Stefania giovane ingegnere edile-architetto di Cosenza, oggi ricercatrice a Parigi

Cari amici di Hub Calabria,
vi ringrazio per avermi proposto di raccontare la mia storia e vi faccio i miei complimenti per il vostro progetto.

Mi chiamo Stefania, ho 29 anni e da circa 4 anni vivo a Parigi. Dopo aver svolto degli studi classici, mi sono laureata in Ingegneria Edile-Architettura all’Università della Calabria, e ho in seguito ottenuto un dottorato di ricerca in Ingegneria dei Materiali e delle Strutture.

In quegli anni di studio, ho avuto le mie prime esperienze all’estero: un Erasmus a Siviglia, un tirocinio durante il corso di laurea ed un soggiorno di ricerca a Parigi. Sono quindi rimasta in Francia dove, dopo aver ottenuto due assegni di ricerca, ho recentemente vinto il concorso da ricercatrice.

Oggi sono Maître de Conférences, o enseignante-chercheuse (ricercatrice) a Supméca, una École di ingegneria meccanica situata nella periferia parigina.
A dire il vero, ho avuto più opportunità lavorative, potendo quindi scegliere quella che mi corrispondeva di più, e per questo motivo sono oggi soddisfatta e felice di svolgere il lavoro dei miei sogni.

Le mie ricerche si concentrano sullo studio e sulle analisi sperimentali delle vibrazioni delle strutture, con particolare attenzione alle nuove tecniche di attenuazione. Le vibrazioni possono avere infatti degli effetti molto dannosi, o addirittura distruttivi, sulle opere di ingegneria meccanica o civile, basti pensare ad esempio all’azione nefasta dei terremoti.

Cos’è la meritocrazia
Siamo abituati a credere che meritocrazia sia il contrario di raccomandazione. Questa parola, raccomandazione, ci fa arrabbiare, ci scoraggia, ci spaventa, a volte la desideriamo, a volte la pronunciamo sotto voce, quasi per vergogna, o forse per pudore. In Francia invece non è affatto così. Quando si risponde ad un’offerta di lavoro, al CV ed alla lettera di motivazione si allegano le lettres de raccomandation: se i professori che ti hanno seguito, o i superiori con cui hai lavorato, ti ritengono all’altezza e credono che tu lo meriti, allora ti raccomandano per l’assunzione, mettendoci la faccia e la firma. Su questo abbiamo tanto da imparare.

Studiare all’Università della Calabria
È stata proprio la qualità della formazione ricevuta all’Università della Calabria a permettermi di proseguire nella ricerca e nell’insegnamento. Grazie ai servizi ed alle borse erogati dall’Unical ho effettuato le mie prime esperienze all’estero e frequentato il corso di dottorato. Tuttavia l’Unical non è solo questo per me, ma rappresenta molto di più… è l’università che ha cambiato la mia città, che dà la possibilità ogni giorno a migliaia di calabresi di studiare nella loro regione, che accoglie tanti studenti stranieri. Un grande campus, unico in Italia, vivace, dinamico, accogliente, bello, in cui ho avuto la fortuna di trascorrere tanti anni. Non saprei dire oggi se è più forte la gratitudine o l’amarezza per averla lasciata, avrò una risposta tra qualche anno forse, certo è che mi dispiace molto non poter restituire ai suoi studenti quello che ho a mia volta ricevuto dai miei professori ed imparato in questi anni.

Studiare in Italia
Il confronto con studenti e dottorandi provenienti da tutto il mondo mi ha permesso di capire che esistono grandi differenze tra i sistemi universitari dei vari paesi, ognuno dei quali ha i suoi pro ed i suoi contro.

Il sistema italiano, ad esempio, forma a mio avviso allo studio, e quindi alla ricerca, piuttosto che al lavoro inteso in senso stretto. Fin dalla scuola dell’obbligo siamo abituati a studiare, tanto e sui libri. All’università, dobbiamo passare attraverso degli esami scritti ed orali, che spesso richiedono mesi e mesi di preparazione. Forti di questa esperienza, gli studenti italiani che decidono di proseguire gli studi o di fare un dottorato all’estero riescono quasi sempre ad integrarsi nel paese ospitante ed a eccellere.

In compenso però, durante tutti questi anni di formazione, non è prevista in generale alcuna attività lavorativa o di tirocinio, e ciò rende completamente impreparati e spaesati all’ingresso nel mondo del lavoro. Questa è la differenza principale tra gli studenti italiani e quelli francesi i quali, durante il corso di laurea, svolgono almeno due o tre esperienze di tirocinio in azienda. Questa maturità professionale, la loro personale rete di contatti, e la dinamicità del mercato lavoro in Francia, gli permette quindi di trovare facilmente, finiti gli studi, una posizione lavorativa adeguata.

La Calabria vista da lontano
La Calabria è la mia terra, il mio cuore, i miei colori, i miei sapori, i miei profumi. Radici fatte di mescolanze di culture, che in ogni epoca hanno attraversato i mari e gli aspri monti per arrivare fino a noi, al centro del Mediterraneo. Questa ricchezza di origini mi accompagna ogni giorno. Adesso, come tanti altri calabresi, la mia casa la guardo da lontano, a volte con nostalgia, a volte con rammarico.

Qualcuno consiglia ai giovani di partire, qualcun altro di restare e di contribuire dall’interno alla crescita della regione. Io penso che non ci sia una cosa giusta da fare, e che ognuno possa partecipare alla crescita del territorio a modo suo. Nel mio piccolo, il mio impegno è quello di portare un’immagine positiva della Calabria al di fuori dei nostri confini, di promuovere la qualità degli studi e di favorire la mobilità degli studenti, nonché le collaborazioni internazionali a carattere scientifico. Per non parlare dei miei racconti sulle specialità gastronomiche e la bellezza dei luoghi che, in questi anni, hanno spinto tanti amici di varie nazionalità in visita nella nostra regione (tappe irrinunciabili Diamante e la Sila).

“Sono tante le cose ancora da cambiare e da migliorare, e mi auguro quindi che ognuno ci metta del suo, senza scoraggiarsi, tenendo presente che il confronto con le altre realtà e l’apertura restano sempre e comunque la chiave della crescita.”

Chi sono i Ritals
Ritals. Venivano chiamati cosi una volta gli italiani in Francia. L’origine del termine è incerta, forse è l’abbreviazione di “rifugiati italiani”, forse è una presa in giro per il nostro modo di pronunciare la “r”.
Ad ogni modo è ancora difficile per me cogliere a pieno il significato di questo vocabolo, credo sia quasi un sinonimo del nostro terrone. Una volta era usato in maniera dispregiativa, oggi molto spesso in modo ironico e scherzoso, tutto dipende dal tono. Ancora al giorno d’oggi tantissimi Ritals, giovani e meno giovani, vivono in Francia ed in particolar modo a Parigi. E meno male, aggiungo io!

La difficoltà principale per un italiano che vuole trasferirsi a Parigi non è infatti la ricerca di un lavoro, ma quella di una casa (non entrerò nei dettagli per non scoraggiare nessuno). Il mio consiglio è di lasciar perdere le agenzie o i siti di annunci, tempo perso. C’è solo un modo per trovare un tetto sotto cui dormire: affidarsi alla comunità degli italiani a Parigi. Tra Ritals esiste una certa solidarietà per quanto riguarda l’affitto delle camere, una sorta di passaggio del testimone.
E mi raccomando, quando lascerete la vostra camera alla volta di nuovi orizzonti non spezzate la catena, c’è sempre un italiano alla disperata ricerca di una casa! E per finire, ecco qualche indirizzo utile da consultare:
www.italieaparis.fr

Gruppi facebook :
Italiani a Parigi casa & mercato

Italiansonline parigi

Ciao 🙂


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Gaia giovane musicista calabrese al Berklee College of Music di Boston

Ciao Hub Calabria,
sono Gaia, giovane musicista calabrese al Berklee College of Music di Boston.
Posso dire con certezza che vivere al’estero ti cambia la vita ed apre tantissime porte sia in termini di crescita umana che professionale. Se sono riuscita ad arrivare dove sono, lo devo principalmente all’istruzione ed alla preparazione ricevuta a Reggio Calabria, la mia città.

La mia storia
Sin da bambina ho sempre avuto un interesse spiccato verso la Musica e tutto ciò che era musicale. In quarta elementare, la mia Maestra di allora (Rosalba Scicchitano) un giorno ci diede come compito quello di “musicare una poesia”. Mi divertii tantissimo e forse fu allora che scoccò davvero la scintilla della Musica per me!

Durante le scuole medie ed il liceo, presi lezioni private di chitarra classica ed elettrica, guidata dal mio bravissimo insegnante Marco Ascrizzi.

Sapevo nel profondo che la Musica era il mio destino, così decisi di partecipare ad alcuni programmi estivi promossi dal Berklee College of Music di Boston. Alla fine di uno di questi, nell’estate del 2013, feci un’audizione per il corso di laurea full-time e fui accettata con una borsa di studio totale.

Dopo aver completato gli studi a Catona, divenendo interprete per la lingua Inglese e per quella Francese, mi trasferii a Boston, dove intrapresi il mio percorso di studi che ormai è quasi completo.

Qui al Berklee, sto studiando per conseguire una doppia laurea e mi sto specializzando in “Contemporary Writing & Production” (Produzione e Arrangiamento commerciale) e Performance del Basso Elettrico.

Studiare al Berklee significa essere immersi nella Musica 24 ore su 24, a contatto con una talentuosa comunità proveniente da tutto il mondo ed essere guidati dai migliori istruttori e professionisti del settore.

Ho avuto l’onore di studiare basso con Victor Bailey, Oscar Stagnaro, Fernando Huergo, Steve Bailey, John Patitucci ed Eddie Gomez. Anche se sono ancora una studentessa, ho avuto, inoltre, molte opportunità di lavorare per il College come educatrice/tutor e, recentemente, come bass coach per i Day Sessions Programs, riservati agli studenti più giovani.

Credo che in Calabria, per adesso, sia piuttosto difficile emergere come professionista della musica, nonostante vi siano eccellenze e molto talento.

Credo che se non avessi portato a termine il mio progetto di provare Berklee, avrei forse coltivato la Musica come hobby e proseguito per altre strade, che però non credo mi avrebbero permesso di esprimermi e crescere così tanto, di incontrare persone meravigliose e di imparare tanto sulla vita in generale.

Lasciare la mia terra è stato difficile anche perché significava separarsi dalla mia famiglia e dai miei amici più cari (è stato con alcuni di loro che ho avuto le mie primissime esperienze musicali!). Alla luce di questi grandi sacrifici, voglio vivere la mia passione con ancora più entusiasmo e determinazione. Sono orgogliosa delle mie origini e non vedo l’ora di investire sul mio territorio e dare qualcosa di mio alla mia Calabria, dopo aver ricevuto molto.

Anche se ho deciso di intraprendere questa sfida accademica e professionale all’estero, la mia città natale, Reggio Calabria, resta per me un punto fondamentale di partenza. È qui che ho ricevuto la mia educazione scolastica ed è qui che la mia famiglia e la mia comunità mi hanno insegnato valori e disciplina.

Ma mi piacerebbe che, per Reggio e per la Calabria in generale, si potesse pensare di più ad un “modello circolare”. Non solo un importante punto di partenza ma anche uno di arrivo!

Studiando al Berklee ho acquisito nuove competenze che vorrei poter utilizzare anche in Italia per condividere ciò che ho imparato e – perché no – aiutare altri connazionali a raggiungere i propri obiettivi.

Vorrei
Vorrei che in Calabria si desse maggiore riconoscimento alla professione di Musicista: che si aprissero nuove strade nella programmazione di corsi (Musica d’Insieme, Produzione e Registrazione, Arrangiamento) e che in generale, quella del compositore fosse una posizione più tutelata e realisticamente più possibile.

Per esempio, qui a Berklee, durante o subito dopo la laurea, è possibile conseguire un vero e proprio tirocinio formativo (Internship) nel campo Musicale scelto. Addirittura, alcuni di questi programmi sono retribuiti e spesso sfociano in un colloquio di lavoro o impiego full-time.

Cosa vedo in Calabria
In Calabria io vedo tante possibilità di sviluppo, specie nel settore delle “Librerie Musicali” (database di Musica da utilizzare per promozioni e pubblicità) ed in quello didattico: ai giovani reggini, per esempio, la Musica piace. Molto!

Sono stata onorata di poter dare il mio contributo lavorando per il mio caro amico e collega Gianni Polimeni, direttore della Symphonycity Music School che, sebbene in attività da pochi anni, ha già un gran numero di allievi e importanti collaborazioni alle spalle (Mike Stern, Alain Caron, Paolo Patrignani).

Ho sempre pensato che ciò che si impara ha un valore aggiunto quando lo si condivide con gli altri.

Lavorando al College come tutor per le materie “core” (Solfeggio, Contrappunto, Armonia Jazz e Tonale, Arrangiamento e Direzione) ho capito che le tue abilità e conoscenze diventano ancora più efficaci quando anche l’altro può usufruirne ed insieme si possono costruire nuovi scenari più creativi e dinamici. A tal proposito, mi piacerebbe molto creare un ponte di comunicazione tra Boston e la Calabria. Ma credo che questo sia un progetto che non posso completare da sola.

Ai giovani calabresi dico
Pretendete di più dalla vostra vita. Sognate. Ma accompagnate questi sogni con azioni. Fissate un obiettivo. Fatelo in grande. Scegliete quello che vi fa stare svegli nottate intere, che vi fa scordare del pranzo tanto ci siete dentro e poi “rompetelo”. Rompetelo in dieci, cento, mille piccoli obiettivi, progressivi, strutturati e allineati sempre con quello originale. Scrivete un piano delle vostre azioni e conseguitele giornalmente! Se fallite, ritentate. Lavorate sodo e riprovate. Ve lo meritate. Non abbiate paura di essere un po’ “diversi”. E poi, leggete tanto (Virgilio e Catullo sono i miei preferiti). Ascoltate tantissimo Bach e Debussy e poi fatevi e fate domande. Chiedetevi come sono nate le loro grandi opere. Partite per il vostro personalissimo viaggio alla ricerca del nesso nell’Arte. Non spaventatevi di osare un confronto, anche il più strano. Trovate Dante in Brizzi, in Zerocalcare. Cercate Mozart nei Soundgarden, nei Rush. Suonate. Sempre! La Musica, sia che vi scelga per la vita o anche solo per qualche ora alla settimana, fa così tanto bene all’anima e soprattutto fa bene a quelli con cui la condividerete! La Musica unisce e apre nuovi orizzonti. Vi aiuterà a trovare il vostro personalissimo modo di raccontare la vostra vita, di accedere a sensazioni e sentimenti che non si possono descrivere a parole.

Infine,

“amate la Calabria, la nostra bellissima terra ed abbiatene sempre cura. E se deciderete di iniziare un cammino verso il futuro lontano da lei, portatela comunque sempre nel cuore e donatele qualcosa di vostro. Pur nelle sue contraddizioni, la Calabria è una terra unica ed io credo che voglia crescere, insieme a tutti i suoi figli!”

 

Per voi ho scritto un approfondimento sul Berklee College, dove troverete molte info utili e suggerimenti per gli aspiranti musicisti. Ecco il Link –>> BERKLEE


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Nino è rimasto in Calabria, la ama e la vive da giovane giornalista

Ciao Hub Calabria,
mi chiamo Nino, vivo in Calabria e lavoro come giornalista per GianlucaDiMarzio.com e come collaboratore esterno per SkySport.it.

Il mio lavoro, lo ammetto, mi dà soddisfazione. Ho sentito per anni ripetere da più parti – e in riferimento a qualsiasi settore lavorativo, non solo quello relativo al mondo della comunicazione – che in Calabria, ma più in generale in tutto il Sud Italia è quasi impossibile lavorare, provare a crearsi un futuro: non è così.

In Calabria ci sono delle difficoltà è vero, così come ce ne sono per i giovani che cercano lavoro in qualsiasi altra regione d’Italia: pro e contro differenti legati a diversi fattori, ma non vedo un divario così netto come molti vogliono far credere.

Io ho sempre sognato di fare il giornalista e ho iniziato a scrivere per alcune testate regionali nel 2010, quando ancora non avevo nemmeno completato il mio percorso di studi universitari. Ho sempre voluto scrivere solo di sport ed ho iniziato a farlo per Calabria Ora (divenuto poi L’Ora della Calabria) occupandomi inizialmente di calcio dilettantistico: Promozione ed Eccellenza. L’aver raccontato alcuni storici successi legati alla squadra del mio paese, Brancaleone, è una delle cose che più mi rende orgoglioso, nonostante oggi ho la fortuna di poter scrivere di calcio nazionale e internazionale. Con il passare del tempo mi è stato assegnato il compito di occuparmi della Serie B e, nei periodi estivi, di calciomercato.

Dopo il fallimento del gruppo editoriale di cui faceva parte l’Ora della Calabria ho iniziato a collaborare con diverse testate giornalistiche online, fino al novembre 2013 quando ho avuto l’enorme fortuna di entrare a far parte della redazione di GianlucaDiMarzio.com. Una scuola di vita, prima ancora che una palestra professionale unica: Gianluca Di Marzio e il suo staff rappresentano l’eccellenza in questo settore e io sono molto felice di essermi ritagliato un ruolo importante all’interno di questa splendida realtà che vivo quotidianamente ormai da cinque anni.

Tutto quello che so lo devo all’esperienza maturata dentro questo sito, agli insegnamenti che ho ricevuto e che continuo a ricevere ogni giorno: iniziando da Gianluca, il nostro capitano, proseguendo per i miei colleghi più esperti, fino ad arrivare ai nuovi collaboratori che si affacciano alla nostra realtà. E’ un continuo scambio di conoscenze, dove tutti imparano da tutti: la forza del gruppo come traino per migliorare e spingersi sempre oltre.

Negli ultimi mesi poi ho iniziato a collaborare come contributore esterno anche per il sito di SkySport.it, altra esperienza fantastica che sto vivendo con passione ogni giorno. Passione e sacrificio, perché fare il giornalista non è un mestiere semplice come erroneamente in molti credono: dietro ogni notizia c’è un lavoro maniacale che non conosce orari. Specialmente durante il calciomercato lo smartphone diventa il compagno inseparabile della tua giornata, si dorme poco, ma l’adrenalina è tanta. E poi, fare il mestiere che si è sempre sognato di fare è la vera e propria arma in più: una spinta fondamentale nei momenti più difficili.

Anche io, come molti, ho pensato di lasciare la Calabria e a volte ci penso ancora. Non si può escludere nulla nella vita, ma finché avrò la possibilità di scegliere, sceglierò sempre la Calabria.

Come vivo il mio lavoro in Calabria
Nonostante i punti di debolezza della regione, in questo ambito lavorativo, le difficoltà cui si può andare incontro sono quasi azzerate dalle tecnologie: con tutti i pro e i contro del caso. Ma sono un aiuto enorme.

Il mio legame con la Calabria
Amo la mia terra, ho i miei affetti più cari qui, senza il mare non penso che riuscirei a vivere. Tante volte mi lamento dei difetti di questa Terra, ma il mio è un grido d’amore: amo la Calabria e sono molto legato alle mie origini.

Un suggerimento
In Calabria ci sarebbe tanto da migliorare, iniziando dalle cose più pratiche: prestare più attenzione alle cose giornaliere, iniziare a migliorare quelle per innalzare la qualità della vita. Poi, per il resto dovrebbe entrare in gioco la politica provando a valorizzare in ogni modo i mille pregi che questa terra ha.

Una delle cose che maggiormente adoro del mio lavoro è il contatto continuo e costante con tante persone. I calabresi in giro per il mondo sono tantissimi ed è sempre una sensazione molto bella sentire, anche solo telefonicamente, il loro affetto per una terra che ogni calabrese porta nel cuore.

Ai giovani calabresi dico

“Siate orgogliosi delle vostre origini e credete nella rinascita di questa terra.”

A chi volesse intraprendere la professione di giornalista consiglio di contattare il sindacato di categoria. Qui il link –> www.giornalisticalabria.it


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Federica giovane cosentina è Brand Manager per illy in Spagna

Salve o Hola Hub Calabria,

Grazie per avermi contattata. Sarò ben lieta di compartir con voi la mia esperienza.

Mi chiamo Federica, vivo a Barcellona da qualche anno e lavoro per la illy caffè nella filiale spagnola.
Da qui gestiamo il marketing di Spagna e Portogallo. In questa area si inglobano parecchie funzioni: dal piano di marketing annuale (con tutte le relative azioni per metterlo in atto),
all’e-shop, i contratti di patrocinio con i maggiori musei di arte contemporanea della penisola Iberica, la comunicazione e la diffusione del brand in tutte le sue sfaccettature.

La mia storia

Mi sono laureata in Legge presso l’ateneo catanzarese. Durante il mio percorso di studi presi parte all’Exchange Programme presso la Universidad Carlos III di Madrid, da qui nacque la mia relazione con la Spagna interrotta solo per concludere gli studi.

Con l’avvicinarsi della data della discussione della tesi avevo solo un grande desiderio: ripartire. Ricordo ancora il viso incredulo di mia madre quando mi vide vestita in giacca e pigiama per i primissimi colloqui su Skype 🙂 . Avevo sul letto la tesi stampata e la valigia pronta.

Per me, che arrivavo dall’ateneo dei “corrotti” all’epoca dello scandalo degli esami venduti, senza alcun Master post laurea di una business school, non è stato semplice farmi spazio e far capire che esistono persone dietro un titolo o un curriculum referenziato.

Ciò che mi ha spinto a partire è la voglia di mettermi in discussione sempre, non mi piace accontentarmi e amo superare i miei limiti. Gli spagnoli lo chiamano “no conformarse”, ecco io condivido pienamente questa filosofia.

Devo riconoscere che non è stato affatto facile: i colloqui in lingua straniera, il salto diretto dai banchi della UMG all’ufficio, cambiare prospettiva, preparare il cervello ad accogliere concetti per i quali non ero stata formata, lasciarmi plasmare e al contempo conservare la genuinità e il calore che noi calabresi abbiamo dentro.

Non vai davvero avanti se dimentichi i passi mossi e il percorso che ti ha condotto dove sei arrivato. Non stimo coloro i quali dimenticano le proprie origini e le rinnegano. L’umiltà è la prima skill che fa da base ai migliori dirigenti aziendali.

Consigli pratici

Per lavorare in Spagna serve il Nie (numero de identidad de extranjero).

Ecco una lista dei siti dove cercare lavoro: Infojobs, Job rápido, Student job, Trabajando.com, Linkedin, Infoempleo, El país/ Monster, Indeed, Primer empleo, Job&talent, Moda: Fashion United, Corner Job, Job today.

Aggiungerei alla lista delle cose da fare assolutamente, le application dirette sul sito delle aziende per le quali ci si vuole candidare.

Per cercare casa vi consiglio: Idealista, Fotocasa e Badi.com.

Quello che mi sento di dire è

Specializzatevi, la competenza è tanta ..ricercate la vostra punta di diamante e fatene un vantaggio. In un clima lavorativo saturo a tutti i livelli ciò che conta è saper differenziarsi e avere voglia di fare e imparare.

Liberatevi di ogni pregiudizio.

Ricordatevi di essere Italiani, e calabresi prima di ogni cosa. Si perché io mi sento calabrese fino al midollo. La nostra terra è così piena di valori, persone, sole, sorrisi sinceri.

Non coltivate rabbia.. so che è difficile non essere arrabbiati, la nostra terra madre ci ha tolto ma ci ha anche dato tanto.

Una frase rispecchia il mio stato di animo e la mia idea di Calabria.

“Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica. Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel soffiar dei venti”.
(Leonida Rèpaci)

Non so cosa mi riserva il futuro. Per ora sono pienamente soddisfatta. Sto imparando tantissimo. Vivo una bella realtà. I miei superiori in illy sono competenti, da loro imparo tutti i giorni tanto a livello professionale e umano.

E’ una impresa etica a 360 gradi. Conta l’opinione di tutti, dal magazziniere al Direttore Generale, che non si fa nessun problema a scaricare merce se necessario. Sa sporcarsi le mani. E questo credo sia un brillante insegnamento. I titoli non sono tutto, contano le persone.

La mia terra è un germoglio di gente brillante. Il mio sogno nel cassetto è che mio nipote e tutte le nostre future generazioni possano scegliere cosa fare della loro vita senza essere costretti a soggiacere a logiche sbagliate e non meritocratiche.

Noi tutti abbiamo l’obbligo morale di fare tutto ciò che possiamo per costruire le basi perché questo si realizzi.

Grazie ancora HUB per questa meravigliosa opportunità. Se ci sta una cosa che apprezzo del mondo dei social è questo, poter condividere contenuti di qualità e credo che il blog sia in questa direzione.

¡Adelante entonces y hasta pronto!

Federica

*la foto è stata scattata ai premis gaudi.


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Bruno da Locri a Düsseldorf dove è Sales Manager di un Hotel

Ciao Hub Calabria,
grazie per l’opportunità.

La mia storia
Dopo la specializzazione in Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali all’Unical mi sono candidato a molte offerte di lavoro in Calabria, ahimè senza successo. Ho aspettato 4 mesi sperando che la situazione migliorasse, solo dopo mi sono trasferito a Roma per poter lavorare nelle catene di Hotel – Best Western e Hilton. Devo ringraziare mia sorella, la zia e la cugina di mia moglie che ci hanno ospitato a Roma nel periodo in cui non avevamo un lavoro e uno stipendio. La Calabria è soprattutto questo, aiutiamo la famiglia e la supportiamo con tutte le nostre forze.

Dopo aver lavorato 3 anni nella capitale mi sono trasferito a Duisburg in Germania per cercare di costruirmi un futuro e una famiglia con un minimo di garanzie e sicurezza. Da quattro anni sono Sales Manager nell’Hotel Landhaus Milser di Duisburg.

In Germania esiste ancora un po’ di meritocrazia e gli stipendi danno valore al lavoro che svolgi.
Paradossalmente in Germania lavoro di meno e guadagno di più raggiungendo migliori risultati. Quello che non mi stanco mai di dire è: in Calabria abbiamo tutto e non funziona quasi niente, in Germania non c’è niente ma funziona quasi tutto.

Mi piacerebbe tornare in Calabria e ci penso spesso ma un’idea imprenditoriale senza un buon business plan rimane un sogno e pur avendo messo molte volte le miei idee nero su bianco, non sono riuscito a trovarne, almeno per adesso, una che sia sostenibile e che mi permetta di avere un buon livello di qualità della vita, sia per me che per la mia famiglia, e che accresca di riflesso la capacità imprenditoriale della Calabria, oltre a creare nuovi posti di lavoro. Lavorare subordinatamente in Calabria è difficile perché gli stipendi sono bassi e l’offerta supera di gran lunga la domanda per cui si è troppo facilmente intercambiabili.

In Germania funziona bene il rispetto delle regole civiche che permette di vivere insieme in sintonia. Sensibilizzare i giovani ma anche tutta la comunità a rispettare le regole e il prossimo accrescerebbe già di molto la qualità della vita, stessa cosa vale per l’efficienza degli uffici pubblici e della sanità ma questo credo sia più un problema Italia che Calabria.

Appena sono arrivato il Germania mi ha ospitato il mio compare di battesimo e mi ha aiutato a cercare casa e a trovare un lavoro. Anche qui per sottolineare che i valori per noi calabresi sono molto importanti e aiutiamo volentieri un membro della famiglia in difficoltà. Un sito che mi ha aiutato tanto è stato quello del consolato di Colonia che ha creato una guida in italiano che spiega cosa fare appena arrivati in Germania. Qui di seguito il link:
PRIMI PASSI.
Per cercare casa vi consiglio di rivolgervi alle agenzie immobiliari e di fare subito un’assicurazione d’assistenza legale perché gli avvocati costano parecchio e qui tutti ce l’hanno ed è molto facile ricevere una denuncia (non parlo per esperienza personale ma ne ho viste parecchie).
Mi sono iscritto alla Newsletter di Italiaaltrove, un’associazione che si trova a Düsseldorf e organizza molto spesso incontri tra italiani e diffonde la nostra cultura all’estero.

Per cercare lavoro bisogna rivolgersi personalmente al jobcenter con un curriculum e il certificato di residenza in Germania. Inserisco il link del sito anche se è in tedesco e non so quanto possa aiutare:Jobcenter.

Se non fossi partito, non riesco a immaginare cosa sarei diventato e cosa avrei fatto.

Ai giovani calabresi vorrei dire che da giovane non vedevo l’ora di andare via e ora invece non vedo l’ora di ritornare a casa(almeno in ferie).

“Inseguite il vostro sogno, andate in giro, conoscete il mondo, le diverse culture, cibi, usanze e organizzazioni e prendete il meglio da ogni posto per poter migliorare voi stessi e la vostra terra una volta tornati”.

Saluti

Bruno


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Alessia giovane architetto di Cosenza a Northampton

Ciao a tutti,
mi chiamo Alessia, ho 28 anni e da quasi tre anni vivo a Northampton, una città che si trova a circa un’ora di macchina da Londra. E’ proprio in quest’area che lavoro come architetto per una compagnia che si chiama CMI Architecture, abbastanza affermata nell’ambito delle costruzioni.

Io mi occupo di progetti edilizi dal design alla messa in cantiere, dalle scartoffie burocratiche per ottenere permessi ai dettagli tecnici. Sono abbastanza soddisfatta del percorso intrapreso finora e anche se il più delle volte sento una grande nostalgia del mio Paese, la professione che svolgo mi dà la giusta forza per affrontare le sfide di ogni giorno. E credetemi, affrontare le difficoltà quotidiane in una lingua che non è quella nativa, sicuramente non è tra le cose più facili da fare. Ma se siete curiosi, leggete un pò come sono arrivata fin qui.

Trasferimento in UK
Mi sono trasferita in Inghilterra nell’Agosto del 2015 perché volevo seguire quello che all’epoca era il mio ragazzo, il quale si era trasferito a Northampton dopo aver tentato invano di trovare lavoro come infermiere in Italia. Io mi ero laureata da poco in Ingegneria Edile-Architettura all’Università di Cosenza e dopo tre mesi di curriculum inviati senza dignitose risposte o offerte lavorative, ho deciso di fare quest’esperienza avendo comunque un appoggio a Northampton.

Prima di partire inviai una serie di email a tutti gli studi della città chiedendo di poter fare un tirocinio non retribuito per i primi mesi, poiché ero consapevole del mio insufficiente livello di inglese, perlomeno nell’ambito professionale. Un solo studio mi rispose offrendomi la possibilità di fare uno stage con rimborso spese (praticamente mi pagavano l’abbonamento del pullman) che sarebbe potuto diventare un lavoro a tempo indeterminato qualora fossi stata ritenuta valida. Il periodo del tirocinio non fu semplice perché mi resi conto che il mio livello d’inglese era persino più basso di quanto avevo immaginato, molto spesso non capivo cosa mi dicessero i miei colleghi e più di una volta mi sono sentita “stupida” se non del tutto incompetente. Ma giorno dopo giorno grazie all’aiuto dei miei colleghi e soprattutto di tutti gli altri ragazzi italiani che ho conosciuto qui, ho acquisito fiducia in me stessa e nella mia voglia di imparare.

Il mio primo lavoro da assistente architetto
Siccome nella vita ogni cosa succede per un motivo, seppur la compagnia per la quale feci il tirocinio avrebbe voluto offrimi una posizione definitiva, dopo qualche mesi fallì e io mi ritrovai a dover cercar lavoro. Il capo mi scrisse una gran bella lettera di referenza, la quale mi aiutò a trovare un lavoro qualche mese dopo come RIBA Part II Architectural Assistant per la compagnia Morton Wykes Kramer Architects (MWK).

Nel frattempo ho lavorato come cameriera poiché non volevo più pesare sulle spalle dei miei genitori, né tanto meno potevo continuare a vivere a “scrocco” a casa dei miei amici che mi avevano ospitato. Molti pensano che fare quel tipo di lavoro sia una perdita di tempo, ma io posso dire che quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo a migliorare la lingua parlata, costringendomi a conversare con i clienti, cosa che invece non facevo nel lavoro d’ufficio.

Abilitazione all’Università di Bristol
Quando lavoravo per MWK, il direttore mi offrì la possibilità di iscrivermi all’Università di Bristol per acquisire l’abilitazione alla professione di architetto a spese dello studio, in quanto voleva che salissi di ruolo. Ho frequentato il PGC in Architecture alla UWE di Bristol mentre continuavo a lavorare e dopo un anno ho sostenuto e superato l’esame finale di abilitazione. Da febbraio 2018 sono ufficialmente iscritta all’ albo inglese come Architetto. Qualche mese prima avevo deciso di provare a fare il colloquio per l’attuale compagnia in cui lavoro riuscendo ad avere il posto.

Il ruolo di un architetto donna
Come spesso si sente dire, noi donne dobbiamo dimostrare di valere almeno il doppio degli uomini per essere apprezzate in questo ambito lavorativo. Io sono l’unica donna in un team di 10 architetti e molto spesso agli occhi di costruttori e operai rischio di sembrare quasi fuori luogo. Per questo devo mettere le cose in chiaro fin da subito e dimostrare quanto valgo. Per il resto dai miei colleghi mi sento considerata alla pari e non posso fare paragoni con la situazione in Italia non avendoci mai lavorato.

Di sicuro posso dire che in Inghilterra viene dato molto spazio ai giovani, i quali pur non avendo grande esperienza vengono gettati subito nel mondo del lavoro con grandi responsabilità, come è successo nel mio caso. Gli inglesi credono fortemente che sbagliare sia il modo migliore per imparare e dando la possibilità a noi giovani di partecipare attivamente e non come meri osservatori, ci rendono autonomi fin da subito.

La mia Calabria

“Da quando vivo in Inghilterra, sono diventato ancora più italiano”.

Questa è una frase detta da un connazionale e che mi ha colpito tantissimo perché riflette anche il mio stato d’animo.

A me piacerebbe tantissimo tornare a vivere in Calabria, anche perché da quando vivo all’estero ho iniziato ad apprezzarne ogni minimo dettaglio che prima invece davo per scontato. Come molti prima di me hanno scritto, l’Inghilterra non è il “Paese dei Balocchi” che ci descrivono e vivere qui sapendo cosa si lascia a casa, non è per niente facile. Purtroppo non credo che al momento riuscirei a tornare a svolgere la mia professione in Calabria, dopo aver acquisito un certo metodo di lavoro abbastanza rigoroso, soprattutto quando ascolto le storie dei miei colleghi rimasti lì.

Tuttavia sono fiduciosa che in futuro la mia terra sarà pronta per riaccogliermi a braccia aperte. Al momento sto provando a far partire un progetto che coinvolge imprenditori inglesi nella rigenerazione dei centri storici calabresi. Ho presentato una proposta di progetto al mio capo, dato che abbiamo fatto qualcosa di simile con una città della Francia del Sud, e spero che tra qualche tempo riuscirò a metterlo in piedi, anche se non è facile data la cattiva reputazione che ci precede. Comunque io mi impegnerò affinché il nome della nostra terra possa essere riscattato, perché alla fine di tutto non siamo solo mafia, sole e mandolino.

Ai giovani calabresi dico
A quelli che restano dico che io vi ammiro tanto e che condivido la vostra frustrazione quando provate a cambiare le cose e c’è chi vi rema contro. A quelli che partono dico che vi comprendo a pieno e che condivido con voi la nostalgia della nostra amata terra, che nonostante tutto è bella così come è.
Sono sicura che un giorno torneremo dopo aver acquisito un bel bagaglio culturale e riusciremo a migliorare le cose. A tutti dico che le menti italiane sono tra le più brillanti al mondo e questo è grazie anche alle nostre università che ci danno una grande formazione. Perciò cerchiamo di sostenere l’istruzione pubblica in Italia nel migliore dei modi.

Vi scrivo qui informazioni utili per cercare lavoro come architetto in UK.

Grazie 🙂


Per contattare Alessia scrivi una email ad hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.

Se anche tu sei un/una giovane architetto e lavori in Calabria scrivici per un confronto con l’esperienza oltremanica di Alessia.

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Giosué film composer da Vibo Valentia a Los Angeles

Ciao Hub Calabria,
mi chiamo Giosué e sono musicista, film composer/producer a Los Angeles.

Il mio percorso ha avuto inizio in Calabria
Quasi subito dopo essermi diplomato al conservatorio di Vibo Valentia, ho seguito un seminario di musica jazz chiamato Umbria Jazz durante il quale sono stato selezionato per ricevere una borsa di studio valida per frequentare il Berklee College Of Music. Inizialmente non avevo intenzione di completare l’intero corso di studi, ma dopo aver vissuto qualche mese a Boston, mi sono reso conto che il College aveva molto da offrire al di là del programma di musica jazz.

Sono quindi stato accettato nella facoltà di Music Production and Engineering e ho terminato gli studi nel 2014.

Subito dopo la laurea mi sono spostato a Los Angeles per lavorare come Freelancer nel campo dell’audio. Da pochi anni a questa parte ho iniziato a lavorare al fianco del compositore e produttore Dan Romer, esperienza attraverso la quale ho avuto la possibilità di scrivere musica per numerosi progetti, come, ad esempio, la colonna sonora del videogioco Far Cry 5, e per la serie televisiva The Good Doctor, in onda su ABC.

Una delle difficoltà più grandi che ho avuto durante i primi anni della mia esperienza negli Stati Uniti è stata la scarsa conoscenza della lingua inglese. Ero capace di leggere e comunicare decentemente ma avevo pochissima dimestichezza nella comunicazione verbale informale. Noto, con piacere, che le nuove generazioni di italiani parlano Inglese molto bene, ma inviterei tutte le persone intenzionate a spostarsi in America a prendere dimestichezza nel parlato quanto prima possibile.

Prima di partire
In Calabria, prima di partire, ho tenuto due corsi presso due Istituti Superiori della mia zona; Il primo presso l’ITIS di Polistena, incentrato sul jazz e più in generale sul concetto di improvvisazione in musica, il secondo è stato un interessante seminario di due giorni sulle tecnologie musicali e sulla produzione, che ho tenuto presso il Liceo Pedagogico Musicale di Cinquefrondi, liceo umanistico dal quale mi sono diplomato. In entrambi i casi sono stato molto sorpreso dalla recettività e preparazione dei ragazzi: in molti sembravano avere una buona familiarità con il mio mestiere e alcuni avevano già conoscenze tecniche che francamente io non possedevo alla loro età. Mi piacerebbe poter ripetere questo genere di incontri in un futuro prossimo.

Mi piacerebbe
Mi piacerebbe essere in grado di tornare in Calabria per poter costruire qualcosa di nuovo, ad esempio una scuola ad indirizzo puramente tecnologico-musicale, che abbia uno sbocco lavorativo reale, un programma intensivo e all’avanguardia, accessibile solo a studenti seriamente intenzionati a perseguire la strada artistica professionale in un setting globale.

Al momento non vedo come sia possibile generare lavoro in questo settore in un territorio che, nonostante numerose iniziative mirate a valorizzare gli artisti locali, non conosce il business dell’arte e dell’intrattenimento.
Con questo non voglio dire che non ci sia cultura, o che non ci siano artisti calabresi brillanti, semplicemente, questi artisti fanno spesso fatica a trovare il modo di monetizzare, e quindi a supportare la propria arte generando un introito dignitoso per vivere.

Il mio messaggio per i giovani Calabresi è in realtà un consiglio datomi da mio Padre tanti anni fa. Traducendo dal dialetto:

“Noi Calabresi abbiamo solo la testa”.

Per ragioni storiche note ai più, la nostra Regione (e il Meridione in generale) non è ricca di risorse o opportunità. La nostra unica vera risorsa è, infatti, usare la testa.

Grazie.

Ciao! 🙂


Se hai domande per Giosué contattaci su Messenger o manda una email ad hubcalabria@gmail.com.

Antonio ha scelto di offrire un servizio in Calabria per renderla un posto migliore

Ciao Antonio! Sei un giovane calabrese che ha deciso di rimanere nella sua terra. Come vivi questa condizione?

Non vivo passivamente la mia condizione, perché è una scelta. Siccome considero la Calabria casa mia, cerco di valorizzarla a modo mio, offrendo un servizio. Credo sia estremamente triste pensare che queste zone non meritino servizi, siamo noi che dobbiamo offrirli, siamo noi la Calabria e siamo noi a dover dare un’impronta a questa terra.

In generale, non ritengo giusto che per alcune regioni sia scontata la presenza di alcuni servizi, mentre per altre non lo sia. Eppure non stiamo parlando di cose impossibili da realizzare.

Della Calabria mi piace
La sensazione di pace, di serenità e di casa che mi dà. Nonostante le sue contraddizioni, le sue sfortune ignobili, la condizione sociale precaria, io in Calabria mi sento a casa. Ogni volta che mi allontano per un viaggio, quando torno sento lo spirito di appartenenza.

Di questa terra non mi piace
Lo stato di abbandono in cui versa, nella più totale indifferenza della classe politica, che bada a dare spettacolo nei propri salotti. Di fatto, i calabresi non hanno sostegno reale per poter restare e perciò vanno via.

C’è un esodo continuo: i giovani nascono, crescono e abbandonano la propria terra. Questo perché non possono sperare di crearsi un futuro qui. La Calabria la immagino come una bella donna trascurata e messa in un angolo.

Vorrei dire questo ai giovani calabresi

“Rendete la Calabria bella come la vorreste vedere”

La maggior parte di coloro che se ne vanno lo fa perché non trova lavoro, ma, se avete la possibilità, cercate di creare qualcosa per la vostra terra, per renderla migliore, più bella e funzionale. Create dei servizi per chi rimane, indipendentemente dagli ostacoli che potete incontrare. Dobbiamo rendere questo posto come merita di essere. La nostra non è una regione di serie b e dobbiamo sempre farla migliorare. Lo dobbiamo al nostro territorio, alle nostre radici, alla nostra cultura, affinché niente vada perso.

Tutto ciò che facciamo per la nostra regione merita interesse. Il progetto di Hub Calabria mi piace molto perché nasce dalla volontà di valorizzare il nostro essere calabresi. Credo che molti ragazzi lontani potranno trovare utile il blog e sentirsi un po’ più vicini alla loro casa.

Grazie Antonio 🙂


Scritto da Nadia D’Apa ✌

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Eugenio cresciuto a Cosenza oggi a New York è a capo dell’Intake Department

Ciao Hub Calabria,

In primis grazie per questa opportunità.

Mi chiamo Eugenio, vivo a New York ma sono cresciuto a Cosenza. Mi sono laureato all’Università degli studi di Perugia dopo aver passato un semestre all’Universidad de Jaèn per l’Erasmus e ho conseguito un Master in legge alla Fordham Law School di New York.

Oggi sono a capo dell’intake Department per uno studio legale di Wall Street (Phillips & Associates). Il mio titolo è Law Clerk / Intake specialist.
Quello che sento di voler condividere con i giovani calabresi è frutto per lo più di quello che credo di aver imparato negli ultimi cinque anni vivendo a New York, prima da lavoratore, poi da studente, ed infine da professionista nel campo di diritto del lavoro.

Esplorate il mondo.
Non importa se alla fine deciderete di tornare in Calabria o di continuare l’esperienza all’estero, in ogni caso il vostro bagaglio culturale sarà più ricco, e le vostre vedute più aperte.
Le distanze ormai si sono ridotte così tanto che, mai come ora nella storia, i giovani calabresi possono sentirsi cittadini del mondo. Grazie alle opportunità offerte da internet qualunque sia il vostro obiettivo, adesso avete la possibilità di poter imparare una nuova lingua, viaggiare, e collezionare esperienze umane e professionali finalizzate alla realizzazione dei vostri sogni.

Inseguite la vostra passione e fatene il vostro lavoro.
Credo che non sia necessario laurearsi per diventare una persona di successo. L’economia globale ha generato una nuova serie di figure professionali e di opportunità di mercato accessibili anche ai nostri giovani. Oggi una buona idea può generare molto più successo economico che non anni ed anni di attività professionale.

Specializzatevi nella vostra passione e mettetevi sul mercato.

Io ho avuto la fortuna di laurearmi in una materia che continua ad appassionarmi, ed alla fine credo sia questo il fattore che mi motiva di più nella mia attività.

Non fatevi mai prendere dalla disperazione.
Mi rendo conto che i giovani calabresi in Calabria devono affrontare innumerevoli problemi, ma spero che proprio questi problemi siano la molla che farà scattare finalmente il tanto auspicato cambiamento. I problemi ci sono ed i fallimenti arriveranno, ma ogni grande successo passa sempre per molteplici fallimenti. Datevi la possibilità di fallire, solo per poi riprovarci più convinti di prima. Alla fine il duro lavoro paga sempre.

Tornando a me
Personalmente mi trovo molto bene a New York. Adoro la città e sono molto contento del mio lavoro. Detto questo sento di avere un legame viscerale con la mia terra. Sono cresciuto in Calabria e ne conservo sempre un ricordo bellissimo.

Mi manca la mia città: Cosenza. Sia per la presenza di gran parte dei miei affetti, a partire dai miei genitori, sia per un attaccamento molto forte alla città stessa.
Bernardino Telesio disse parlando di Cosenza: “La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo”. Ecco penso che questa frase rispecchi perfettamente i miei sentimenti. La cosa che mi manca di meno forse è la mentalità che a mio avviso è spesso troppo chiusa.

Per via del forte senso di appartenenza alla Calabria, negli ultimi anni sono sempre più impegnato in progetti di networking con amici e professionisti calabresi qui a New York, ed è proprio per questo motivo che ci tengo a ringraziarvi per avermi coinvolto.

Hub Calabria è un progetto interessante perché mette in contatto i giovani tramite la condivisione di esperienze, ed io sono sempre più convinto del valore che si genera da questo tipo di confronto. In altre parole è quello che qui chiamano networking.

Oggi blog e social media sono un’ottima risorsa per ottenere informazioni ed iniziare a stabilire una rete di contatti. In questo caso il blog potrebbe essere molto utile a chi fosse interessato a un’esperienza all’estero. Essere guidati quando si muovono i primi passi lontano da casa può fare la differenza tra un’esperienza positiva ed una negativa.

Faccio un grosso in bocca al lupo a tutti i follower di Hub Calabria.


Se hai domande per Eugenio scrivi un’email ad hubcalabria@gmail.com.

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Simone giovane calabrese a New York è project manager

Ciao Hub Calabria,
Mi chiamo Simone e ho 31 anni. Da circa 12 anni mi trovo a New York, e da 3 anni lavoro come project manager per una società che investe nel settore immobiliare e nella ristorazione.

Nel mezzo tanta gavetta, decine di lavori mal retribuiti, una laurea triennale in economia a Roma, un Erasmus a Barcellona e un MBA in finanza a New York.
E’ stata dura? E che ve lo dico a fare! Mi hanno aiutato? Si, senza il supporto morale e logistico di alcune persone non ce l’avrei mai potuta fare. Rimpianti? Tantissimi, perché avrei voluto fare molto di più, ma non ne sono stato capace.

Ripercorrendo in mente le tappe del mio percorso, seduto comodo sul mio divano, sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, di dove mi trovo, e di dove potrei essere da qui a 10 anni.

Ai miei conterranei dico che siamo fortunati ad essere nati e cresciuti in Calabria. Non è una battuta, è la verità. Dalla nostra terra abbiamo ereditato dei tratti caratteriali preziosissimi, inimitabili, che fanno breccia nel cuore della gente con la quale interagiamo e che, personalmente, mi hanno dato quel qualcosa in più nella corsa al raggiungimento dei miei obiettivi.

Purtroppo, i fatti dicono anche che la nostra terra non è stata altrettanto capace di creare quelle condizioni necessarie per lo sviluppo di opportunità lavorative adeguate e gratificanti, soprattutto per la nostra generazione. Ma non per questo abbiamo il diritto di arrenderci, di lamentarci, e puntare il dito verso coloro che si sono presi la responsabilità di rendere il nostro futuro meno incerto, e non lo hanno fatto. Come a dirgli, è colpa vostra, risolvetela voi questa situazione, noi aspettiamo.

Il nostro momento è adesso
Invece, no. Bisogna reagire, uscire dagli schemi, sfruttare le opportunità di apprendimento che le piattaforme digitali ci mettono a disposizione, e metterci in gioco. Il nostro momento è adesso. In fondo, niente è impossibile se si ha pazienza, se si è perseveranti, se si ha il coraggio di spingersi oltre e di fallire. In gioco c’è il nostro futuro, e quello dei nostri figli.

Ho avuto la fortuna di studiare a New York. Senza dubbio è stata l’esperienza che più ha inciso sulla mia crescita personale e professionale. Non tanto per il percorso di studi in sé, quanto per la possibilità di conoscere e confrontarmi con persone di mondi e culture diverse. Ho imparato che tutti hanno qualcosa da offrire, che c’è sempre qualcosa da imparare, e che non c’è niente di più gratificante che saper accettare e apprezzare le persone per quello che sono, senza avere il desiderio di cambiarle.

La diversità apre la mente, ci insegna a pensare ed a essere liberi.

Vi saluto con l’auspicio che possiate aprirvi a ciò che non conoscete o che pensate non vi possa interessare. Da un incontro o una idea può nascere qualcosa di importante, un percorso di vita nuovo che non avreste mai immaginato di poter intraprendere. Un viaggio in una terra che ad oggi vi è sconosciuta, e che non per forza debba trovarsi aldilà dei confini della nostra amata Calabria.


Per chiedere informazioni o consigli a Simone invia una email all’indirizzo hubcalabria@gmail.com o contattaci su Messenger.
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