Articoli

Valentina, una reggina in Australia

Valentina è una ragazza gioviale dagli occhi luminosi, che un anno e mezzo fa ha preso una decisione coraggiosa: lasciare la sua Calabria per raggiungere l’Australia in cerca di nuove opportunità.

Appena rientrata in Italia, a causa dello scadere del visto vuole raccontarci la sua esperienza; una storia, come quella di molti altri giovani migranti, è ricca di momenti emozionanti, ma non sempre facili.

“Lasciare la mia famiglia, la mia terra, è stato veramente difficile. Ma quando vedi che non hai altre possibilità di migliorare la qualità di vita, lavorando per sopravvivere e non per vivere, sei costretta a prendere delle
difficili decisioni, per un futuro migliore. Lasciare la propria casa è doloroso. Ma, pensare alla mia terra, mentre vivevo in Australia, mi ha fatto provare un sentimento inaspettato. Non era nostalgia, ma rabbia.

Rabbia, dovuta alla constatazione di un’amara realtà: ho visto una terra ricca che alle persone offre tanto, anzi troppo. E mi sono chiesta: perché qui sì e nella mia terra no? Perché un luogo come l’Australia debba offrire tanto a chi ci vive e invece la Calabria, e più in generale l’Italia, non lo fa?

Certamente fa tanto anche il modo di pensare. Qui, in Calabria, secondo me, abbiamo una mentalità molto chiusa, mentre in Australia tutto può diventare un’opportunità!

Io ero abituata a lavori poco soddisfacenti e mal retribuiti nella piccola realtà di Reggio Calabria. In Australia vieni pagata non al giorno, ma ad ore. La paga varia in base al lavoro che fai; per legge, il minimo è 18 dollari l’ora. Lavorando in cucina come aiuto cuoco o pasticcera riuscivo a raggiungere uno stipendio ben più alto rispetto a quello che percepivo facendo due lavori a Reggio Calabria. E sottolineo che a Reggio lavoravo tutti i giorni e non avevo tempo libero. In Australia la qualità della vita è decisamente migliore rispetto alla Calabria. E la mentalità è ben diversa”.

Dal racconto vivace che ci fornisce, capiamo che, contrariamente a ciò che ci si può aspettare, non è stato difficile per lei ambientarsi in una terra sconosciuta. Merito della mentalità australiana e dell’accoglienza ricevuta.

“Certamente non è stato difficile ambientarsi in un posto del genere. Sarebbe stato perfetto se la mia famiglia fosse stata con me. Il problema è rientrare in patria e capire che l’Australia è anni più avanti rispetto alla mia città”.

Ovviamente, Valentina prima di partire dall’Italia ha avuto bisogno di consigli su come muoversi:

Andando dall’altra parte del mondo SOLA, dovevo avere un piano prima di partire. Ho scritto e ho chiesto consiglio ad una famiglia italiana che mi ha aiutata nei primi giorni. Ho trovato tantissimi ragazzi nella mia stessa situazione, con tanti dubbi e con tanta voglia di fare amicizia. Si crea un rapporto di complicità con persone di nazionalità diverse, che non hai mai visto. Ci si aiuta a vicenda, senza volere niente in cambio. Questo scambio può sembrare banale, ma vi assicuro che, quando ti trovi da sola e non conosci nessuno, è veramente una manna dal cielo. Dopo sette mesi, mi ha raggiunta mia sorella e abbiamo comprato un Van, una specie di furgoncino (non avevo mai comprato una macchina in Italia!) e abbiamo cominciato la nostra avventura, percorrendo più di 3000 km!”.

“Di questa esperienza in Van sono davvero orgogliosa. Il mio spirito di avventura e una notevole capacità di adattamento mi hanno permesso di fare nuove esperienze e visitare luoghi mai visti prima.”

Le chiediamo se prima di emigrare conoscesse già bene la lingua inglese. Risponde sorridente:

“In realtà, non conoscevo benissimo l’inglese quando sono partita, ma non è stato affatto un problema. Gli australiani sono molto tolleranti e non stanno lì a correggerti di continuo se ti esprimi male in inglese. Diciamo che la lingua è stato l’ultimo dei problemi”.

A questo punto una domanda è d’obbligo: dopo aver affrontato questa avventura consiglieresti ai giovani calabresi di fare esperienza all’estero?

“Assolutamente sì. È importante vedere realtà diverse. Mi ha cambiata questa esperienza. È stata un’avventura bellissima!”.

Valentina si dichiara prontissima a ripartire!

Intervista e articolo di Nadia D’Apa.


Se hai domande per Valentina scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

L’astrofisica Sandra Savaglio, la Calabria e le stelle

L’11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Per l’occasione abbiamo contattato una donna che alla scienza ha dedicato la propria vita, ottenendo importanti riconoscimenti.

Nel 2004 le è stata dedicata la copertina della rivista americana Time, in quanto rappresentante delle brillanti menti europee in fuga negli Stati Uniti. Nel 2016 ha ottenuto il prestigioso premio “Vittorio De Sica”, in quanto personalità che si è distinta nel mondo della scienza compiendo un brillante percorso accademico.

Stiamo parlando dell’astrofisica calabrese Sandra Savaglio.

Donna di carattere e autorevole scienziata, dopo aver viaggiato molto sia in Italia che all’estero, è tornata in sede, avendo ricevuto chiamata diretta come professore ordinario.

Attualmente, infatti, è professoressa di astrofisica all’Università della Calabria. Specializzata nell’astrofisica delle galassie distanti, dell’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi, la professoressa Savaglio ha all’attivo più di 200 pubblicazioni su riviste internazionali.

Il suo curriculum, di tutto rispetto, la indica come Fellow e Senior Research Scientist presso lo European Southern Observatory (ESO) di Monaco di Baviera, la Johns Hopkins University e lo Space Telescope Science Institute di Baltimora; lavora anche all’Istituto Max-Planck per la Fisica Extraterrestre.

Noi di Hub Calabria ci sentiamo onorati, in quanto questa personalità così importante ci ha dato l’opportunità di parlarle, durante la sua permanenza presso il VLT situato a Cerro Paranal, in Cile.

Cos’è il VLT, vi starete chiedendo.
É il Very Large Telescope, letteralmente il “ Telescopio molto grande”, si trova nel deserto di Atacama, a 2700 metri di altitudine. A dispetto della banalità del nome, il VLT è lo strumento ottico più avanzato al mondo.

Composto da quattro telescopi principali e da quattro ausiliari, consente agli astronomi di vedere dettagli fino a 25 volte più definiti rispetto a quelli osservabili con i singoli telescopi.

La professoressa Savaglio ha lavorato sui dati ottenuti da uno strumento tanto sofisticato. Per aver accesso al telescopio bisogna vincere una gara presentando un progetto scientifico, ma solo il 10% delle domande di partecipazione supera la soglia molto alta di valutazione e viene accolto.

A noi di Hub Calabria ha concesso un tour in videochiamata durante il quale ci ha mostrato la sede dell’osservatorio e l’ambiente circostante. Un deserto dove il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche, e l’aria è rarefatta e molto secca, insomma, un luogo inospitale, tanto da ricordare il deserto marziano.

Per rendere la permanenza degli scienziati meno disagevole è stata creata una piccola oasi all’interno della zona residenziale.

La Calabria e le stelle
Dopo questa chiacchierata interessante, le abbiamo chiesto della sua regione d’origine: “La Calabria è un ottimo punto d’osservazione della Via Lattea, grazie allo scarso inquinamento luminoso. Sulla Sila, a Savelli, c’è un osservatorio astronomico che al momento è ad uso turistico, ma il responsabile, Antonino Brosio, si sta impegnando insieme alla professoressa Savaglio, ed altri illustri colleghi in Italia, affinché sia possibile utilizzarlo per effettuare misurazioni scientifiche. Il Parco Astronomico “Lilio” di Savelli è un progetto che è stato fortemente voluto dal professor Filippo Frontera, del dipartimento di fisica dell’Università di Ferrara ed originario di Savelli”.

La professoressa ci informa, inoltre, che a breve verrà aperto un moderno planetario a Cosenza, un progetto con a capo il professore Franco Piperno, del dipartimento di fisica dell’Unical.

Le abbiamo chiesto anche un’opinione riguardo la fuga di cervelli e lei con molto senso pratico ci ha risposto: “Nel campo scientifico se vuoi migliorarti ed acquisire nuove conoscenze e tecnologie, ma anche per imparare le lingue ed entrare in contatto con altri scienziati nel mondo, devi fare esperienza all’estero. Infatti, andare fuori dall’Italia non è negativo in senso assoluto. Il problema è che se vuoi tornare è molto difficile. Comunque, conosco persone che sono felici di vivere e lavorare all’estero.

Riguardo me, devo dire che quando ho lavorato in Germania, nonostante non mi trovassi benissimo (l’Istituto Max Planck e’ caratterizzato da un ambiente estremamente gerarchico), non pensavo di tornare in Calabria. È successo tutto un po’ per caso. Il professore con cui ho fatto la tesi quasi trent’anni fa ha insistito per farmi tornare. È stata fatta una chiamata diretta per chiara fama”.

Detto questo, aggiunge che bisognerebbe fermare la fuga di cervelli, perché, specialmente in Calabria: “Non si può permettere che interi paesi rimangano vuoti, disabitati. Anche se uno dei fascini della Calabria è proprio il fatto che non sia molto popolata”.

Quindi, quelle che per molti sarebbero una pecca della nostra regione, ovvero bassa densità di popolazione e scarsa illuminazione (c.d. inquinamento luminoso) possono invece essere viste come un valore aggiunto in una terra che sembra dimenticata da tutti.

Parlando della sua amata Calabria, la professoressa ha elogiato molto l’Unical con il suo grande campus e ha evidenziato che, in occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, l’Università sospende le attività didattiche e organizza eventi che coinvolgono giovani donne che desiderano diventare scienziate.

Proseguendo con l’intervista, la professoressa Savaglio ci ha spiegato quali siano secondo lei i punti di forza e quelli di debolezza nella realtà universitaria italiana, e calabrese in particolare. Tra i primi ha menzionato la presenza di studenti brillanti e motivati che vengono molto apprezzati all’estero. Inoltre, altro punto a favore dell’università calabrese è il rapporto umano positivo che si instaura tra gli studenti e i professori. Altrove questo non è sempre possibile, e il professore ordinario, in generale, rimane distante dagli studenti.

Parlando invece dei punti di debolezza, ha lamentato la presenza di troppi litigi in ambito lavorativo. “È importante restare uniti. La collaborazione è alla base di una buona ricerca, invece spesso si pensa ai propri interessi”. Altro punto a sfavore della Calabria e dell’Italia in generale è l’eccessiva burocrazia nella pubblica amministrazione, che rende le cose difficili anche nel campo della ricerca scientifica. In fine, ci saluta lasciando dei significativi messaggi agli studenti:

“Se avete voglia di fare una cosa, fatela. Credete in voi stessi fino in fondo e raggiungerete i vostri obiettivi.

Per le ragazze: 

“Non dite mai a voi stesse “Sono femmina, non lo posso fare”. Buttatevi con coraggio in ciò che volete fare e avrete soddisfazioni”.

Agli studenti calabresi che vogliono intraprendere un percorso simile al suo dice:

“Non dimenticate mai la vostra umanità. Fate quello che volete fare, perché avere un desiderio è qualcosa che di per sé ha grandissimo valore. Non è facile, richiede impegno, ma non abbiate limiti. Arrivare ad una vetta dopo aver faticato tanto è una esperienza stupenda!”.

Intervista di Alessandra Costa e articolo di Nadia D’Apa.


Se hai domande per la prof.ssa Savaglio scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Miriam torna in Calabria e realizza un sogno di Seta

Mi chiamo Miriam Pugliese, ho 29 anni e sono originaria di San Floro.

San Floro è un paese di 600 anime in provincia di Catanzaro. Con i miei genitori emigriamo a Gallarate (VA) poco dopo la mia nascita. Conseguo il diploma e per un po’ lavoro a Malpensa come hostess ma, qualche anno dopo, c’è aria di crisi e di licenziamenti. Così, zaino in spalla e senza nessun appoggio, mi trasferisco in Germania, a Berlino.

Lavoretti, corsi di lingua in una città aperta e multietnica, ma il cuore va alla Calabria che grazie a questa esperienza riesco a vedere con occhi diversi, apprezzandone appieno le sue potenzialità e provando una forte nostalgia per la bellezza del paesaggio e l’umanità dei suoi abitanti.

Trovo un alleato in Domenico Vivino, anche lui di San Floro che vive a Napoli. Progettiamo di recuperare l’allevamento dei bachi e la produzione di seta, che tra il 1300 e il 1700 aveva portato Catanzaro a diventare la capitale europea della seta.

Con quel chiodo fisso, resisto un anno a Milano, nell’ufficio commerciale estero di una multinazionale, ma non dura molto, mi licenzio e torno a San Floro.

L’opportunità
Ci sono 5 ettari di proprietà del Comune, più di tremila gelsi e un museo della seta, in un castello, tutti da recuperare.

Nel 2014, con Domenico e un’altra socia, Giovanna Bagnato, artista e amica d’infanzia, fondiamo una cooperativa, Nido di Seta.

La gente non crede in noi, ci dicono tutti che siamo pazzi. Nel frattempo, pressing al Comune, i risparmi si dissolvono, ma noi andiamo avanti. Alla fine, ci facciamo apprezzare.

Sulla nostra seta si inginocchia il Papa, in migliaia tra scuole e turisti da tutto il mondo accorrono ogni anno per vivere un’esperienza avvolta nella seta riscoprendo la bachicoltura.

La cooperativa punta sulla multifunzionalità: agricoltura, ma anche artigianato e accoglienza. I prodotti variano dalle confetture di more, a monili di seta, a stoffe e perfino abiti da sposa. Siccome la domanda è alta abbiamo creato una rete di artigiani sul territorio calabrese che collaborano con noi alla creazione dei tessuti serici costruendo una filiera artigianale serica 100% made in Calabria.

foto di Miriam Pugliese.

La nostra ottica è tutta green: per la corrente elettrica ci serviamo esclusivamente di pannelli fotovoltaici autonomi, il nostro gelseto è certificato bio, le tinture dei nostri filati e tessuti sono 100% naturali e del nostro territorio.

Ho una speranza: che altri giovani possano tornare a valorizzare e a prendersi cura della nostra terra, poiché siamo seduti su una miniera d’oro su cui quotidianamente sputiamo sopra.

“Bisogna guardare il territorio con occhi diversi per apprezzarne l’unicità e le immense risorse che quotidianamente sottovalutiamo”.

In futuro inoltre, vorremmo creare un’accademia, una “scuola dell’antico mestiere”, per insegnare “le conoscenze perdute” e trasmettere questa passione alle nuove generazioni.


Se hai domande per Miriam scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Matteo dopo l’Unical – la Calabria vista da Miami

S’è mori affucatu, m’affucu a mari gruassu!” (se il mio destino è morire annegato, preferisco farlo in un mare grande).

Ricordo ancora quando mio nonno si rivolse a me citando quel noto adagio popolare. Bum! In meno di dieci parole aveva comunicato il messaggio, senza arzigogoli inutili, dritto al punto. Potrei fermarmi qui, ma evidentemente il gene dominante era quello di mia nonna, dall’eloquente e prolissa favella.

Ciao lettori di Hub Calabria,
mi chiamo Matteo e sono uno straniero, come tutti.

Da pochi mesi, vuoi per assecondare pulsioni primordiali, vuoi per non disattendere i consigli ricevuti da bambino, sono emigrato dall’altra parte della luna (come cantava l’indimenticato Lucio), terra che ha accolto a braccia più o meno aperte schiere di avventurieri desiderosi di acquistare, con i risparmi di una vita, un ticket per la “seconda possibilità”.

Reinventarsi, riscoprirsi diversi o sempre uguali, cambiare marca di dentifricio, vicini di casa, amici. Io sono un emigrato del terzo millennio, non posso certo paragonarmi a chi lo fece in condizioni ben meno agiate delle mie, ma, forse, la valigia colma di speranze e paure (accuratamente piegate per non fare volume), è la stessa.

Sono nato e cresciuto in Calabria, figlio di mamma Unical, dove ho completato la mia formazione e ho conosciuto persone fuori dall’ordinario, che quotidianamente lottano contro le stridenti contraddizioni che la nostra terra ci propina.

Dopo la laurea in Economia Applicata ho vissuto per poco meno di un anno in Cile, paese che mi ha dato tanto e che ha decisamente cambiato le sorti della mia vita, aprendo per la prima volta i miei occhi al possibile, che esiste e resta lì, in attesa che qualcuno lo veda e lo trasformi in reale.

Oggi vivo a Miami. Lavoro per MSC (Mediterranean Shipping Company) USA nel dipartimento di Trade Import ed Export tra gli Stati Uniti e i Caraibi.

La convinzione, che ho maturato dopo aver avuto l’occasione di vedere il mondo senza altri filtri che i miei occhi, è che il livello medio di istruzione garantito in Italia sia di alta qualità, a dispetto di quello che per bieco provincialismo, sovente, siamo indotti a pensare. Le nostre radici affondano in un terreno reso fertile da millenni di Storia che ci rendono competitivi in ogni contesto sociale, bisogna solo prenderne coscienza e ricordare che spesso, in natura, l’importante non è tanto essere forti, ma sentirsi tali.

Degli Stati Uniti mi piace la dinamicità e l’effervescenza sociale, l’interculturalità che ogni giorno ti sorprende, mettendo in discussione le tue convinzioni e i tuoi punti di riferimento. La percezione del tempo è differente. Sembra di non averne mai abbastanza e, quello che si ha, scivola via come sabbia tra le dita.

Penso spesso all’Italia e alla Calabria cercando di informarmi, quando posso. Provo a sfruttare la posizione privilegiata di osservatore esterno per cogliere aspetti che prima non notavo. Un po’ come accade con un bel quadro, che spesso richiede due passi indietro per essere apprezzato e capito nella sua interezza. Allora le forme cominciano ad assumere lineamenti conosciuti, i colori permettono di distinguere luci ed ombre e un senso di completezza inizia a pervadere gli occhi di chi guarda.

Credo che, a parte gli atavici problemi irrisolti (forse perché mai veramente affrontati?) che ci portiamo dietro da secoli, basterebbe davvero poco per innalzare la qualità della vita.

Negli Stati Uniti ho fatto la procedura per il rilascio della patente di guida (compresi esami teorico e pratico) in una mattinata, uscendo dall’ufficio con la patente in mano. Semplificare l’ingessata macchina della burocrazia pubblica, ad esempio, potrebbe essere un buon punto di partenza.

Noi calabresi (ed italiani in generale), siamo unici al mondo, senza eccezioni di sorta. La ricchezza artistica, culturale, linguistica, che ci circonda contaminando ogni risvolto del quotidiano, plasma la nostra forma mentis rendendoci capaci di emergere in qualsiasi contesto sociale e lavorativo. Basti pensare ai dialetti, con le milioni di sfumature cangianti che, spesso, cambiano spostandosi di una manciata di chilometri. Tutto questo è speciale, non esiste altrove.

Ai giovani calabresi, soprattutto a chi pensa di non avere possibilità, a chi “cade sul suo ultimo metro” (come cantava qualcuno) dico di non lasciarsi spazzare via dalla corrente.

“La superficialità non paga, rende tutto epidermico appiattendo emozioni e competenze. Non voglio scadere in banali luoghi comuni, ma, onestamente, penso che leggere, amare l’arte (in ogni sua forma) e viaggiare (se possibile) siano gli unici strumenti che, in un modo o nell’altro, garantiscono una marcia in più. Provarci e fallire è molto meglio di desistere accontentandosi. Altrimenti, il rischio è finire per avere “nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento””.

Non so dove sia il mio posto nel mondo, a patto che ne esista uno. Per ora, sono soddisfatto della mia vita da straniero oltreoceano. A prescindere da quello che mi riserverà il futuro, per citare il poeta (con un pizzico di ironia): “non escludo il ritorno!”… un giorno.


Se hai domande per Matteo scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Zabatta Staila – tornati da Londra per raccontare Cosenza

Ciao Hub Calabria,
siamo la Zabatta Staila Crew, una band di giovani cosentini. Attraverso la musica e i nostri testi in dialetto raccontiamo la realtà in cui viviamo.

Abbiamo sempre avuto la passione per il dialetto e la tradizione. Raccontare Cosenza, viene dal fatto che abbiamo vissuto a Londra per un bel po’ di tempo e quando sei fuori casa, cominci a notare cose che altrimenti non noteresti, perché le dai per scontate. Come il clima, il cibo, la famiglia. Quando vivi fuori, una parmigiana di melanzane fatta da tua nonna non è una semplice parmigiana, è un tesoro da custodire stretto, da consumare lentamente, da assaporarne gli strati con cura. Ecco, da lì viene la voglia di raccontare Cosenza, dalla parmigiana di melanzane. Dalla voglia di risentire quel sapore.

Momenti difficili? Nessuno.
Abbiamo scritto le cose con naturalezza, basta osservare e riportare su carta. Non ci siamo inventati nulla. Le persone si rivedono nei nostri testi perché raccontiamo il loro quotidiano. La parola “Successo” ci ha sempre spaventato. Pensiamo in realtà che non sia successo nulla e che il meglio debba ancora arrivare. Di sicuro ci godiamo il calore della gente, ci godiamo l’ansia un minuto prima dell’esibizione, ci godiamo quel senso di incredulità che ancora abbiamo quando la gente ci viene addosso. Sono cose che il denaro non potrà mai darti. Nell’epoca dei selfie, abbiamo deciso di spersonalizzarci, di non avere un’identità, di rimanere nell’ombra. La maschera è la vera essenza. Chiunque si rispecchi nei nostri testi, può essere Zabatta.

La nostra prima canzone seria è stata Ohi Maʼ, uscita nel 2017. Racconta uno spaccato di vita degli Zabatta, tutto ciò che è stato prima delle maschere. E’ la storia di un ragazzo emigrato. Noi scriviamo le vicende, le storie. Il perché “non ci siamo soffermati sulla cause del bisogno di cambiamento dei giovani” ci sembra una domanda al quanto criptica, filosofica e troppo colta. Siamo si Supereroi ma non docenti universitari né psicologi, le cause e gli effetti sulla vita appartengono ad ognuno e per ognuno è diverso. Noi ci limitiamo a raccontare, non a spiegare i “come mai”.

Nasciamo su YouTube. In un secondo momento su Facebook e ora praticamente siamo ovunque (Instagram, twitter). Per noi è stato fondamentale l’utilizzo dei social per far veicolare i nostri brani, avendo avuto la fortuna di diventare virali non abbiamo investito in nessuna pubblicità, abbiamo investito solo sulle nostre idee, cercando quella giusta, lavorandoci sodo, senza lasciare nulla al caso.

Ai ragazzi calabresi nel mondo e ai ragazzi rimasti in Calabria vogliamo dire la stessa cosa:
Le cose si cambiano partendo dall’individuo. Si può andare via per apprendere meglio e magari tornare e cambiare le cose. Si può rimanere, lottando da dentro e quindi cambiare le cose. Comunque, cambiare le cose. Mandare avanti le idee, sprovincializzarsi.

“Rimanete radicati alle tradizioni ai vostri dialetti ma non al bigottismo provinciale. Abbiate cura dei vostri paesi, cercate di non farli morire, con un occhio rivolto sempre al futuro e aperto a nuove culture.”


Se hai domande per la Zabatta Staila Crew scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉   

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Caterina – la voce di una donna, madre e professionista calabrese

Ciao Hub Calabria,
grazie per aver scelto il mio profilo personale e professionale e per avermi dato occasione di raccontarmi.

Il mio nome è Caterina, nativa di Rosarno, una piccola cittadina della provincia di Reggio Calabria, situata in quell’area a nord della Piana di Gioia Tauro, che mentre si affaccia sul panorama mozzafiato delle Isole Eolie, porge il fianco all’altopiano del Poro.

Ci abito da sempre, sebbene l’abbia, comunque, vissuta molto poco.
La mia educazione culturale parte da Palmi, una bella città che si estende sulla cosiddetta Costa Viola. Lì vi frequento il Liceo Classico da giovane e vi ritorno da neo laureata per tenere Corsi di Seminari Linguistici e per compiere uno Stage presso la polivalente struttura della Casa della Cultura, dopo un Master di Alta Formazione che mi ha qualificata come Esperta in Event Promotion Management nel 2004.

Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, conseguo la mia Laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Messina, discutendo una Tesi sperimentale che mi impegnò per mesi in ricerche ed indagini filologiche nel recupero del superstrato dialettale dai substrati delle lingue classiche. Da questa ne scaturì la prima, ed ancora unica, Presentazione
ufficiale da parte del Dipartimento di Filologia e Linguistica dell’Università Messinese nella sede di provenienza della persona proclamata “Dottore in Lettere”.
Tuttora da quel lavoro continua un progetto di pubblicazione che abbraccia quei risultati e altri ottenuti in tanti anni di ricerca ed esperienza future.

Oggi, oltre a coltivare queste passioni di studio, i miei interessi si sono a tal punto amplificati da toccare sponde davvero, apparentemente, contrastanti.

Dopo aver concluso il Master di Alta Formazione, con la conseguente vincita di una Borsa di Studio, inizio ad avere una visione di un progetto più ampio ed ambizioso: una cooperativa di donne calabresi, ove ognuna con propria competenza potesse promuovere il territorio calabrese attraverso eventi mirati e pronti a penetrare in più settori.
L’idea presentata, tuttavia, non trova risorsa umana coraggiosa e tenace da voler realizzare il progetto e tutto si affievolisce.

Nel 2006, improvvisamente, qualcosa mi spinge a deviare i miei progetti imprenditoriali e a rituffarmi nell’ambiente didattico con l’insegnamento, attività che comunque ho sempre amato e che amerò sempre.
Mi sposto a Torino per circa tre anni, lasciando all’epoca dei fatti la mia unica figlia Myriam in custodia ai miei genitori. Una decisione che cambiò e segnò notevolmente la mia personalità e la mia vita. Erano anni difficili, chiudevo un matrimonio con troppe incomprensioni e sofferenze, volevo la mia autonomia, dovevo a me stessa, prima, e a mia figlia, dopo, la dimostrazione della determinazione e della perseveranza di una donna calabrese.

Ho sofferto molto, ho dovuto sacrificare, e non solo per la forte distanza fra Torino e Rosarno, i miei affetti più cari e più carnali, tuttavia quando sono rientrata la mia già forte tempra dava frutti più significativi.

Continuavo ad insegnare, a pubblicare, a ricercare, a forgiare giovane risorsa umana calabrese secondo principi ben orientati.

Essere donna in Calabria, donna che vuole emergere, lasciare il segno, scrivere di sé e la storia non è cosa semplice, tanto più se sei una donna giovane, separata/divorziata. I pregiudizi sono tantissimi, i limiti che ti impone la bassa cultura della maggior parte ti possono ferire, frenare, distruggere.

Io ho solo creduto in me stessa, ho messo a frutto tutto ciò che il mio intelletto mi donava. Ho continuato per la motivazione più forte che avevo: mia figlia. Il mio segreto è semplice: aver fiducia in sé.

Già insignita sin da giovane da vari Riconoscimenti, quali Medaglia d’Oro dal Distretto Scolastico, Borse di Studio e Premi, quali, ad esempio, Premio Anassilaos Giovani 2010, sapevo e so con certezza che la Calabria è una regione come tante, con tutte le sue peculiarità, ed esse vanno solo valorizzate.

In Calabria sono infinite le occasioni, in realtà ciò che manca è la volontà. Mancano il coraggio di reagire, di scrollarsi di dosso quelle stramaledette etichette di “mafiosi, delinquenti, ‘ndranghetisti”, che ci troviamo cucite addosso come una pellicola aderentissima e difficile da sollevare. Non si può certo negare che il fenomeno ci sia, ma una piccola minoranza di comodi uomini che pretende di ottenere tutto e subito senza sforzo, che pretende di farsi ossequiare da tutti indistintamente non può e non deve offuscare la dignità dei più che lavorano, sudano, faticano ogni giorno.

Nonostante i numerosi no, la mia tenacia e la mia voglia di fare continuano a darmi la forza di lavorare, mi insinuo ovunque, dalla Formazione Professionale che mi permette di conoscere in lungo e largo tutta la regione, alla Comunicazione istituzionale, redigendo e rettificando per numerosi esponenti politici e per figure imprenditoriali importanti.

Guardandomi intorno, sempre più mi imbatto in contesti con poca informazione, formazione e professionalità. Alla gran parte manca la giusta informatizzazione, da anni mi spendo in attività utili per migliorare le conoscenze tecniche di chi voglia affacciarsi sul mondo del lavoro. Oggi in realtà tutto è alla portata con un solo “Clic”, sebbene non bisogni mai ridurre e minimizzare le cose.
Ogni ambiente che si rispetti ormai è del tutto informatizzato, la burocrazia richiede questa base di conoscenze/competenze e le professionalità si distinguono per una tecnologia in avanzamento costante. Comunemente si pensa che basti un titolo universitario per poter far parte del mondo lavorativo, ma non si scende nella specifica dei requisiti richiesti, sul nostro territorio molto viene lasciato al caso.

Ritornando al mio oggi, io mi ritrovo, addirittura, per temeraria sperimentazione, sana curiosità e voglia di connettermi al mondo, ad essere una Founder di un innovativo Social, Cam.Tv, che ho fatto conoscere ovviamente a numerosi utenti. Un Social in cui competenze e passioni diventano spendibili grazie alle funzioni di una piattaforma e grazie ad una rete di conoscenze che si incrementa quotidianamente.

Negli anni, poi, a tutte quelle che sono le ricchezze acquisite dagli studi umanistici si sono aggiunte le esperienze del giornalismo, dell’indagine filologica, della docenza e della formazione ed oggi tutto questo assume una forma piena in uno dei progetti più ambiziosi che io abbia mai incontrato lungo la mia strada. Questo progetto, incontrato per pura casualità grazie ad un’opportunità di crescita offertami da un giovane amico, mi ha completamente assorbita, facendomi scoprire un mondo nuovo positivo e propositivo.

Oggi ho l’onore e l’orgoglio di rappresentare una Società di Servizi, che nasce nel Sud e che con grande determinazione si sta impadronendo del territorio italiano, annoverando notevoli sedi in ogni regione. EnergyTecno è l’idea imprenditoriale che incarna alla perfezione tutte quelle forme di crescita a cui ho sempre aspirato; nata a Lecce, nella città barocca del Sud, ha tutte le strategie per ramificarsi con maestria ovunque. Ormai abbiamo anche aperto le frontiere e siamo andati oltre confine italiano. È una società che dà crescita personale e professionale oltreché soddisfazioni economiche e una cristallina crescita secondo principi assolutamente meritocratici.

In virtù di un’attività costante sul territorio calabrese l’azienda ha attivato decine di collaboratori in sedi strategicamente importanti come Reggio Calabria, Lamezia, Vibo Valentia, Cosenza e altre che saranno a breve battezzate da questo Marchio ET Servizi S.p.a.
Presso queste sedi periodicamente e strategicamente sono calendarizzati Corsi di Formazione Professionale, porta d’ingresso e unica opportunità per far parte di questa grande Azienda.

La Calabria non è l’Inferno, così come sempre più spesso viene vista e descritta. Vero mancano tante cose, mancano le strutture, le infrastrutture, gli strumenti utili per condurre una vita più agiata. Spesso si avverte l’indigenza del ceto più basso e più umile, i giovani sono sempre più costretti ad evadere, a fuggire, a cercare altrove mete ambiziose che qui non si presentano neppure. Negli occhi di chi rimane si osservano i flash degli affetti, dei genitori che non si vogliono lasciare, i flash dei legami storici, case, terre, famiglie. In molti emigrati, invece, ho letto le forti strette al cuore nel ricordare, nel recuperare il passato ormai andato. La terra, le origini, l’appartenenza, l’identità non si possono dimenticare e se qualcuno prova a farlo o denigra tutto ciò da cui proviene è perché la sofferenza e il dolore sono superiori a tutti gli altri sentimenti sopiti.

“C’è un Sud che può farcela, basta volerlo.”

Quello che mi sento in breve di dire ai giovani calabresi è di:

“non mollare mai, non arrendersi dinnanzi alle difficoltà, piuttosto fidarsi delle proprie visioni e formarsi adeguatamente, impegnando le adeguate energie senza mai perdere di vista il focus di riferimento.”

Se hai domande per Caterina scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉   

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Diego giovane economista vibonese ci racconta l’esperienza in Cile

Prima di tutto voglio ringraziare Hub Calabria per avermi contattato e aver ritenuto che la mia persona potesse dare un contributo al blog.

Sono Diego, vi scrivo da Arras, vicino Parigi. Qui, presso l’Universitè D’Artois, sto svolgendo il Dottorato in Scienze Economiche ed Aziendali per l’Università della Calabria.

All’Unical ho conseguito una laurea triennale in Economia e una laurea magistrale in Economia Aziendale. Durante gli studi ho anche frequentato i corsi “I contratti delle Amministrazioni Pubbliche” e “Tributario e Finanza”, presso la Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche.

Nel corso degli anni, in parallelo alle attività didattiche, mi sono dedicato all’attività associativa e di supporto agli studenti. Tali attività mi hanno dato anche l’opportunità di essere eletto come rappresentate degli studenti in Consiglio di Amministrazione.

Dal punto di vista lavorativo ho sempre cercato di darmi da fare. In particolare, ho sempre collaborato con studi commerciali spaziando dal settore della consulenza fiscale a quello della finanza agevolata, finanche alla gestione delle attività di famiglia.

Prima di conseguire il titolo di laurea magistrale, ho svolto un internship presso la Camera di Commercio Italiana in Cile, durato tre mesi.

Se dovessi riassumere in tre parole la mia esperienza utilizzerei i termini: professionale, educativa e altamente formativa. Penso che per un giovane laureato le esperienze lavorative dovrebbero sempre arricchire e lasciare qualcosa anche per il futuro.

I momenti chiave
Oltre all’attività lavorativa quotidiana, i momenti chiave del mio percorso in Cile sono stati sicuramente gli incontri e le relazioni con i manager di una serie di grandi aziende come Deloitte, ABB, Fructicola Agrichile, Alitalia, Astaldi, Piaggio, Granarolo e tante altre.

Chiaramente, quando ci si allontana dalla propria terra lo si fa per la mancanza di lavoro, per la ricerca di una formazione internazionale e perché in un territorio come la Calabria, a volte, tutto sembra più difficile. Sicuramente, in Cile ho percepito con quanta facilità sia possibile conoscere e avere dei rapporti lavorativi con manager di taratura internazionale, mentre, per quanto breve sia stata la mia esperienza, non ho mai percepito logiche clientelari e politiche che invece, talvolta, possono riscontrarsi nella nostra società.

D’altro canto, però, credo fermamente che a consentirmi una discreta facilità di adattamento, sia in ambito lavorativo che di stile di vita, sia stato ciò che indico come punto di forza della nostra terra, ovvero lo spirito di sacrificio.

Per la ricerca di un appartamento dove vivere, Facebook è stato abbastanza utile, anche per capire quali fossero i posti interessanti da visitare. Le agenzie sono poco utili se non si conosce bene lo spagnolo. Di grande aiuto, invece, sono stati i collaboratori della Camera di Commercio, i quali hanno accolto subito me e i miei colleghi con lo stesso spirito che caratterizza noi italiani.

Ciò che mi ha dato una spinta a partecipare a questa avventura è stata la consapevolezza che per poter esprimere il massimo in Calabria dobbiamo arricchirci di esperienze di vita e soprattutto di skill spendibili sul mercato del lavoro.

Le parole che mi hanno convinto a partire sono state quelle che si leggono in tutti gli annunci di lavoro delle aziende: “richiesta esperienza lavorativa” e “lingua straniera fluente”. Le imprese italiane considerano ormai fondamentale per l’assunzione in qualsiasi posizione la conoscenza delle lingue straniere e le esperienze lavorative nazionali ed internazionali.

La cosa più importante che l’esperienza all’estero mi ha lasciato, non solo in Cile, ma anche in Francia, all’Universitè D’Artois, è stato il contatto con grandi professionisti dei più svariati settori con i quali ho potuto confrontarmi, anche semplicemente scambiando qualche parola, incontri dai quali si ha modo di apprendere tanto.

Se dovessi fare un confronto
La mia famiglia possiede una piccola azienda agrituristica a Zaccanopoli, comune molto piccolo e noto a pochi, nella provincia vibonese, a due passi da Tropea. Specifico “piccolo e noto a pochi” perché, secondo me, per realizzare un’attività vincente nei piccoli paesi, in luoghi isolati, bisogna volerlo, ma soprattutto bisogna che la forza di volontà sia più forte di tutti i possibili fattori negativi.

Chiaramente, paragonare una piccola impresa calabrese alle grandi multinazionali o imprese con cui ho avuto rapporti lavorativi non è semplice. Ma se dovessi fare un confronto tra le piccole e medie imprese calabresi e quelle della regione metropolitana di Santiago, direi che la differenza sostanziale sta nel diverso modo di guardare al futuro di un’azienda e nell’importanza che si dà alle esportazioni. Posso dire che, nonostante le numerose opportunità che la città di Santiago offre, non è affatto trascurabile il contesto sociale che è sicuramente molto più complesso di quello italiano.

Ai giovani consiglio
Ai giovani in Calabria, consiglio di intraprendere percorsi di mobilità internazionale ed esperienze lavorative in altre nazioni, in quanto arricchiscono la persona più di ogni altra cosa. Ai calabresi nel mondo suggerisco, invece, di considerare con ammirazione le grandi menti che rendono tanto grandi le aziende e le multinazionali in altri Paesi, ma soprattutto gli consiglio di nutrire dentro sé stessi il desiderio di tornare e di realizzare una Calabria, non del futuro ma del presente, migliore.

“Sappiamo tutti di muoverci in un contesto difficile, ma sappiamo anche che se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in campo per far sì che tutto ciò che c’è di negativo possa cambiare”.

Colgo l’occasione per ringraziare l’Università della Calabria perché garantisce a tanti giovani come me la possibilità di potersi realizzare professionalmente in Italia e nel mondo.


Se hai domande per Diego scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉   

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Giovanni, il vlogger Calabrese in oriente Giappone

Salve a tutti,
mi chiamo Giovanni, sono nato a Praia a Mare (CS) ed ho vissuto dall’età di 10 anni a Tortora Marina (CS).

Nel 2011 sono partito per l’Australia, avevo 25 anni. Ho richiesto un visto work and holiday visa (WHV) tramite il sito del governo australiano www.immi.gov.au, il quale permette di rimanere in Australia per un anno (con dei rinnovi si può aumentare il periodo) e che in seguito ho rinnovato per un altro anno, per poi richiedere un visto di studio di un anno e mezzo. Sono partito con l’idea di fare una nuova esperienza e poi sono rimasto per circa 3 anni e mezzo.

Nel corso di questo periodo passato in Australia ho incontrato una ragazza giapponese, quella che oggi è diventata mia moglie. Verso la metà del 2013 ho deciso di raggiungerla in Giappone, così ho cominciato tutta la procedura di immigrazione per richiedere un visto di studio. Con il suo aiuto, dopo 5 mesi, sono riuscito ad ottenere tutti permessi per un anno. In pratica, ho fatto domanda diretta alla scuola di lingua giapponese e ho richiesto il visto per un anno di studio. Molte info sui visti le trovate sul sito dell’Ambasciata italiana a Tokyo e sul sito del Dipartimento Immigrazione del Giappone.

Così, ho lasciato l’Australia per ricominciare una nuova vita in Giappone. Ad oggi sono 3 anni e mezzo che vivo qui, lavoro in una fabbrica di dolci e ho una vita tranquilla e felice.

Fare un’esperienza all’estero è una cosa che dovrebbero fare tutti i giovani, usufruire di un visto come quello australiano rende possibile questa opportunità.

Il Giappone è un bellissimo paese pieno di curiosità e contraddizioni, una società molto diversa dalla nostra. Bisogna partire con l’idea che il Giappone non è proprio come negli anime o nei manga, perché se no si rischia poi di rimanere delusi. Il sistema di immigrazione è diverso da quello italiano, molto più complesso e pieno di regole. Per esempio, solo sposarsi non dà nessun diritto a vivere in questo paese ma bisogna fare una specifica richiesta e possedere determinati requisiti.

Quello che consiglio ai giovani è viaggiare, fare esperienze, imparare una o più lingue estere (inglese almeno). Vi garantisco che vi si aprirà un mondo nuovo, pieno di opportunità.

Per chi ama il Giappone, vi dico di studiare la lingua e trascorrere un periodo nel paese con i visti di studio prima di venire qui a viverci. La diversità del paese potrebbe non piacervi, ma sopratutto dovete capire se fa per voi, al di là del proprio desiderio.

Seguite il mio canale YouTube Calabrese in oriente Giappone, qui vi mostro la mia vita parlandovi dei vari aspetti di questo fantastico paese.

Le mie radici non le dimentico, ma ormai la mia vita è altrove. Torno per far visita ai miei genitori e per godermi la cucina e il mare calabrese.

“In Calabria bisogna investire sui trasporti, rendere più accessibili gli aeroporti. Abbiamo tanto da dare ma combattiamo con un sistema antiquato. Mia moglie dice sempre che i giapponesi si innamorerebbero della Calabria se fosse più accessibile.”

 


Se hai domande per Giovanni scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger!

Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questa e le altre storie sui social 😉   

Clicca QUI per leggere altre storie di calabresi nel mondo e in Calabria!

Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

,

Cresci con Google

“Con i nostri programmi sulle competenze digitali, gli strumenti e le piattaforme tecnologiche, vogliamo aiutare milioni di persone e aziende a trovare nuove opportunità di crescita personale ed economica”.

Grazie ai programmi di formazione offerti da Google in collaborazione con diversi partners, e agli strumenti digitali, milioni di persone hanno potuto cogliere opportunità di crescita, sia per la propria attività che per la propria carriera.

Vuoi sviluppare le tue competenze digitali?
Cresci con Google. Big G offre programmi di informatica e corsi di formazione digitale che aiutano a sviluppare e ad arricchire il potenziale delle persone.
Sul sito di Grow with Google troverai tutti i programmi disponibili per le PMI, per gli studenti, per i privati, per le organizzazioni no profit e le organizzazioni culturali.

Qui parleremo di Google digital training, ovvero della piattaforma che offre corsi gratuiti al fine di insegnare le basi del marketing digitale e sviluppare figure professionali all’avanguardia.

Segui i corsi di formazione gratuiti, flessibili e personalizzati per:

• Scoprire gli strumenti per promuovere online la tua attività
• Sviluppare competenze utili per migliorare il tuo curriculum


Scegli una competenza.
Che tu sia uno studente o un imprenditore, potrai scegliere le lezioni adatte alle tue esigenze in qualsiasi momento.

Impara in autonomia.
Crea un piano personalizzato fruibile sul tuo computer, smartphone o tablet ovunque ti trovi.

Ottieni la certificazione.
Monitora i tuoi progressi e ottieni una certificazione riconosciuta che ti permetterà di migliorare il tuo profilo LinkedIn e il tuo curriculum.

Riporto di seguito qualche domanda frequente con relativa risposta e il link dove trovarle:

Perché Google ha lanciato una piattaforma per la formazione digitale?
Quando si impara a utilizzare il web al meglio, è sorprendente quanto i singoli, le imprese e l’intera economica possano crescere. Desideriamo che tutti abbiano le competenze digitali necessarie a trarre vantaggio della rivoluzione tecnologica in atto e a condividerle per crescere, anche tu.

Quali conoscenze e competenze posso ottenere completando il mio training?
Non c’è limite a quanto si può imparare! Dopo aver seguito i video tutorial tenuti da professionisti che hanno avuto le tue stesse necessità, costruirai le competenze per promuovere online te stesso o la tua impresa. Apprenderai come farti notare dal giusto pubblico e a utilizzare al meglio il web per raggiungere i tuoi obiettivi.

In che modo seguire le lezioni può aiutarmi per la mia carriera e/o impresa?
Ci sono moltissimi modi per utilizzare il web al fine di far crescere la tua impresa o sviluppare la tua carriera, incontrando gli insegnanti adatti in grado di mostrarti la strada giusta da percorrere. I nostri esperti ti accompagneranno in ogni fase del percorso, aiutandoti a superare ogni difficoltà, attraverso video tutorial, attività e risorse. Imparerai con l’esperienza, ottenendo competenze digitali che sarai in grado di applicare da subito nel mondo reale.

Gli argomenti da seguire per completare il percorso di formazione digitale sono in tutto 26 (clicca qui per visualizzarli) e alla fine di ognuno si consegue un badge.

Cos’è un badge?
Un badge è un riconoscimento virtuale che riceverai dopo aver completato con successo un argomento della formazione digitale. È un premio di cui potrai vantarti con famiglia e amici (e anche coi tuoi colleghi). I badge sono di proprietà di openbadges.org

Come posso utilizzare i badge?
I badge possono essere condivisi con colleghi, amici e clienti sui social network per dimostrare e comunicare le nuove conoscenze acquisite. Puoi anche aggiungerli al tuo profilo LinkedIn o per arricchire il CV con le tue nuove competenze digitali.

Cos’è un attestato?
E’ un documento che attesta il completamento di tutti gli argomenti della formazione digitale. Puoi usare questo documento per vantarti delle tue conoscenze digitali presso clienti, datori di lavoro, insegnanti e amici. Quindi non aspettare oltre: vai agli argomenti del corso e comincia subito a imparare!
Dopo aver completato tutti gli argomenti del percorso di formazione digitale otterrai l’attestato, riconosciuto da Interactive Advertising Bureau (IAB) Europe.

L’attestato è un documento ufficiale?
L’attestato non è valido ai fini universitari o per lo Stato. Premia semplicemente il percorso fatto per acquisire le proprie competenze digitali.
Queste e altre risposte le trovi QUI.

Sopratutto se sei in cerca di lavoro, acquisire le competenze digitali ti darà la possibilità di sfruttarle per sviluppare il tuo Brand personale. Nei contenuti extra del Digital Training troverai molti video interessanti e, a proposito del Personal Brand, ti segnalo il video che spiega come puoi creare e gestire la tua immagine online e come questa possa aiutarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi professionali. CLICCA QUI PER GUARDARLO.

Spero che l’articolo ti sia utile. Perché non sfruttare le opportunità che il web ci offre? Inizia subito!


Aiutaci a diffondere il nostro messaggio.
Leggi, commenta e condividi questo e gli altri articoli sui social 😉   

Se anche tu hai un’opportunità da segnalare, scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.