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Miriam torna in Calabria e realizza un sogno di Seta

Mi chiamo Miriam Pugliese, ho 29 anni e sono originaria di San Floro.

San Floro è un paese di 600 anime in provincia di Catanzaro. Con i miei genitori emigriamo a Gallarate (VA) poco dopo la mia nascita. Conseguo il diploma e per un po’ lavoro a Malpensa come hostess ma, qualche anno dopo, c’è aria di crisi e di licenziamenti. Così, zaino in spalla e senza nessun appoggio, mi trasferisco in Germania, a Berlino.

Lavoretti, corsi di lingua in una città aperta e multietnica, ma il cuore va alla Calabria che grazie a questa esperienza riesco a vedere con occhi diversi, apprezzandone appieno le sue potenzialità e provando una forte nostalgia per la bellezza del paesaggio e l’umanità dei suoi abitanti.

Trovo un alleato in Domenico Vivino, anche lui di San Floro che vive a Napoli. Progettiamo di recuperare l’allevamento dei bachi e la produzione di seta, che tra il 1300 e il 1700 aveva portato Catanzaro a diventare la capitale europea della seta.

Con quel chiodo fisso, resisto un anno a Milano, nell’ufficio commerciale estero di una multinazionale, ma non dura molto, mi licenzio e torno a San Floro.

L’opportunità
Ci sono 5 ettari di proprietà del Comune, più di tremila gelsi e un museo della seta, in un castello, tutti da recuperare.

Nel 2014, con Domenico e un’altra socia, Giovanna Bagnato, artista e amica d’infanzia, fondiamo una cooperativa, Nido di Seta.

La gente non crede in noi, ci dicono tutti che siamo pazzi. Nel frattempo, pressing al Comune, i risparmi si dissolvono, ma noi andiamo avanti. Alla fine, ci facciamo apprezzare.

Sulla nostra seta si inginocchia il Papa, in migliaia tra scuole e turisti da tutto il mondo accorrono ogni anno per vivere un’esperienza avvolta nella seta riscoprendo la bachicoltura.

La cooperativa punta sulla multifunzionalità: agricoltura, ma anche artigianato e accoglienza. I prodotti variano dalle confetture di more, a monili di seta, a stoffe e perfino abiti da sposa. Siccome la domanda è alta abbiamo creato una rete di artigiani sul territorio calabrese che collaborano con noi alla creazione dei tessuti serici costruendo una filiera artigianale serica 100% made in Calabria.

foto di Miriam Pugliese.

La nostra ottica è tutta green: per la corrente elettrica ci serviamo esclusivamente di pannelli fotovoltaici autonomi, il nostro gelseto è certificato bio, le tinture dei nostri filati e tessuti sono 100% naturali e del nostro territorio.

Ho una speranza: che altri giovani possano tornare a valorizzare e a prendersi cura della nostra terra, poiché siamo seduti su una miniera d’oro su cui quotidianamente sputiamo sopra.

“Bisogna guardare il territorio con occhi diversi per apprezzarne l’unicità e le immense risorse che quotidianamente sottovalutiamo”.

In futuro inoltre, vorremmo creare un’accademia, una “scuola dell’antico mestiere”, per insegnare “le conoscenze perdute” e trasmettere questa passione alle nuove generazioni.


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Francesco innovatore digitale è tornato in Calabria pratica lo smart working ed ha scelto Nicotera Marina

Ciao Francesco, sei un calabrese emigrato e ritornato spontaneamente. Raccontaci la tua storia.
Ciao Raffaella … e grazie per lo spazio che mi dedicate e l’opportunità di raccontare la mia esperienza.

Come tanti, sono uno di quei calabresi che per motivi di studio si è trovato a dover andar via. Volevo fortemente studiare ingegneria informatica ed all’epoca esisteva solo a Catania. Ho la fortuna di avere dei parenti a Bologna e nel lontano ’98 (caspita son già passati 20 anni !!) partii ..

E’ stata una bellissima esperienza, molto formativa sia dal punto di vista personale che professionale, grazie soprattutto all’aver incontrato tante persone provenienti da diverse regioni che mi hanno consentito di formare il mio pensiero.
Durante l’università iniziai a lavorare, sia per mantenermi sia per togliermi qualche sfizio (ad esempio girare l’Italia per vedere le partite della Reggina che all’epoca era in Serie A). Questo mi permise, sin da subito, di far diventare la mia passione un lavoro, per questo ancora oggi sono molto felice di poter proseguire su questa strada.

Per amore, decisi di trasferirmi a Roma dove ho vissuto 5 anni, lavorando in varie aziende tra pubblico e privato. Poi, stufo di quel modo di lavorare e della poca attenzione al professionista ed alla sua crescita professionale, decisi di fondare Evermind assieme ai miei attuali fratelli di avventura (Domenico e Danilo, ai quali si è successivamente aggiunto Biagio).

Ho sempre pensato che questo lungo viaggio, fosse costellato di tappe che inevitabilmente mi avrebbero riportato a vivere in Calabria. Ed eccomi qui, oggi vivo a Nicotera Marina, un piccolo borgo di pescatori sulla Costa degli Dei, dove ho trovato il giusto mix tra relax e lavoro.

Nel corso del tempo, infine, ho contribuito a fondare Home for creativity assieme a Roberta, Gianluca e Maria: l’obiettivo è quello di trasformare seconde case o strutture ricettive in coliving. Il coliving è una nuova forma di struttura ricettiva, per quanto improprio definirla così, dove si mescolano molti concetti interessanti tra cui ospitalità, condivisione di spazi abitativi e lavorativi, ma anche e soprattutto l’opportunità di conoscere e vivere il territorio circostante nel quale insiste il coliving.

Hai visto e vissuto la differenza e a conti fatti la tua esperienza ti ha portato a preferire la nostra Regione, perché?
Dopo l’esperienza di Roma, per quanto bella, ho capito che non era l’aspetto economico a fare la mia felicità. Oggi ho trovato il mio equilibrio, magari guadagnando meno (economicamente) rispetto a quanto ottenessi in precedenza ma raggiungendo un grande obiettivo: la libertà del gestire il mio tempo lavorativo e personale.

Ti definisci uno smart worker, come lo si diventa?
Prima di tutto, una breve digressione. C’è una grande differenza tra smart worker e lavoratore da remoto. A prescindere dalle etichette che ognuno di noi può dare, lo smart working è una vera e propria filosofia di vita. I professionisti che aderiscono al network di Evermind, condividendone i valori espressi nel manifesto, fanno parte di un meccanismo dove l’organizzazione è orizzontale e non verticale, dove non esiste il concetto di “capo” e soprattutto non esiste il concetto di 40 ore settimanali da passare in ufficio.

Ognuno di noi è libero di gestire il proprio tempo lavorativo come meglio crede, avendo però ben chiaro che deve essere responsabile nella gestione dello stesso perché questo suo agire ha un impatto (forte) sulla vita personale e professionale degli altri professionisti del network.

Quindi, per diventare smart worker il primo consiglio è essere responsabili. Non vuol dire che bisogna lavorare di più (o di meno), ma sicuramente meglio, più orientati agli obiettivi. Bisogna avere una grandissima capacità di gestire il proprio tempo lavorativo e capire l’uso degli strumenti digitali per poter dialogare con clienti e collaboratori da remoto. Ed è questa, oggi, la grande sfida che stiamo affrontando: la gran parte dei professionisti o in generale di chi vuole cambiare vita, è fin troppo abituata allo stare gomito a gomito con il collega nel tavolo vicino all’interno dello stesso ufficio fisico, piuttosto che (troppo spesso) lavorare con un unico grande obiettivo, cioè lo stipendio mensile.

Cosa vorresti dire ai giovani calabresi?
Se hanno la possibilità di andare via, in Italia o meno, di farlo. E’ un’esperienza che consiglio a tutti. Ma di farlo con coscienza. E’ stucchevole lamentarsi che nel nostro territorio non ci sia nulla, che tutto vada male, ecc. ecc.

“Andate via, vivete un altro modo di fare e ragionare, ma tornate. Tornate per mettere a fattor comune le vostre competenze sul territorio. Unitevi, collaborate, superate gli antagonismi e gli egocentrismi e contribuite a creare realtà positive sui vostri territori, che siano di esempio per altri.”


Non esitare a contattarmi se vuoi approfondire come cambiare vita e diventare smart worker, o in
generale se vuoi creare la strategia digitale per la tua struttura ricettiva. 🙂
Per la condivisione dei miei contenuti sui social userò gli hashtag #Nicotera_HubCalabria
#Italia_HubCalabria.