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Zabatta Staila – tornati da Londra per raccontare Cosenza

Ciao Hub Calabria,
siamo la Zabatta Staila Crew, una band di giovani cosentini. Attraverso la musica e i nostri testi in dialetto raccontiamo la realtà in cui viviamo.

Abbiamo sempre avuto la passione per il dialetto e la tradizione. Raccontare Cosenza, viene dal fatto che abbiamo vissuto a Londra per un bel po’ di tempo e quando sei fuori casa, cominci a notare cose che altrimenti non noteresti, perché le dai per scontate. Come il clima, il cibo, la famiglia. Quando vivi fuori, una parmigiana di melanzane fatta da tua nonna non è una semplice parmigiana, è un tesoro da custodire stretto, da consumare lentamente, da assaporarne gli strati con cura. Ecco, da lì viene la voglia di raccontare Cosenza, dalla parmigiana di melanzane. Dalla voglia di risentire quel sapore.

Momenti difficili? Nessuno.
Abbiamo scritto le cose con naturalezza, basta osservare e riportare su carta. Non ci siamo inventati nulla. Le persone si rivedono nei nostri testi perché raccontiamo il loro quotidiano. La parola “Successo” ci ha sempre spaventato. Pensiamo in realtà che non sia successo nulla e che il meglio debba ancora arrivare. Di sicuro ci godiamo il calore della gente, ci godiamo l’ansia un minuto prima dell’esibizione, ci godiamo quel senso di incredulità che ancora abbiamo quando la gente ci viene addosso. Sono cose che il denaro non potrà mai darti. Nell’epoca dei selfie, abbiamo deciso di spersonalizzarci, di non avere un’identità, di rimanere nell’ombra. La maschera è la vera essenza. Chiunque si rispecchi nei nostri testi, può essere Zabatta.

La nostra prima canzone seria è stata Ohi Maʼ, uscita nel 2017. Racconta uno spaccato di vita degli Zabatta, tutto ciò che è stato prima delle maschere. E’ la storia di un ragazzo emigrato. Noi scriviamo le vicende, le storie. Il perché “non ci siamo soffermati sulla cause del bisogno di cambiamento dei giovani” ci sembra una domanda al quanto criptica, filosofica e troppo colta. Siamo si Supereroi ma non docenti universitari né psicologi, le cause e gli effetti sulla vita appartengono ad ognuno e per ognuno è diverso. Noi ci limitiamo a raccontare, non a spiegare i “come mai”.

Nasciamo su YouTube. In un secondo momento su Facebook e ora praticamente siamo ovunque (Instagram, twitter). Per noi è stato fondamentale l’utilizzo dei social per far veicolare i nostri brani, avendo avuto la fortuna di diventare virali non abbiamo investito in nessuna pubblicità, abbiamo investito solo sulle nostre idee, cercando quella giusta, lavorandoci sodo, senza lasciare nulla al caso.

Ai ragazzi calabresi nel mondo e ai ragazzi rimasti in Calabria vogliamo dire la stessa cosa:
Le cose si cambiano partendo dall’individuo. Si può andare via per apprendere meglio e magari tornare e cambiare le cose. Si può rimanere, lottando da dentro e quindi cambiare le cose. Comunque, cambiare le cose. Mandare avanti le idee, sprovincializzarsi.

“Rimanete radicati alle tradizioni ai vostri dialetti ma non al bigottismo provinciale. Abbiate cura dei vostri paesi, cercate di non farli morire, con un occhio rivolto sempre al futuro e aperto a nuove culture.”


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Gaia giovane musicista calabrese al Berklee College of Music di Boston

Ciao Hub Calabria,
sono Gaia, giovane musicista calabrese al Berklee College of Music di Boston.
Posso dire con certezza che vivere al’estero ti cambia la vita ed apre tantissime porte sia in termini di crescita umana che professionale. Se sono riuscita ad arrivare dove sono, lo devo principalmente all’istruzione ed alla preparazione ricevuta a Reggio Calabria, la mia città.

La mia storia
Sin da bambina ho sempre avuto un interesse spiccato verso la Musica e tutto ciò che era musicale. In quarta elementare, la mia Maestra di allora (Rosalba Scicchitano) un giorno ci diede come compito quello di “musicare una poesia”. Mi divertii tantissimo e forse fu allora che scoccò davvero la scintilla della Musica per me!

Durante le scuole medie ed il liceo, presi lezioni private di chitarra classica ed elettrica, guidata dal mio bravissimo insegnante Marco Ascrizzi.

Sapevo nel profondo che la Musica era il mio destino, così decisi di partecipare ad alcuni programmi estivi promossi dal Berklee College of Music di Boston. Alla fine di uno di questi, nell’estate del 2013, feci un’audizione per il corso di laurea full-time e fui accettata con una borsa di studio totale.

Dopo aver completato gli studi a Catona, divenendo interprete per la lingua Inglese e per quella Francese, mi trasferii a Boston, dove intrapresi il mio percorso di studi che ormai è quasi completo.

Qui al Berklee, sto studiando per conseguire una doppia laurea e mi sto specializzando in “Contemporary Writing & Production” (Produzione e Arrangiamento commerciale) e Performance del Basso Elettrico.

Studiare al Berklee significa essere immersi nella Musica 24 ore su 24, a contatto con una talentuosa comunità proveniente da tutto il mondo ed essere guidati dai migliori istruttori e professionisti del settore.

Ho avuto l’onore di studiare basso con Victor Bailey, Oscar Stagnaro, Fernando Huergo, Steve Bailey, John Patitucci ed Eddie Gomez. Anche se sono ancora una studentessa, ho avuto, inoltre, molte opportunità di lavorare per il College come educatrice/tutor e, recentemente, come bass coach per i Day Sessions Programs, riservati agli studenti più giovani.

Credo che in Calabria, per adesso, sia piuttosto difficile emergere come professionista della musica, nonostante vi siano eccellenze e molto talento.

Credo che se non avessi portato a termine il mio progetto di provare Berklee, avrei forse coltivato la Musica come hobby e proseguito per altre strade, che però non credo mi avrebbero permesso di esprimermi e crescere così tanto, di incontrare persone meravigliose e di imparare tanto sulla vita in generale.

Lasciare la mia terra è stato difficile anche perché significava separarsi dalla mia famiglia e dai miei amici più cari (è stato con alcuni di loro che ho avuto le mie primissime esperienze musicali!). Alla luce di questi grandi sacrifici, voglio vivere la mia passione con ancora più entusiasmo e determinazione. Sono orgogliosa delle mie origini e non vedo l’ora di investire sul mio territorio e dare qualcosa di mio alla mia Calabria, dopo aver ricevuto molto.

Anche se ho deciso di intraprendere questa sfida accademica e professionale all’estero, la mia città natale, Reggio Calabria, resta per me un punto fondamentale di partenza. È qui che ho ricevuto la mia educazione scolastica ed è qui che la mia famiglia e la mia comunità mi hanno insegnato valori e disciplina.

Ma mi piacerebbe che, per Reggio e per la Calabria in generale, si potesse pensare di più ad un “modello circolare”. Non solo un importante punto di partenza ma anche uno di arrivo!

Studiando al Berklee ho acquisito nuove competenze che vorrei poter utilizzare anche in Italia per condividere ciò che ho imparato e – perché no – aiutare altri connazionali a raggiungere i propri obiettivi.

Vorrei
Vorrei che in Calabria si desse maggiore riconoscimento alla professione di Musicista: che si aprissero nuove strade nella programmazione di corsi (Musica d’Insieme, Produzione e Registrazione, Arrangiamento) e che in generale, quella del compositore fosse una posizione più tutelata e realisticamente più possibile.

Per esempio, qui a Berklee, durante o subito dopo la laurea, è possibile conseguire un vero e proprio tirocinio formativo (Internship) nel campo Musicale scelto. Addirittura, alcuni di questi programmi sono retribuiti e spesso sfociano in un colloquio di lavoro o impiego full-time.

Cosa vedo in Calabria
In Calabria io vedo tante possibilità di sviluppo, specie nel settore delle “Librerie Musicali” (database di Musica da utilizzare per promozioni e pubblicità) ed in quello didattico: ai giovani reggini, per esempio, la Musica piace. Molto!

Sono stata onorata di poter dare il mio contributo lavorando per il mio caro amico e collega Gianni Polimeni, direttore della Symphonycity Music School che, sebbene in attività da pochi anni, ha già un gran numero di allievi e importanti collaborazioni alle spalle (Mike Stern, Alain Caron, Paolo Patrignani).

Ho sempre pensato che ciò che si impara ha un valore aggiunto quando lo si condivide con gli altri.

Lavorando al College come tutor per le materie “core” (Solfeggio, Contrappunto, Armonia Jazz e Tonale, Arrangiamento e Direzione) ho capito che le tue abilità e conoscenze diventano ancora più efficaci quando anche l’altro può usufruirne ed insieme si possono costruire nuovi scenari più creativi e dinamici. A tal proposito, mi piacerebbe molto creare un ponte di comunicazione tra Boston e la Calabria. Ma credo che questo sia un progetto che non posso completare da sola.

Ai giovani calabresi dico
Pretendete di più dalla vostra vita. Sognate. Ma accompagnate questi sogni con azioni. Fissate un obiettivo. Fatelo in grande. Scegliete quello che vi fa stare svegli nottate intere, che vi fa scordare del pranzo tanto ci siete dentro e poi “rompetelo”. Rompetelo in dieci, cento, mille piccoli obiettivi, progressivi, strutturati e allineati sempre con quello originale. Scrivete un piano delle vostre azioni e conseguitele giornalmente! Se fallite, ritentate. Lavorate sodo e riprovate. Ve lo meritate. Non abbiate paura di essere un po’ “diversi”. E poi, leggete tanto (Virgilio e Catullo sono i miei preferiti). Ascoltate tantissimo Bach e Debussy e poi fatevi e fate domande. Chiedetevi come sono nate le loro grandi opere. Partite per il vostro personalissimo viaggio alla ricerca del nesso nell’Arte. Non spaventatevi di osare un confronto, anche il più strano. Trovate Dante in Brizzi, in Zerocalcare. Cercate Mozart nei Soundgarden, nei Rush. Suonate. Sempre! La Musica, sia che vi scelga per la vita o anche solo per qualche ora alla settimana, fa così tanto bene all’anima e soprattutto fa bene a quelli con cui la condividerete! La Musica unisce e apre nuovi orizzonti. Vi aiuterà a trovare il vostro personalissimo modo di raccontare la vostra vita, di accedere a sensazioni e sentimenti che non si possono descrivere a parole.

Infine,

“amate la Calabria, la nostra bellissima terra ed abbiatene sempre cura. E se deciderete di iniziare un cammino verso il futuro lontano da lei, portatela comunque sempre nel cuore e donatele qualcosa di vostro. Pur nelle sue contraddizioni, la Calabria è una terra unica ed io credo che voglia crescere, insieme a tutti i suoi figli!”

 

Per voi ho scritto un approfondimento sul Berklee College, dove troverete molte info utili e suggerimenti per gli aspiranti musicisti. Ecco il Link –>> BERKLEE


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Berklee College of Music

Sono Gaia e ho raccontato la mia storia su Hub Calabria, qui vi dirò di più sul Berklee College of Music, dandovi maggiori informazioni sul funzionamento del College,  e vi indicherò i siti web che mi sono stati utili per pianificare una nuova vita in America.

A Berklee, sto studiando per conseguire una doppia laurea e mi sto specializzando in “Contemporary Writing & Production” (Produzione e Arrangiamento commerciale) e Performance del Basso Elettrico.

Scegliere di venire in America per costruire la mia formazione musicale, cominciata a Reggio, è stata una scelta determinante per il mio futuro visto che adesso ho accesso a molte opportunità sia come bassista (suonando in diversi gruppi e progetti in studio tra Boston e New York) che come arrangiatrice e produttrice (per esempio, ho composto Musica per il progetto e-card del Simons Center For the Social Brain – istituzione affiancata al MIT di Boston -).

Ho collaborato e continuo a collaborare con diversi clienti tra Italia e Boston ed ho arrangiato e registrato progetti personali in vari generi e format che vanno dagli ensemble più piccoli alle big bands all’orchestra, dal rock al pop alle composizioni in stile Barocco.

Mi piace pensare che questi nuovi sbocchi possano essere utilizzati anche per reinvestire in Italia ed, in particolar modo, in Calabria.

Al Berklee esiste una notevole comunità di Italiani, provenienti da tutta la penisola!
Nell’inverno del 2016, io ed alcuni miei colleghi (Annalisa Lombardo, Claudio Magrassi, Alissa Faratro, Carla Restivo) abbiamo pensato di creare un punto di riferimento per questa comunità ed abbiamo fondato “Maestri”, il Berklee Italian Club. Moltissimi brillanti studenti Italiani vi hanno aderito e hanno contribuito a realizzare alcuni progetti che hanno visto la comunità Italiana di Berklee protagonista in eventi locali a Boston (in collaborazione con il Consolato Generale) ed internazionali (siamo stati ospiti al programma radio CFMB di Montréal). Data la natura multietnica del College, il nostro Club è ovviamente aperto a chiunque desideri conoscere o approfondire la cultura Italiana con speciale attenzione naturalmente verso la Musica.

Mi piacerebbe molto creare un ponte di comunicazione tra Boston e la Calabria. Ma credo che questo sia un progetto che non posso completare da sola.
Per questo ho nel Club Italiano e nella Symphonycity School del mio caro amico Gianni Polimeni di Reggio, dei fortissimi alleati. Si comincia con piccoli passi: per esempio, rispondendo alle tante domande dei tanti aspiranti colleghi Musicisti Calabresi; e ci si dirige verso più ampi scenari: per esempio, creare una rete di masterclasses e seminari di Professori del Berklee in collaborazione con la Symphonycity Music School di Reggio.

Riguardo ai siti web che mi sono stati utilissimi per pianificare una nuova vita in America, raccomando: ProArts Connect, un sito che riunisce varie università e College Americani (Emerson College, Berklee, La School Museum of Fine Arts e molti altri) e che mi ha aiutato a cercare una stanza a buon prezzo ed in buone condizioni. Diffidate da Craigslist (sito generale di vendite e scambi molto spesso a rischio frode)!

Facebook è anche una grande risorsa per connettersi alla comunità online attraverso gruppi specifici (per me, molto utile è stato il gruppo “Berklee Off-Campus Housing”, per trovare stanze e subaffitti tra membri del corpo studentesco di Berklee).

Direi che se potessi tornare indietro, avrei voluto saperne di più sull’organizzazione del Berklee ancor prima di cominciare.

Il College presenta un’ampia gamma di specializzazioni e servizi che (almeno quando m’iscrissi io) non erano, secondo me, sufficientemente accessibili agli studenti internazionali in termini di descrizione (non sapevo, per esempio, esistessero delle specializzazioni ed un piano di studi “componibile”).

L’organizzazione di un college Americano è, del resto, strutturalmente diversa da quello di un’ Università Italiana.

Suggerimento che vorrei dare per gli aspiranti studenti Italiani
Dal punto di vista strettamente musicale, un suggerimento che vorrei dare per gli aspiranti studenti Italiani che vorrebbero studiare al Berklee è: familiarizzate con il solfeggio in “Do mobile” che è un sistema diverso da quello tradizionalmente insegnato nei nostri Conservatori . Io non ho mai frequentato un Conservatorio anche se mi è stato riferito da colleghi che in alcuni di essi è possibile studiare anche tale sistema.

Inoltre, avrei voluto sapere sin dall’inizio il tipo di regolamentazione per gli studenti internazionali (visti necessari, rinnovo, tipologia e tempistica della documentazione, tasse da pagare seguendo il sistema Americano): sono tutte cose che alla fine ho imparato “sul campo” o “in diretta”, ma adattarsi alla nuova vita Americana sarebbe stato certamente più facile se avessi avuto un riferimento a tal proposito, prima di cominciare.

“Vivere all’estero mi ricorda ogni giorno che per raggiungere i propri obiettivi bisogna lottare e lavorare veramente sodo, perché la concorrenza c’è ed è forte. Se in un lavoro, progetto o collaborazione si richiede il 100%, allora tu devi puntare al 110% o al 120%!”

Studiando al Berklee ho acquisito nuove competenze che vorrei poter utilizzare anche in Italia per condividere ciò che ho imparato e – perché no – aiutare altri connazionali a raggiungere i propri obiettivi.

In quanto Musicista ed Artista, il mio primo obiettivo è sempre quello di presentare una mia voce che spero possa risuonare con quella di tanti.

Vorrei che in Calabria si desse maggiore riconoscimento alla professione di Musicista.


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Giosué film composer da Vibo Valentia a Los Angeles

Ciao Hub Calabria,
mi chiamo Giosué e sono musicista, film composer/producer a Los Angeles.

Il mio percorso ha avuto inizio in Calabria
Quasi subito dopo essermi diplomato al conservatorio di Vibo Valentia, ho seguito un seminario di musica jazz chiamato Umbria Jazz durante il quale sono stato selezionato per ricevere una borsa di studio valida per frequentare il Berklee College Of Music. Inizialmente non avevo intenzione di completare l’intero corso di studi, ma dopo aver vissuto qualche mese a Boston, mi sono reso conto che il College aveva molto da offrire al di là del programma di musica jazz.

Sono quindi stato accettato nella facoltà di Music Production and Engineering e ho terminato gli studi nel 2014.

Subito dopo la laurea mi sono spostato a Los Angeles per lavorare come Freelancer nel campo dell’audio. Da pochi anni a questa parte ho iniziato a lavorare al fianco del compositore e produttore Dan Romer, esperienza attraverso la quale ho avuto la possibilità di scrivere musica per numerosi progetti, come, ad esempio, la colonna sonora del videogioco Far Cry 5, e per la serie televisiva The Good Doctor, in onda su ABC.

Una delle difficoltà più grandi che ho avuto durante i primi anni della mia esperienza negli Stati Uniti è stata la scarsa conoscenza della lingua inglese. Ero capace di leggere e comunicare decentemente ma avevo pochissima dimestichezza nella comunicazione verbale informale. Noto, con piacere, che le nuove generazioni di italiani parlano Inglese molto bene, ma inviterei tutte le persone intenzionate a spostarsi in America a prendere dimestichezza nel parlato quanto prima possibile.

Prima di partire
In Calabria, prima di partire, ho tenuto due corsi presso due Istituti Superiori della mia zona; Il primo presso l’ITIS di Polistena, incentrato sul jazz e più in generale sul concetto di improvvisazione in musica, il secondo è stato un interessante seminario di due giorni sulle tecnologie musicali e sulla produzione, che ho tenuto presso il Liceo Pedagogico Musicale di Cinquefrondi, liceo umanistico dal quale mi sono diplomato. In entrambi i casi sono stato molto sorpreso dalla recettività e preparazione dei ragazzi: in molti sembravano avere una buona familiarità con il mio mestiere e alcuni avevano già conoscenze tecniche che francamente io non possedevo alla loro età. Mi piacerebbe poter ripetere questo genere di incontri in un futuro prossimo.

Mi piacerebbe
Mi piacerebbe essere in grado di tornare in Calabria per poter costruire qualcosa di nuovo, ad esempio una scuola ad indirizzo puramente tecnologico-musicale, che abbia uno sbocco lavorativo reale, un programma intensivo e all’avanguardia, accessibile solo a studenti seriamente intenzionati a perseguire la strada artistica professionale in un setting globale.

Al momento non vedo come sia possibile generare lavoro in questo settore in un territorio che, nonostante numerose iniziative mirate a valorizzare gli artisti locali, non conosce il business dell’arte e dell’intrattenimento.
Con questo non voglio dire che non ci sia cultura, o che non ci siano artisti calabresi brillanti, semplicemente, questi artisti fanno spesso fatica a trovare il modo di monetizzare, e quindi a supportare la propria arte generando un introito dignitoso per vivere.

Il mio messaggio per i giovani Calabresi è in realtà un consiglio datomi da mio Padre tanti anni fa. Traducendo dal dialetto:

“Noi Calabresi abbiamo solo la testa”.

Per ragioni storiche note ai più, la nostra Regione (e il Meridione in generale) non è ricca di risorse o opportunità. La nostra unica vera risorsa è, infatti, usare la testa.

Grazie.

Ciao! 🙂


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Sam musicista calabrese di talento frequenta un famoso college

Sam giovane talento musicale calabrese ora frequenta un ambito college americano.

Ehi Sam! Ti va di raccontare la tua esperienza da calabrese nel mondo? Ora sei una nostra risorsa lì; immaginati così, come un nostro inviato..cosa ci racconteresti?

Bene Raffaella! È una bella domanda questa. L’Italia fondamentalmente è un bel posto. Purtroppo viene presa in considerazione da un punto di vista sbagliato. Quante volte abbiamo sentito dire vorrei andare in America (“mindi vaiu nt’America”), quante? Eppure io penso che la nostra terra non ha nulla da invidiare al posto in cui mi trovo ora. Abbiamo buon cibo, ottimo clima, posti meravigliosi da visitare, brava gente e anche bravi musicisti giusto per andare nello specifico…e ancora, istruzione e sanità pubblica…potrei continuare ma mi fermo.
Sono tutte cose che mancano qui, ma ci sono alcuni aspetti, molto importanti, che rendono l’America un posto migliore rispetto l’Italia: la meritocrazia e l’organizzazione; ad esempio, l’organizzazione dei trasporti pubblici, dato che poco fa leggevo un articolo che ne denunciava la quasi totale assenza da noi, mentre, dove mi trovo, vengono usati parecchio e funzionano perfettamente. Poi, altre cose come le opportunità di lavoro, giusto per citare uno dei principali motivi attuali che spinge le giovani leve ad odiare l’Italia e andare via; purtroppo, spesso, la scelta che fa chi parte è una conseguenza di questi punti primari. Io dico che dovremmo amare il nostro paese perché vale tanto e lo stiamo sottovalutando troppo e se proprio dobbiamo esternare il risentimento, questo non va rivolto all’Italia, ma alle persone che non permettono lo sviluppo del nostro bellissimo paese.

Grazie Sam 🙂

“la nostra terra non ha nulla da invidiare al posto in cui mi trovo ora.”

Leggi gli articoli all’interno delle due categorie dedicate alle Storie di giovani calabresi e se anche tu come loro hai voglia di condividere la tua esperienza con noi mandaci una email o contattaci su Messenger, entra a far parte della community!