievo di uno dei migliori maghi italiani, Diego Allegri. Tutt’ora frequento queste lezioni durante le quali ho avuto ed ho continuamente modo di confrontarmi con i migliori maghi italiani nel mondo.

Grazie a questo percorso di studi sono entrato a far parte di un progetto dal nome “Talking Magic”, una sorta di “Netflix magico”, con lo scopo di aiutare e guidare gli appassionati in uno studio serio e preciso dell’illusionismo in tutte le sue forme. Qui, vengono messe a disposizione interviste ai “big” della magia, spiegazioni di effetti magici e lezioni teoriche fatte da professionisti del settore. Inoltre, mettiamo a disposizione le nostre conoscenze per l’aggiornamento costante della parte “wikipedia”, con biografie, recensioni di libri e ricerche storiche; insomma, sono orgoglioso di poter contribuire in qualche modo al miglioramento della magia in Italia, dove spesso questa viene presa come qualcosa di poco conto.

Per tutte le mie ricerche mi avvalgo della mia incantevole biblioteca magica, che anno dopo anno si è arricchita con volumi antichi e introvabili tramite i quali conduco ricerche storiche su vari ambiti della prestigiazione, appassionandomi sempre di più allo studio della magia sotto tutti gli aspetti.

Mi esibisco ormai da anni, in qualunque occasione, cercando di riunire nei miei spettacoli le varie arti che da sempre mi appassionano, le quali spaziano dalla musica fino alle arti mimiche.

Oltre allo studio magico ho conseguito la laurea in ingegneria informatica e ho iniziato la specializzazione in intelligenze artificiali.

Penso che la Calabria sia una terra meravigliosa, ma come ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro.

Ad oggi, sono soddisfatto della scelta che ho fatto nel rimanere a studiare qui: le nostre università sono tra le migliori e non vedo perché non sceglierle; per quanto riguarda la magia invece, purtroppo mancano dei punti di appoggio per gli appassionati e i professionisti di quest’arte.

Credo che uno dei modi per crescere in fretta, in qualunque ambito, sia il confronto e questo viene meno non avendo la presenza di figure di riferimento in grado di organizzare eventi, conferenze o workshop.

Per mia fortuna, ho avuto ed ho la possibilità di spostarmi, quindi, ogni mese mi rivedo con gruppi di maghi di tutta Italia per scambiarci idee e studiare insieme. Mosso dalla passione non lo vedo come un sacrificio e lo faccio volentieri, ma mi metto nei panni di chi non ha la possibilità di farlo.

Sarebbe bello poter creare un ambiente in cui riunire i vari appassionati di questa arte e finalmente non essere più “saltati” nei vari eventi. Personalmente mi metto a disposizione di chiunque voglia intraprendere o ha già intrapreso questo percorso. Magari si inizierà a collaborare e, chi lo sa, forse ne uscirà qualcosa di buono; attenzione però, c’è da dire che confrontandomi con altre realtà non è detto che sia per forza un male il non avere circoli o associazioni magiche: spesso sento parlare di ambienti in cui gli associati più “anziani” tendono a sminuire o a sentirsi superiori ad altri, quindi non vorrei ci fosse qualcosa del genere in cui alla fine non si cresce veramente.

Al di là di ciò che manca, non mi sento di rinnegare questa terra, mi ha dato un sacco di soddisfazione dal punto di vista artistico, mi esibisco ormai da anni qui e collaboro con vari settori portando in giro i miei spettacoli in qualunque contesto, penso sia la prova che con la passione si possa arrivare ovunque. Quindi, a tutti gli artisti e agli appassionati di qualunque arte, dico di tenere duro e le soddisfazioni arriveranno, naturalmente ci sono sacrifici da fare, ma anche questo fa parte del percorso.

Un’ipotesi vuole che il termine Calabria derivi dal greco antico kalón-bryōn, [terra] che fa sorgere il bene/il bello, ad indicare la fertilità del suo territorio. Credo, appunto, che la nostra regione abbia tantissime risorse sia dal punto di vista storico-culturale che dal punto di vista artistico, però spesso manca la consapevolezza di questa ricchezza che viene lasciata a se stessa.

Molto spesso noi ragazzi ignoriamo completamente la storia delle nostre origini, generando anche una mancanza di attaccamento alla propria terra, tutto ciò ci porta a pensare che altri posti siano migliori.

Dal punto di vista artistico, penso che un po’ manchi la “cultura dell’arte”, ma credo sia un problema generale dell’Italia, spesso gli artisti, di qualunque tipo, vengono scambiati per “hobbisti”, come persone che non possono fare della propria passione un mestiere. Questo tipo di pensiero credo nasca da una cultura “chiusa” che percepisce come lavoro solo lo “sporcarsi le mani”.

Nel mio ambito penso sia ancora “peggio” perché, prima di vedere un’esibizione, spesso si associa la magia a qualcosa che è esclusivamente per bambini. Quello che mi fa sorridere è la velocità con cui si cambia idea una volta che viene mostrato qualcosa. Da qui capisco l’enorme potenzialità che hanno le persone, la versatilità nel cambiare il loro pensiero davanti all’evidenza. Anche un adulto può stupirsi e può farlo molto meglio di un bambino.

Per quanto riguarda i punti di forza della nostra regione, penso siano le persone con la loro semplicità, spontaneità e generosità. Inevitabilmente le mie esibizioni mi portano a stare costantemente in contatto con loro e posso assicurarvi che in qualsiasi gradino della scala sociale si vede la nostra “calabresità” con tutte le sue sfumature, si sente la differenza anche nel modo di stupirsi e dal modo di esternare le proprie sensazioni.

Come dicevo, penso che per crescere in qualunque ambito serva il confronto; se questo manca, per apprendere alcune cose, bisognerà “provarle” sulla propria pelle attraverso l’esperienza. Ci sono cose che non si apprendono né sui libri e né su Google, per quanto uno possa studiare credo che non ci siano manuali su come piacere al pubblico o su come entrare in empatia con loro, credo che sia una delle cose più importanti per chi come me è nel mondo delle arti performative, noi abbiamo bisogno di un pubblico che ci dia retta, che si faccia stupire e che collabori con noi, avere le persone dalla nostra parte è la cosa più importante e la loro “ostilità” nei nostri confronti è da evitare nella maniera più assoluta.

Un consiglio pratico che mi sento di dare è quello di uscire dalla propria cameretta, dalla propria zona di confort ed esibirsi, naturalmente dopo il dovuto allenamento pratico. Non c’è strada migliore per imparare la “showmanship.

Consigli rapidi possono essere: non far sentire mai lo spettatore in “svantaggio” o stupido; non porre mai ciò che facciamo come una sfida, siamo lì per intrattenerli non per vincere qualcosa; gratificarli sempre e non farli sentire “fregati”; ricordarsi sempre che il nostro obiettivo è far vivere delle esperienze fuori dal comune.

Ai giovani calabresi dico:

Non sono nessuno per giudicare le scelte altrui quindi vorrei semplicemente augurarvi il meglio e il raggiungimento dei vostri obiettivi.

“Che voi siate artisti, ingegneri, medici o esercitiate qualsiasi altra professione, portate in alto il nome della Calabria, non dimenticate le vostre origini e ricordate che nel mondo c’è un piccolo paesino che potrete sempre chiamare “casa”.”


Se hai domande per Giandomenico scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Segui Hub Calabria su Facebook, Instagram e LinkedIn

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Giuseppe e Alteredu, la startup che offre formazione ai giovani

Ciao Hub Calabria,

sono Giuseppe, vengo da Corigliano Calabro e ho 30 anni.

Dopo la laurea in Ingegneria Informatica all’Unical, mi sono trasferito a Roma per lavorare in una delle più grandi società di servizi italiana.

Successivamente, per aiutare la Calabria che tanto aveva dato per la mia formazione, ho deciso di fondare, insieme ad altri due amici, la startup Alteredu, per offrire formazione e certificazioni online ai giovani calabresi e italiani.

Alteredu mi ha portato in giro per l’Europa, in particolare sono stato scelto per un percorso di accelerazione startup in Spagna per 6 mesi, concluso lo scorso Marzo.

La Calabria ha tante potenzialità e tanti punti di debolezza che, però, se ben sfruttati potrebbero rappresentare una grande opportunità per i giovani calabresi.

La cosa che manca è la possibilità di confrontarsi attivamente con persone skillate ed esperte. Ovviamente con questo non voglio dire che non ci siano, ma rispetto a realtà come Milano o altre città europee c’è sicuramente una differenza sostanziale.

E’ chiaro che in Calabria non si hanno le stesse opportunità e confronti rispetto a chi vive attivamente gli hub fisici delle grandi città. Proprio da questo, però, è possibile trarne un vantaggio: diventare noi stessi, giovani con voglia di fare e che hanno deciso di restare in Calabria, i precursori e gli innovatori della nostra regione: sarebbe bello creare un movimento per allinearci alla stessa velocità di apprendimento e innovazione delle altre città italiane e europee. Un po’ quello che con Hub Calabria state egregiamente facendo.

La nostra è una terra meravigliosa, piena non solo di paesaggi incantevoli ma anche di gente meravigliosa. Proprio la gente però, con il carattere forte, testardo e deciso che ci contraddistingue, è poco avvezza al cambiamento. Questo, alla lunga, può stancare chi invece ha una visione innovativa e si trova spesso e volentieri a scontrarsi con chi la pensa un po’ “all’antica”.

Però ho notato che molti nostri coetanei stanno creando o portando avanti imprese ereditate dai genitori in una maniera nuova ed innovativa, cosa che mi rende orgoglioso e mi fa ben sperare per il futuro.

Per quanto riguarda l’università in Calabria e come questa ci prepara al mondo del lavoro, al mercato, direi che io sono un caso a parte. Nel senso che, avendo studiato ingegneria informatica, avere a che fare con i clienti e il mercato non è di certo la priorità, giustamente. Però tutto quello che non ho imparato all’università l’ho imparato sul campo: errori dopo errori, esperienze dopo esperienze, si riesce sempre di più a migliorare e venirne fuori egregiamente. Stesso discorso per quanto riguarda le competenze plurime: io sono un tipo che dà più importanza al pratico che al teorico: solo se ci sbatti la testa e capisci come poter uscire fuori dal problema in cui ti trovi acquisisci le competenze che ti permetteranno di crescere. Ovviamente, senza la base di teoria e mindset non vai da nessuna parte: da questo punto di vista l’università, e ingegneria in particolare, ti forniscono il mindset giusto per affrontare i problemi una volta finito il percorso di studi.

Il suggerimento più importante che posso dare è: studiare, studiare, studiare. Sembra una banalità, ma lo studio non finisce con la laurea. Gli studi vanno ben oltre e se si vuole essere competitivi non bisogna mai smettere di studiare e imparare. Testate, fate errori, imparate da quelli e reiterate. Solo così si può crescere.

Non esiste una ricetta magica per farcela subito, ma bisogna per forza di cosa passare per i lati negativi. Nella mia esperienza sicuramente mi avrebbe dato una spinta in più se qualcuno mi avesse detto di focalizzarmi su una sola cosa: se mi fossi concentrato sicuramente sarei andato più veloce.

Siamo una gioventù meravigliosa, piena di risorse e con una grinta invidiabile. Non facciamoci spaventare da niente e da nessuno, perché abbiamo tutte le carte in regola per fare bene ovunque. L’unico consiglio che voglio dare è:

“cercate di dare sempre il massimo in qualunque cosa facciate, perché noi per natura, io in primis, cerchiamo di cullarci o di non dare il meglio di noi stessi in alcune occasioni. Cerchiamo di buttare il cuore oltre l’ostacolo sempre, così che nulla ci sarà precluso.”

Se vuoi scoprire Alteredu puoi dare un’occhiata al nostro sito web.

Ciao! 


Se hai domande per Giuseppe scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Segui Hub Calabria su Facebook, Instagram e LinkedIn

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.