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La Blockchain per tutti (con Podcast)

Ciao Hub Calabria,

sono Gabriele, giovane ingegnere calabrese originario di Cosenza, oggi fondatore di Ocyan a Londra.

Ocyan offre prodotti che fanno uso della tecnologia blockchain e prodotti in cloud.

Qui rispondo a qualche domanda per aiutarvi a capire cos’è la blockchain e i suoi possibili usi. Per chi preferisce ascoltare anziché leggere, in fondo alla pagina trovate il Podcast!

Cos’è la Blockchain?

La blockchain e’ una tecnologia per la conservazione di dati (struttura dati) che garantisce trasparenza, immutabilità e sicurezza by design. E’ un registro digitale di dati, le cui voci sono raggruppate in blocchi, suddivisi in ordine cronologico, la cui integrità è garantita tramite crittografia. Per questo motivo, ogni informazione contenuto in una blockchain e’ immutabile, a meno di non invalidare l’intera catena di blocchi (e quindi tutti i dati contenuti al suo interno).

Perché sta prendendo piede questa tecnologia? Che tipo di bisogni soddisfa?

Come sempre accade nel mondo della tecnologia, questa nuova struttura di dati ha delle specifiche peculiarità che ci consentono di utilizzarla con successo in casi d’uso molto specifici, come, ad esempio, il tracciamento di beni materiali, la tokenizzazione di beni che consente la digitalizzazione di asset (dove ogni token ne rappresenta una parte). Inoltre, facilita la sincronizzazione tra aziende partner, senza dimenticare l’applicazione nel campo delle cryptovalute.

Ocyan ha sviluppato RomanAgora una piattaforma blockchain a cui si può’ accedere o pagando una quota o cedendo dei dati. Ma tutte le piattaforme in blockchain funzionano così? O potrebbero funzionare diversamente?

No, non tutte le piattaforme blockchain funzionano così. Questo è un modello commerciale specifico di una piattaforma specifica che abbiamo sviluppato con ClearScore. Questa piattaforma, che è stata anche pubblicata su Business Insider e Finextra si propone di creare una rete di scambio dati tra istituti finanziari e di credito, al fine di combattere e prevenire eventuali frodi.

In contrapposizione a questo modello ce ne sono tantissimi altri che si possono applicare a prodotti blockchain, che dipendono poi dalle peculiarità del prodotto finale che si vuole offrire al cliente, sia esso un business o una persona.

Quindi non è una tecnologia strettamente legata al settore Fintech?

Assolutamente no. Ocyan stessa lavora con aziende nel campo delle telecomunicazioni come Telefonica, ma anche con partner nel campo dell’healthcare, supply chain, logistica, e così via. Al giorno d’oggi ci sono applicazioni blockchain in praticamente tutti i campi della vita reale, e ci auguriamo che la propagazione d’uso di questa tecnologia sia sempre più grande!

E’ giusto dire che ancora si stanno esplorando i possibili usi di questa tecnologia? 

Certamente, moltissime aziende stanno ancora sperimentando quali possono essere i casi d’uso migliori per una tecnologia così moderna e rivoluzionaria. Si pensi anche solo alle possibili applicazioni nel campo della solidarietà o dei cambiamenti climatici: potremmo essere in grado di tracciare in maniera trasparente ed efficiente tutte le nostre donazioni ad enti di solidarietà e verificare l’utilizzo dei fondi in tempo reale o quasi. Oppure potremmo verificare in maniera istantanea, sicura e trasparente tutte le emissioni di aziende, veicoli e persone, magari sviluppando un sistema di “premi” per le entità particolarmente virtuose che possa servire da incentivo.

I contro che potrebbero derivare dall’uso della blockchain?

La blockchain, come qualsiasi altra tecnologia, si adatta molto bene ad uno specifico utilizzo e non a tutti i casi di conservazione di dati; non è quindi adatta alla conservazione di dati personali (in quanto sarebbero incancellabili, e quindi non garantirebbe il diritto all’oblio sancito dal GDPR) né ad essere utilizzata per complicate analisi di dati.

Inoltre è una tecnologia relativamente giovane e quindi instabile, e per questo richiede una capacità tecnica abbastanza elevata per poter essere usata con successo.

Un appello

In questi giorni di emergenza, Ocyan ha iniziato volontariamente a lavorare allo sviluppo interno di una app per il tracciamento di strumenti e dispositivi medici (mascherine, guanti, camici, ventilatori polmonari, eccetera) che consenta il controllo dell’intera filiera, dal produttore al consumatore.

Questo affinché sia garantita la possibilità agli enti pubblici di verificare che questi device siano sempre a disposizione di chi ne ha più bisogno, a partire dai nostri ospedali, e che non finiscano sul mercato nero, alimentando l’aumentare dei prezzi di questi cruciali dispositivi. Inoltre, serve a garantire ai comuni cittadini che la propria mascherina, magari pagata a peso d’oro, sia stata prodotta seguendo standard di qualità sufficienti a garantire la protezione di cui abbiamo bisogno.

Ne approfitto per lanciare un appello: siamo a disposizione di qualsiasi ente pubblico o privato voglia mettersi in contatto con noi per contribuire a sostenerci in questo progetto.

Scrivetemi, ciao!

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Primo episodio del Podcast di Hub Calabria

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Come diventare guida turistica in Francia e come operare dall’estero in Italia

Ciao amici di Hub Calabria,

sono Valentina da Parigi. La mia storia la trovate qui.

Mi piace il progetto Hub Calabria, anche io voglio contribuire e condividere con tutti voi le informazioni che ho acquisito con la mia esperienza di Guida Turistica in Francia.

Vi spiego come si diventa Guide Turistiche in Francia

Nel 2012 il concorso è stato abolito e le carte professionali provinciali, di “guide des pays d’art et d’histoire” et “guide conférencier” si sono trasformate in una sola Carta di Guida turistica nazionale.

Per avere il patentino di guida turistica ci sono due opzioni:

1- Se non si ha nessuna esperienza lavorativa nel settore turistico-culturale, ci si deve iscrivere all’università, ad un corso di laurea triennale intitolato License de guide conférencier”.

Sono tante le università che propongono questo corso, a Parigi ci si può iscrivere all’Università della Sorbona, Ecole du Louvre, Università di Nanterre e di Marne la Vallée.

Ci sono anche i corsi di formazione serali, dedicati a chi non può recarsi all’Università di giorno. Sappiate che la presenza ai corsi è obbligatoria, si rischia la bocciatura per chi non frequenta. L’accesso è selettivo, bisogna passare dei test di cultura generale, di patrimonio storico artistico francese e la prova di almeno una lingua straniera, in quanto i posti sono limitati (nel mio caso c’erano solo 25 posti).

Si studia la storia del patrimonio francese, storia di Parigi, letteratura francese, inglese, storia dell’arte, tecniche legate alla comunicazione, bisogna fare un tirocinio e anche fare i compiti!

Nella scuola che ho frequentato, ogni sabato facevamo delle uscite scolastiche per imparare le tecniche di relazione difronte al pubblico. Le uscite erano programmate con i corsi di storia di Parigi, storia dell’arte e inglese. Il professore sceglieva una lista di monumenti, opere, o personaggi storici e a turno dovevamo esporre alla classe il soggetto scelto.

Ogni allievo doveva avere due voti in ogni materia. Poi si aggiunge l’elaborato di una tesina su un tema a piacimento e infine gli esami.

Solo gli allievi che passano l’anno con una media minima di 10 (i voti in Francia vanno da 0 a 20) hanno il diritto a fare gli esami scritti e orali. Quest’ultimi si svolgono per le materie più importanti, quindi, storia di Parigi, storia dell’arte, inglese e una terza lingua straniera a scelta.

Una volta superato il corso, si devono inviare alla prefettura di residenza: l’attestato del corso di laurea, i certificati di lingua straniera (nel mio caso in quanto italiana, non era necessario), carta d’identità e foto. La Prefettura impiega circa un mese per inviare la carta professionale.

2- Chi invece ha molta esperienza lavorativa nel settore, deve inviare i seguenti documenti alla Prefettura di residenza: le ultime tre buste paga, i certificati di lingua straniera, l’attestato del datore di lavoro che certifica le mansioni lavorative dell’impiegato.

Una volta ottenuta la carta, si può lavorare con i tour operator, con le agenzie che reclutano guide turistiche, con le associazioni turistiche, con le agenzie di viaggio o in libera professione.

ATTENZIONE IN ITALIA:

In Italia, invece, bisogna scegliere la provincia per fare il concorso di guida turistica. Le guide turistiche straniere possono esercitare la professione in Italia ma solo se l’interessato è iscritto al registro nazionale delle guide straniere e può «lavorare in maniera temporanea». Significa che una guida turistica come me può esercitare la professione perché iscritta al registro e essendo che non sono residente in Italia posso lavorare solo per «pochi giorni» e non in maniera definitiva.

È grazie a questo decreto che organizzai il viaggio culturale in Calabria!

Per iscriversi al registro nazionale delle guide straniere si deve contattare: professionituristiche@beniculturali.it e inviare la documentazione necessaria.

Per avere più informazioni sulla professione in Italia:
www.turismo.politicheagricole.it/operatori/professioni-turistiche
www.lavorareturismo.it/la-guida-turistica

Scrivetemi, ciao!


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