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Antonino in Calabria è un esploratore galattico

Un Parco Astronomico era quello che mancava davvero a questa terra perché l’interesse per lo spazio e per la cosmologia c’è ed è forte!

Mi chiamo Antonino, vivo a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, e da anni ormai mi occupo di divulgazione scientifica e ricerca in ambito astronomico in Calabria, attività che mi dà una grande soddisfazione, ma di questo ne parlerò dopo.

Innanzitutto, vorrei ringraziare Raffaella Crupi ed Hub Calabria per l’opportunità di rilasciare questa intervista e parlare di tematiche che sono sempre molto interessanti e certamente di interesse collettivo.

Sono sempre stato un appassionato di scienze astronomiche, sin da quando frequentavo il Liceo; in realtà più che una passione credo sia una sorta di mania.

Negli anni, lo studio e l’impegno in ambito astronomico, parallelamente ai miei studi di Architettura, mi hanno portato ad acquisire delle conoscenze molto specifiche e avanzate che mi hanno permesso non solo di fare il divulgatore scientifico ma, soprattutto, di partecipare a ricerche e di collaborare con studiosi di fama internazionale.

Purtroppo, la Calabria fino al 2016 era l’unica regione italiana a non possedere un Osservatorio Astronomico pubblico di livello e con strumentazione all’avanguardia, e che potesse farsi carico di promuovere le scienze astronomiche a un vasto pubblico di curiosi e appassionati (sono molti nella nostra regione), nonché alle scolaresche.

Per anni ho lavorato a progetti di osservatori in Calabria, ma, a causa del poco interesse da parte degli amministratori pubblici verso la possibilità di dotare la Calabria di un osservatorio, i progetti cadevano sempre nel dimenticatoio. Tuttavia, quando meno te l’aspetti, a volte, la fortuna bussa alla porta.

Nel 2014 venni a sapere che c’era un Parco Astronomico in Sila da completare e mi fu chiesta la disponibilità a partecipare al bando come direttore della struttura, mettendo a disposizione le mie competenze.

Fortunatamente il tutto andò per il verso giusto e nel 2016, esattamente il 5 agosto 2016 inaugurammo il Parco Astronomico Lilio di Savelli (KR), il primo parco astronomico pubblico e completo della Regione Calabria.

Il Blog dei giovani calabresi

Il Parco e i risultati

Il Parco è intitolato in memoria del Medico e Astronomo di Cirò (KR) “Luigi Lilio”, vissuto nel 1500, è colui a cui dobbiamo la famosa riforma del “Calendario Gregoriano” voluta da Papa Gregorio XIII.

E’ dotato di moderne attrezzature e consente di: realizzare ricerche scientifiche, attività didattiche e laboratoriali per docenti, privati e studenti provenienti da scuole di ogni ordine e grado, e di svolgere attività di divulgazione astronomica di alto livello.

L’area intono al parco è immersa nel verde tra gli alberi del Parco della Sila e la zona panoramica è attrezzata in modo da non stravolgere l’equilibrio naturale in cui è immersa.

Al Parco Astronomico Lilio, ad oggi, ospitiamo tantissimi visitatori, circa 6000 per anno, e sono tantissime le scolaresche che ci fanno visita durante il periodo autunnale e primaverile, provenienti ormai non solo dalla Calabria ma anche da Sicilia e Puglia.

Il Parco rappresenta ad oggi una realtà bellissima e utilissima che permette a tutti di entrare nel fantastico mondo dell’astronomia guidati da esperti e con attrezzature di ultima generazione.

Oltre l’aspetto didattico al Parco Lilio abbiamo iniziato sin da subito a fare anche scienza.

Ci occupiamo di ricerca e conferma di Asteroidi e Comete, ricordo che siamo uno dei centri Minor Planet Center con codice K96 per questo tipo di ricerca, negli ultimi mesi, abbiamo co-scoperto 12 asteroidi che sono passati vicino alla terra.

Ci occupiamo anche di ricerca di supernove extragalattiche e da poco, siamo nel progetto GRAWITA, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che si occupa dell’osservazione delle controparti ottiche delle onde gravitazionali, grazie ad una collaborazione tra il Parco Lilio, la prof.ssa Sandra Savaglio dell’Unical e i ricercatori Luciano Nicastro ed Eliana Palazzi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna.

In più, ogni anno insieme alla prof.ssa Sandra Savaglio facciamo fare pratica al telescopio agli studenti del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria.

Tornando a te…

Tornando a me, i miei lavori personali che hanno a che fare con lo spazio non finiscono qua, ho una startup che si occupa di progettare e realizzare sonde per esperimenti nel “vicino spazio” e mi occupo di portare queste esperienze nelle scuole in modo da creare entusiasmo tra i giovani e nello stesso tempo far realizzare loro progetti spaziali importanti.

Ne sono un esempio:

il Progetto MoCRiS, appena concluso e realizzato in collaborazione tra la mia ABProject, il Liceo Scientifico di Cariati e il Progetto OCRA dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il quale (per il secondo anno consecutivo) è stato con noi in Calabria per lanciare una sonda nel vicino spazio e acquisire importanti dati scientifici.

E il Progetto HORUS III realizzato nel 2014 insieme al Liceo Scientifico Piria di Rosarno, dove grazie a una collaborazione internazionale si è potuto studiare l’interazione tra alcune forme di vita e i raggi cosmici ad altezze superiori di 35 km.

Ci tengo a sottolineare che i miei successi li condivido con la responsabile didattica e di laboratorio del Parco Astronomico Lilio, Antonella, che è anche la mia fidanzata. Abbiamo la fortuna di lavorare insieme e la startup ABProject l’abbiamo fondata proprio perché condividiamo le stesse passioni e gli stessi interessi tecnologici.

Spesso, sento dire che in Calabria è impossibile realizzare alcune cose, ma secondo me non è impossibile è solo un poco più difficile, difficoltà che deriva da uno scetticismo cronico che si trasmette ormai da anni, credo bisognerebbe riportare un poco più di fiducia, lavorando soprattutto sulle nuove generazioni.

Il Parco Astronomico Lilio, come ho già detto, è una bella realtà e che soprattutto funziona, nonostante, posso dirlo, siamo quasi del tutto abbandonati da quelle che dovrebbero essere le amministrazioni pubbliche che ci avrebbero dovuto permettere di andare avanti, ma così non è e allora noi andiamo avanti per la nostra strada e con le nostre forze.

È proprio grazie a questo impegno importante che stiamo facendo qualcosa di grande, soprattutto perché un vero e proprio centro di ricerca astronomica era quello che serviva e ogni giorno che passa ce ne rendiamo conto sempre di più.

Per la divulgazione in Calabria c’è già qualche realtà che ha fatto e fa egregiamente il proprio lavoro, ma per la ricerca siamo i primi e il fatto di avere importanti enti di ricerca che vogliono collaborare è la gratificazione più grande alle fatiche affrontate per poter arrivare a questi livelli di affidabilità.

Un osservatorio astronomico è una struttura molto complicata da gestire perché le strumentazioni costosissime devono essere sempre al 100% per poter dare risultati scientifici molto precisi e come li vogliono i ricercatori professionisti.

Ci son tante opportunità da cogliere in questo settore?

Se parliamo del settore astronomico come un settore su cui fare business la mia risposta è no. Se parliamo però del settore della divulgazione scientifica e dell’istruzione credo ci sia parecchio materiale su cui lavorare e su cui poter lucrare. Credo che il settore dell’istruzione, purché si lavori con costanza e determinazione, sia un ottimo modo per fare business.

Il Parco Astronomico Lilio è una realtà che se ben sfruttata permette di creare un indotto non da poco, abbiamo già detto infatti che abbiamo molte migliaia di visite all’anno, perciò immaginate se anche il 50% delle persone consuma un panino o un caffè.

Purtroppo, in Calabria il discorso di fare rete non sempre funziona, dipende dal contesto. Nei piccoli paesi, o almeno ancora in alcuni, si preferisce vivere alla giornata o accontentarsi dello stipendio pubblico. A Savelli solo ora si inizia a capire la reale potenzialità del Parco Lilio ed ecco che infatti stanno iniziando a sorgere imprese locali e B&B.

L’astrofisica Sandra Savaglio è stata nostra Special Guest, sappiamo che vi ha supportati in questa avventura, e il territorio circostante?

Sandra Savaglio prima di essere una grande scienziata è una bella persona e una buona amica che ci sta facendo crescere. In questi anni anche grazie al Parco Astronomico abbiamo consolidato l’amicizia e iniziato collaborazioni scientifiche importanti. A lei piace moltissimo il Parco Astronomico infatti ne parla sempre quando fa le interviste in giro per l’Italia e noi non la ringrazieremo mai abbastanza per quello che fa verso di noi. Al di là di questo, stiamo portando avanti diverse idee scientifiche che a breve ci consentiranno di essere uno dei centri di ricerca più importanti in Italia.

Per quanto riguarda l’aiuto del territorio, se devo essere sincero, inizialmente non è stato facile, come dicevo, ora le cose stanno cambiando e sempre più gente sta avviando attività intorno al Parco Astronomico e le collaborazioni stanno aumentando.

Cosa hai imparato da questa esperienza?

La cosa più importante per me sono la passione e l’impegno. C’è una frase famosa che dice che se “fai quello che ami non lavorerai un solo giorno della tua vita”, quando si fa quello che si ama si è spinti da una forza motrice invisibile che è capace di farti raggiungere risultati straordinari!

Non so se sono stato fortunato ma io ho sempre raggiunto quello che mi ero prefissato e l’ho sempre fatto lavorando quotidianamente e sudandoci su! E’ questo che voglio trasmettere attraverso Hub Calabria, la cultura del lavoro è la mentalità vincente per raggiungere grandi risultati.

Ai giovani calabresi dico:

“Studiate e impegnatevi. Sicuramente l’istruzione è la cosa più potente che abbiamo per contrastare le varie problematiche che affliggono i territori.”

Non mi piace parlare di Calabria, in questo caso per me è un discorso generale. Mi sono spesso confrontato con ragazzi del Nord Italia e vi posso garantire che non hanno situazioni migliori delle nostre. In ogni caso, l’unico modo per venire fuori e garantirsi un futuro brillante è quello di studiare e impegnarsi con tutte le proprie forze!


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L’astrofisica Sandra Savaglio, la Calabria e le stelle

L’11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Per l’occasione abbiamo contattato una donna che alla scienza ha dedicato la propria vita, ottenendo importanti riconoscimenti.

Nel 2004 le è stata dedicata la copertina della rivista americana Time, in quanto rappresentante delle brillanti menti europee in fuga negli Stati Uniti. Nel 2016 ha ottenuto il prestigioso premio “Vittorio De Sica”, in quanto personalità che si è distinta nel mondo della scienza compiendo un brillante percorso accademico.

Stiamo parlando dell’astrofisica calabrese Sandra Savaglio.

Donna di carattere e autorevole scienziata, dopo aver viaggiato molto sia in Italia che all’estero, è tornata in sede, avendo ricevuto chiamata diretta come professore ordinario.

Attualmente, infatti, è professoressa di astrofisica all’Università della Calabria. Specializzata nell’astrofisica delle galassie distanti, dell’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi, la professoressa Savaglio ha all’attivo più di 200 pubblicazioni su riviste internazionali.

Il suo curriculum, di tutto rispetto, la indica come Fellow e Senior Research Scientist presso lo European Southern Observatory (ESO) di Monaco di Baviera, la Johns Hopkins University e lo Space Telescope Science Institute di Baltimora; lavora anche all’Istituto Max-Planck per la Fisica Extraterrestre.

Noi di Hub Calabria ci sentiamo onorati, in quanto questa personalità così importante ci ha dato l’opportunità di parlarle, durante la sua permanenza presso il VLT situato a Cerro Paranal, in Cile.

Cos’è il VLT, vi starete chiedendo.
É il Very Large Telescope, letteralmente il “ Telescopio molto grande”, si trova nel deserto di Atacama, a 2700 metri di altitudine. A dispetto della banalità del nome, il VLT è lo strumento ottico più avanzato al mondo.

Composto da quattro telescopi principali e da quattro ausiliari, consente agli astronomi di vedere dettagli fino a 25 volte più definiti rispetto a quelli osservabili con i singoli telescopi.

La professoressa Savaglio ha lavorato sui dati ottenuti da uno strumento tanto sofisticato. Per aver accesso al telescopio bisogna vincere una gara presentando un progetto scientifico, ma solo il 10% delle domande di partecipazione supera la soglia molto alta di valutazione e viene accolto.

A noi di Hub Calabria ha concesso un tour in videochiamata durante il quale ci ha mostrato la sede dell’osservatorio e l’ambiente circostante. Un deserto dove il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche, e l’aria è rarefatta e molto secca, insomma, un luogo inospitale, tanto da ricordare il deserto marziano.

Per rendere la permanenza degli scienziati meno disagevole è stata creata una piccola oasi all’interno della zona residenziale.

La Calabria e le stelle
Dopo questa chiacchierata interessante, le abbiamo chiesto della sua regione d’origine: “La Calabria è un ottimo punto d’osservazione della Via Lattea, grazie allo scarso inquinamento luminoso. Sulla Sila, a Savelli, c’è un osservatorio astronomico che al momento è ad uso turistico, ma il responsabile, Antonino Brosio, si sta impegnando insieme alla professoressa Savaglio, ed altri illustri colleghi in Italia, affinché sia possibile utilizzarlo per effettuare misurazioni scientifiche. Il Parco Astronomico “Lilio” di Savelli è un progetto che è stato fortemente voluto dal professor Filippo Frontera, del dipartimento di fisica dell’Università di Ferrara ed originario di Savelli”.

La professoressa ci informa, inoltre, che a breve verrà aperto un moderno planetario a Cosenza, un progetto con a capo il professore Franco Piperno, del dipartimento di fisica dell’Unical.

Le abbiamo chiesto anche un’opinione riguardo la fuga di cervelli e lei con molto senso pratico ci ha risposto: “Nel campo scientifico se vuoi migliorarti ed acquisire nuove conoscenze e tecnologie, ma anche per imparare le lingue ed entrare in contatto con altri scienziati nel mondo, devi fare esperienza all’estero. Infatti, andare fuori dall’Italia non è negativo in senso assoluto. Il problema è che se vuoi tornare è molto difficile. Comunque, conosco persone che sono felici di vivere e lavorare all’estero.

Riguardo me, devo dire che quando ho lavorato in Germania, nonostante non mi trovassi benissimo (l’Istituto Max Planck e’ caratterizzato da un ambiente estremamente gerarchico), non pensavo di tornare in Calabria. È successo tutto un po’ per caso. Il professore con cui ho fatto la tesi quasi trent’anni fa ha insistito per farmi tornare. È stata fatta una chiamata diretta per chiara fama”.

Detto questo, aggiunge che bisognerebbe fermare la fuga di cervelli, perché, specialmente in Calabria: “Non si può permettere che interi paesi rimangano vuoti, disabitati. Anche se uno dei fascini della Calabria è proprio il fatto che non sia molto popolata”.

Quindi, quelle che per molti sarebbero una pecca della nostra regione, ovvero bassa densità di popolazione e scarsa illuminazione (c.d. inquinamento luminoso) possono invece essere viste come un valore aggiunto in una terra che sembra dimenticata da tutti.

Parlando della sua amata Calabria, la professoressa ha elogiato molto l’Unical con il suo grande campus e ha evidenziato che, in occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, l’Università sospende le attività didattiche e organizza eventi che coinvolgono giovani donne che desiderano diventare scienziate.

Proseguendo con l’intervista, la professoressa Savaglio ci ha spiegato quali siano secondo lei i punti di forza e quelli di debolezza nella realtà universitaria italiana, e calabrese in particolare. Tra i primi ha menzionato la presenza di studenti brillanti e motivati che vengono molto apprezzati all’estero. Inoltre, altro punto a favore dell’università calabrese è il rapporto umano positivo che si instaura tra gli studenti e i professori. Altrove questo non è sempre possibile, e il professore ordinario, in generale, rimane distante dagli studenti.

Parlando invece dei punti di debolezza, ha lamentato la presenza di troppi litigi in ambito lavorativo. “È importante restare uniti. La collaborazione è alla base di una buona ricerca, invece spesso si pensa ai propri interessi”. Altro punto a sfavore della Calabria e dell’Italia in generale è l’eccessiva burocrazia nella pubblica amministrazione, che rende le cose difficili anche nel campo della ricerca scientifica. In fine, ci saluta lasciando dei significativi messaggi agli studenti:

“Se avete voglia di fare una cosa, fatela. Credete in voi stessi fino in fondo e raggiungerete i vostri obiettivi.

Per le ragazze: 

“Non dite mai a voi stesse “Sono femmina, non lo posso fare”. Buttatevi con coraggio in ciò che volete fare e avrete soddisfazioni”.

Agli studenti calabresi che vogliono intraprendere un percorso simile al suo dice:

“Non dimenticate mai la vostra umanità. Fate quello che volete fare, perché avere un desiderio è qualcosa che di per sé ha grandissimo valore. Non è facile, richiede impegno, ma non abbiate limiti. Arrivare ad una vetta dopo aver faticato tanto è una esperienza stupenda!”.

Intervista di Alessandra Costa e articolo di Nadia D’Apa.


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