Francesco innovatore digitale è tornato in Calabria pratica lo smart working ed ha scelto Nicotera Marina

Ciao Francesco, sei un calabrese emigrato e ritornato spontaneamente. Raccontaci la tua storia.
Ciao Raffaella … e grazie per lo spazio che mi dedicate e l’opportunità di raccontare la mia esperienza.

Come tanti, sono uno di quei calabresi che per motivi di studio si è trovato a dover andar via. Volevo fortemente studiare ingegneria informatica ed all’epoca esisteva solo a Catania. Ho la fortuna di avere dei parenti a Bologna e nel lontano ’98 (caspita son già passati 20 anni !!) partii ..

E’ stata una bellissima esperienza, molto formativa sia dal punto di vista personale che professionale, grazie soprattutto all’aver incontrato tante persone provenienti da diverse regioni che mi hanno consentito di formare il mio pensiero.
Durante l’università iniziai a lavorare, sia per mantenermi sia per togliermi qualche sfizio (ad esempio girare l’Italia per vedere le partite della Reggina che all’epoca era in Serie A). Questo mi permise, sin da subito, di far diventare la mia passione un lavoro, per questo ancora oggi sono molto felice di poter proseguire su questa strada.

Per amore, decisi di trasferirmi a Roma dove ho vissuto 5 anni, lavorando in varie aziende tra pubblico e privato. Poi, stufo di quel modo di lavorare e della poca attenzione al professionista ed alla sua crescita professionale, decisi di fondare Evermind assieme ai miei attuali fratelli di avventura (Domenico e Danilo, ai quali si è successivamente aggiunto Biagio).

Ho sempre pensato che questo lungo viaggio, fosse costellato di tappe che inevitabilmente mi avrebbero riportato a vivere in Calabria. Ed eccomi qui, oggi vivo a Nicotera Marina, un piccolo borgo di pescatori sulla Costa degli Dei, dove ho trovato il giusto mix tra relax e lavoro.

Nel corso del tempo, infine, ho contribuito a fondare Home for creativity assieme a Roberta, Gianluca e Maria: l’obiettivo è quello di trasformare seconde case o strutture ricettive in coliving. Il coliving è una nuova forma di struttura ricettiva, per quanto improprio definirla così, dove si mescolano molti concetti interessanti tra cui ospitalità, condivisione di spazi abitativi e lavorativi, ma anche e soprattutto l’opportunità di conoscere e vivere il territorio circostante nel quale insiste il coliving.

Hai visto e vissuto la differenza e a conti fatti la tua esperienza ti ha portato a preferire la nostra Regione, perché?
Dopo l’esperienza di Roma, per quanto bella, ho capito che non era l’aspetto economico a fare la mia felicità. Oggi ho trovato il mio equilibrio, magari guadagnando meno (economicamente) rispetto a quanto ottenessi in precedenza ma raggiungendo un grande obiettivo: la libertà del gestire il mio tempo lavorativo e personale.

Ti definisci uno smart worker, come lo si diventa?
Prima di tutto, una breve digressione. C’è una grande differenza tra smart worker e lavoratore da remoto. A prescindere dalle etichette che ognuno di noi può dare, lo smart working è una vera e propria filosofia di vita. I professionisti che aderiscono al network di Evermind, condividendone i valori espressi nel manifesto, fanno parte di un meccanismo dove l’organizzazione è orizzontale e non verticale, dove non esiste il concetto di “capo” e soprattutto non esiste il concetto di 40 ore settimanali da passare in ufficio.

Ognuno di noi è libero di gestire il proprio tempo lavorativo come meglio crede, avendo però ben chiaro che deve essere responsabile nella gestione dello stesso perché questo suo agire ha un impatto (forte) sulla vita personale e professionale degli altri professionisti del network.

Quindi, per diventare smart worker il primo consiglio è essere responsabili. Non vuol dire che bisogna lavorare di più (o di meno), ma sicuramente meglio, più orientati agli obiettivi. Bisogna avere una grandissima capacità di gestire il proprio tempo lavorativo e capire l’uso degli strumenti digitali per poter dialogare con clienti e collaboratori da remoto. Ed è questa, oggi, la grande sfida che stiamo affrontando: la gran parte dei professionisti o in generale di chi vuole cambiare vita, è fin troppo abituata allo stare gomito a gomito con il collega nel tavolo vicino all’interno dello stesso ufficio fisico, piuttosto che (troppo spesso) lavorare con un unico grande obiettivo, cioè lo stipendio mensile.

Cosa vorresti dire ai giovani calabresi?
Se hanno la possibilità di andare via, in Italia o meno, di farlo. E’ un’esperienza che consiglio a tutti. Ma di farlo con coscienza. E’ stucchevole lamentarsi che nel nostro territorio non ci sia nulla, che tutto vada male, ecc. ecc.

“Andate via, vivete un altro modo di fare e ragionare, ma tornate. Tornate per mettere a fattor comune le vostre competenze sul territorio. Unitevi, collaborate, superate gli antagonismi e gli egocentrismi e contribuite a creare realtà positive sui vostri territori, che siano di esempio per altri.”


Non esitare a contattarmi se vuoi approfondire come cambiare vita e diventare smart worker, o in
generale se vuoi creare la strategia digitale per la tua struttura ricettiva. 🙂
Per la condivisione dei miei contenuti sui social userò gli hashtag #Nicotera_HubCalabria
#Italia_HubCalabria.