Sergio Gimigliano traduce i paesaggi calabresi in musica Jazz

“Il più rimane da fare, per questo il futuro è meraviglioso”

Prima di iniziare a raccontarmi, vorrei ringraziare la redazione di Hub Calabria per avermi invitato su questo interessantissimo e prezioso blog e ringraziare tutte le persone (spero per lo più giovani!) che spenderanno un po’ del loro tempo a leggermi e alle quali vorrei comunicare fiducia e ottimismo.

Mi presento, mi chiamo Sergio Gimigliano, sono nato a Diamante (Cs) il 16 luglio 1971, figlio di Stefania e Domenico Gimigliano, tra i primi albergatori ed imprenditori del settore turistico in Calabria.

Ho studiato Ragioneria a Diamante e Scienze Turistiche ad Assisi (Pg).
A 13 anni ho iniziato a studiare e suonare la chitarra, da quel momento la musica è parte integrante della mia vita.

Ho suonato a livello professionale per tanti anni ma dal 2002 sono totalmente dedito all’organizzazione di eventi culturali ed alla produzione discografica, ancora oggi, assieme al turismo, tra le mie attività professionali principali.

“The real Dream is the Dreamer”

Il vero Sogno è il Sognatore”, recita una scritta letta su un muro del Village, letta poco tempo fa durante uno dei miti tanti viaggi a New York. Ed è grazie a questa visione di vita che, ben diciotto anni fa, infatti, è nato il Peperoncino Jazz Festival, evento itinerante di diffusione della cultura jazzistica e di promozione turistica della nostra amata Calabria, che io amo definire la “Grande Bellezza”.

Ideato e prodotto nel 2002 da me e la mia compagna Francesca Panebianco (madre dei miei tre figli: Alessandro, Lorenzo e Chiara), il Peperoncino Jazz Festival è giunto quest’anno alla sua 18a edizione e coinvolge nel suo circuito turistico-culturale ben 33 città di tutte e cinque le province calabresi e i parchi nazionali della Sila e del Pollino.

A partire da maggio scorso, l’evento ha iniziato una nuova avventura tutta newyorkese con la prima edizione del “Peperoncino Jazz Festival – New York Session” e per la quale stiamo già lavorando, con la collaborazione del co-direttore artistico John Patitucci, alla seconda edizione, mettendo in rete prestigiosi partner italiani ed americani, tra i quali: Consolato Italiano di New York, Istituto Italiano di Cultura di New York, New York University, Birdland Jazz Club, Rizzoli Bookstore on Broadway, Regione Calabria, Ente Parco Nazionale del Pollino e tanti partner privati della filiera dell’enogastronomia calabrese.

Personalmente adoro il futuro!

Dei tre tempi che viviamo (il passato, il presente e il futuro), infatti, quest’ultimo è senza dubbio quello che più mi piace, perché è quello su cui possiamo attuare il maggior numero di scelte.

Questo mio “disperante” desiderio di futuro stimola quotidianamente la mia immaginazione, facendomi spesso sognare ad occhi aperti.

La Calabria

Una terra ancestralmente ricca di sane ed insane contraddizioni e, allo stesso tempo, meravigliosamente unica: 800 chilometri di costa, tre parchi nazionali, parchi archeologici di derivazione magno-greca, una biodiversità quasi infinita e, quindi, una enogastronomia oggettivamente squisita e madre della dieta mediterranea.

Caratteristiche, queste, che tutto il mondo ci invidierebbe se solo sapessimo narrarle e, a tal proposito, vi comunico in anteprima che il mio prossimo progetto professionale riguarderà proprio la promozione del “Made in Italy” nel mondo attraverso la creazione di una piattaforma innovativa denominata “MADEINIT”.

A dire il vero, da qualche tempo a questa parte, qualcosa sta cambiando in meglio, probabilmente grazie ad una maggiore consapevolezza e conoscenza delle nuove generazioni, ad una maggiore facilità nel viaggiare e, soprattutto, grazie ad internet.

Ai miei corregionali e, soprattutto, ai giovani mi viene di dire che siamo ancora all’anno zero, cosa che a primo acchito potrebbe sembrare negativa ma che invece non lo è, dipende tutto con quale angolazione analizziamo lo stato dei fatti.

Personalmente sono ottimista e Vi lascio con questo saluto, anzi, un augurio di vero cuore:

“Il più rimane da fare, per questo il futuro è meraviglioso”


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